Vivere all'estero

Acquistare casa negli USA: making a house a home

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Written by Alessia Louisiana

Nonostante i vari spostamenti negli anni, se c’è una cosa che io non amo, sono i traslochi. Il momento di togliere le tende da quella che ho chiamato casa, anzi home, per 6 anni, e che ho amato tantissimo fino a tempi recenti, è stato parecchio traumatico. A parte l’aver scoperto di essere riuscita a stipare una quantità enorme di roba in quei miseri 700 piedi quadrati (65 metri quadri) che da un anno condivido con il mio compagno. Proprio non mi aspettavo di aver accumulato così tanto e ciò ha prolungato l’agonia per giorni… E’ stato proprio stracciacuore dover dire addio a quell’appartamento che è stato il primo posto dove ho vissuto effettivamente da sola, senza coinquilini, e dove sento di essere cresciuta molto.

Questo trasloco pero’ non era come quelli precedenti, infatti questa volta non spostavo le mie cose in un’altra casa in affitto. No. Questa volta io e i miei 4mila stracci ci saremmo trasferiti in un posto molto speciale: la mia prima casa di proprietà!

Comprare una casa è stato come fare un giro lungo 2 mesi sulle montagne russe. Ogni momento c’era un problema e, quando sembrava risolto e si tirava un sospiro di sollievo, subito un’altra rogna arrivava a guastare a felicità momentanea.

Però lo rifarei anche domani, perchè questa nuova casa è proprio la degna sostituta di quel piccolo appartamento con balcone in cui ho lasciato un pezzettino del mio cuore.

Nonostante mi sia consumata gli occhi a guardare annunci di case online, e ne abbia viste parecchie di persona, quella che poi é diventata la nostra casa, mi ha davvero  conquistata subito, un po’ come per Sabina a San Francisco. E stranamente il sentimento era comune anche alla dolce metà.  Così abbiamo iniziato le pratiche per il mutuo seguito dal turbinare di tutte gli altri passi da seguire quando si vuole acquistare una casa negli Stati Uniti.

Siamo stati molto fortunati ad aver trovato persone fantastiche e professionali con cui avere a che fare in durante il processo. Dall’agente immobiliare che conosco da anni e amo moltissimo, alla giovane lender, all’ispettore e persino all’avvocato della title company (che è una figura simile al nostro notaio).

La casa in questione era quella che qui si definisce una flipped house. Vuota e dissestata da Katrina, è stata comprata da degli investitori e rimessa letteralmente a nuovo la scorsa primavera. La strada su cui è situata è ancora in via di ripresa con ben 3 proprietà vacanti e occupate illegalmente da gutter punks (quelli che in italiano chiameremmo punkabbestia), ma il resto delle case nel nostro isolato sono amate e tenute molto bene da residenti che ci vivono da molti anni. Ho scelto di rimanere nelle vicinanze di dove abitavo prima, così mi sono spostata dal quartiere di Marigny a St. Roch (conosciuto anche come New Marigny) dove  i prezzi delle case sono ancora abbordabili e lo stile architettonico identico.

Per comprare questa casa ho dovuto fare un mutuo, questa è stata un’impresa non indifferente, mi sono finalmente ritrovata ad usare il famigerato credit score che avevo iniziato a “curare” sin dai primi mesi di espatrio. Devo dire di essere stata molto felice di aver raggiunto un così bel numero, senza quello non ci saremmo mai potuti  qualificare per un bel niente visto il mio lavoro da libera professionista e il credit score del mio compagno che non era dei migliori.
La scelta del tipo di  mutuo è finita sulla tipologia chiamata FHA, la quale permette di mettere un deposito di 3.5% a differenza di un prestito convenzionale dove è richiesto il 5%. Ci sono molte altre differenze, tra cui il fatto che incorporino un’ assicurazione, ma il procedimento per la domanda rimane quasi invariato.

Adesso mi ritrovo in una casa che mi piace molto ma che trovo gigantesca con i suoi 1750 piedi (più del doppio di prima!), io che ero abituata ad averne mille di meno: I miei mobili non la riempiono affatto e devo anche dire di essere partita verso l’Italia a trasloco appena concluso e quindi di averla lasciata ancora non “mia”.
Non vedo l’ora di tornare e decorarla e riempirla delle nostre cose così da farla diventare più accogliente e familiare.

Se passate da New Orleans fateci un fischio, adesso che abbiamo una camera in più, non vediamo l’ora di avere ospiti 🙂

 

Alessia, Louisiana

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Alessia Louisiana

Pigra e sarcastica, ma piena d’ironia e con un cuore enorme.
Travolta dal destino (e non nell’azzurro mare di agosto), sono finita a vivere nella città che sognavo, patria di Jazz, Bayous e alligatori.
Tra uno shot whiskey e un crawfish boil, vivo avventure strambe in compagnia di personaggi improbabili.

8 Comments

  • Complimenti!!!!deve essere davvero emozionante! Noi siamo im affitto perché ancora nn abbiamo Credit score e nn sappiamo quanto a lungo ci fermeremo..e a volte mi sento come in casa di altri e nn è fantastico! Tra l altro proprio stasera dopo aver visto una casa in affitto perché a marzo dobbiamo trasferirci ho avuto un bel incidente stradale.. Giusto per testare anche l efficienza di intervento della polizia del quartiere!!

    • Mi spiace Laura 🙁 spero tu non ti sia fatta male! Si ti capisco, abitare in affitto ti fa sentire sempre un po’ come non a casa tua, però ha anche dei lati positivi tipo le riparazioni non a tuo carico. Il credit score arriverà, siate diligenti, mi raccomando 🙂 poi, se restate almeno 5 anni, qui suggeriscono di comprare… magari passerai davanti ad una casa e te ne innamorerai e addio affitto 🙂 Alessia, Louisiana

    • Effettivamente mi ci sono già attaccata 🙂 adesso devo solo riuscire a farmi conquistare dal quartiere 🙂 Alessia, Louisiana

  • Deve essere davvero una bella sensazione, soprattutto all’estero. Molto interessante il concetto di credit score, mi sembra un modo sufficientemente razionale e scientifico per valutare le capacità finanziarie di una persona.
    Complimenti e in bocca al lupo per l’avventura nei tuoi 1750 piedi!

    • Grazie Stefano! Crepi il lupo! Devo ringraziare chi mi disse di lavorare da subito sul credit score appena arrivata, davvero mi è servito tantissimo finora.

  • Complimeti Alessia! Noi in ogni casa comperata abbiamo pianto un’ albero. E quando riguardiamo le foto delle casa dove abbiamo vissuto pensiamo che una parte di noi e’ ancora li!

    • Grazie Elena 🙂 Anche noi abbiamo piantato due alberi, una magnolia giapponese e un acero giapponese. Anche a me piace pensare che se un giorno ce ne dovessimo andare, quei due begli alberi (per ora arbusti spennacchiati) rimarranno li.

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