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Da Berlino: Giulia

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Written by Guest

Lei è Giulia e, cresciuta vicino al mare, vive oggi in una delle città più dinamiche e vibranti d’Europa, Berlino, dove scrive il suo blog Lettere da Berlino, si innamora di ogni fiocco di neve, danza insieme alle foglie e cerca di sentirsi a Casa insieme alla sua famiglia. Ma lasciamo che sia lei a raccontarci com’è andata davvero:

Mi capita spesso di dover discutere con gente che non capisce come espatriare possa essere una scelta. Come è possibile voler rinunciare al sole, al mare, al cibo, alla famiglia e agli amici per andare in un altro luogo? Come è possibile ritenere un altro luogo migliore del proprio di origine?

Ciò che difficilmente riesco a spiegare è che non necessariamente il luogo debba essere migliore, semplicemente è un altro posto dove sentirsi a casa.
Io ho scelto di andarmene 9 anni fa. Non sono andata via per necessità, ma per inseguire un sogno perché da quando ho iniziato a studiare tedesco all’università ho sognato di andare a vivere in Germania.

Ci ero stata solo da bambina, e solo per vacanza, mai per lunghi periodi e nemmeno per l’Erasmus. Ma io lo sapevo. Volevo andare a vivere li.
Dopo la laurea ho impiegato nove mesi per fare la valigia e per prendere un aereo. Nove mesi di paure, non sapevo dove andare, da dove iniziare.

Credo di aver fatto il biglietto aereo un po’ a caso, verso la prima città che mi capitava sotto mano, città dove non sono poi rimasta. Nelle valigie avevo già messo di tutto, sicura di un non ritorno, o almeno non così presto.
Varie peripezie mi hanno portata dopo qualche settimana a Lipsia, e li mi sono innamorata.

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A Lipsia ho trovato la mia Casa. È stata dura, ero sola, terribilmente sola, ma ho conosciuto persone splendide. Ho iniziato a lavorare con molta umiltà, non mi è mai importato di essere laureata e non ho mai avuto grandi ambizioni. Ho fatto pizze di giorno e risposto al telefono di notte per oltre un anno. Ho amato ogni fiocco di neve, i miei primi fiocchi di neve, nel mio primo inverno tedesco; ho danzato insieme alle foglie autunnali e ai colori di questa stagione per me fino ad allora inesistente; ho goduto delle lunghissime giornate estive e la notte ho curiosato dentro le finestre illuminate e immaginato li dentro la mia vita, come avrei voluto che fosse. Avrei voluto vederci me stessa, insegnante di italiano, insieme ad un uomo e a dei figli.

Ho ricominciato a studiare tra le ore di buco tra la pizzeria e il call center, ho frequentato un master per insegnanti di italiano come lingua straniera e ho iniziato pure ad avere qualche ora di insegnamento presso qualche scuola e università. Ho aperto un blog, dove potessi scrivere di me, di quello che stavo vivendo, per sentirmi meno sola, perché se le cose che vivo, che faccio, non le condivido con nessuno, allora non esistono, non sono mai successe.

Tramite il blog ho conosciuto il mio compagno, anche lui siciliano.
Per me si è trasferito a Lipsia a studiare tedesco e cercare lavoro, per lui ho lasciato la città che più amo al mondo e ci siamo trasferiti a Berlino.

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Ambientarmi a Berlino non è stato facile. La sua grandezza e la mancanza di un centro fisico mi destabilizza. È anonima, non è facile conoscere gente, creare legami e amicizie. Non è a misura d’uomo, ma col tempo ho imparato ad amarla e a sentirmi a casa. Ancora oggi mi innamoro di ogni fiocco di neve, danzo insieme alle foglie arancioni e adoro quelle lunghe giornate assolate che adesso volgono al termine.

Non guardo più dentro le finestre illuminate immaginandoci la mia vita.
Chi guarda dentro la mia finestra può vedere una coppia, con un bimbo piccolo che gioca con le costruzioni.
Non sono diventata insegnante, non ha funzionato, ma non ho rimpianti: ci ho provato fin quando ho potuto.
Io non reputo la Germania un luogo migliore rispetto all’Italia, andandomene via non ho rinunciato o rinnegato le mie radici. Mi ritengo fortunata di essere cresciuta vicino al mare, di aver potuto bigiare la scuola per andare a Mondello con la vespa e di essere cresciuta con la testa e la cultura che ho. E sono ancora fortunata perché ho avuto la possibilità di scegliere un altro Paese dove vivere, dove poter provare qualcosa di nuovo e aprire ancora di più la mia mente.

Mio figlio avrà entrambe le culture, entrambe le lingue. Chissà che un domani non ne scelga ancora una.

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Se anche tu sei come noi una #adieffina per il mondo, alle prese con nuove abitudini, costumi, lingua e fusi sei la persona che fa per noi. Raccontaci la tua storia, chiacchiera con noi, allarga i nostri orizzonti. Questo spazio è tutto per te .

13 Comments

  • Ciao Giulia, bella testimonianza e bel racconto! Anche io ero solita, nelle buie giornate invernali, sbirciare nelle case altrui, d’altronde qui mettono tutti le luci alle finestre e diventa molto semplice farlo, quasi inevitabile :-)…e lo faccio ancora :-)…e chissà chi è che sbircia nella mia!!

  • Io ho messo delle tende belle spesse 😉 chissà, magari li fuori c’è un’altra ragazza con i miei sogni e guarda dentro le case per sognare un po’

  • Grazie, Giulia. È stato bellissimo leggerti, conoscere alcuni dei tasselli della tua vita che mi mancano. Hai uno splendido modo di esprimerti, ma questo lo so da anni. Ti auguro, domani, di iniziare quella vita lavorativa che hai tanto sognato, anche se costerà sacrifici a voi tre. Quanto al bambino, con due lingue e due culture parte già avvantaggiato. Ti abbraccio. Lucia

  • Ciao Giulia, che bella storia! Sa di sogni realizzati, nonostante “i cambi di programma”. Anche io amo guardare dentro le finestre nei luoghi che mi piacciono, immaginandomi la mia vita li. Un po’ mi ci rivedo nella ragazza sognatrice che si immagina in quelle case con la sua famiglia…e bè, ora le costruzioni sparse sul tappeto le ho spesso anche io! 😉

  • Bellissima storia Giulia. Sembra proprio che tu abbia trovato la tua casa e sia felice. La cosa più bella è che si intuisce la libertà con cui cresci il tuo bambino: un regalo infinito.

  • La mia Berlino… <3 io ci ho fatto l'Erasmus due anni fa, la ricordo sempre, ogni giorno. Il tedesco è la lingua che studio e porto avanti, prima alla triennale, adesso nel biennio.
    Ho compiuto 25 anni dieci giorni fa, sento la voglia di partire che mi preme da ogni lato, eppure… eppure ancora non mi decido. Sarà che la magistrale, prima, va finita. Sarà che non posso materialmente mollare, fare una valigia e andar via. Però mi manca, mi manca tanto Berlino, ogni volta che ne leggo mi commuovo.
    Buona fortuna a te che vivi una vita che in parte, un giorno, spero di vivere anche io

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