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10 consigli per reinventarsi professionalmente

reinventarsi professionalmente - Amiche di Fuso

Spesso, tra i suggerimenti sui post da scrivere, mi è stato detto: scrivi un post sul reinventarsi professionalmente. Ed io, lo ammetto, non mi sono mai sentita all’altezza… E’ vero che in Italia facevo tutt’altro lavoro, e mi piaceva pure, ma una volta arrivata all’estero la prima volta, con una lingua del tutto nuova per me e pure non tra le più semplici (il tedesco), ho dovuto metter via il mio lavoro che, essendo in ambito comunicazione, era tutto basato sul linguaggio. Anche studiando e molto, non avrei certo potuto raggiungere in poco tempo una competenza linguistica tale da permettermi di padroneggiare il tedesco a livello stilistico…

E’ vero: mi son sempre data da fare, e alla fine ho sempre lavorato: dapprima ho insegnato, ho frequentato dei master e ho scritto dei libri, ma tutto è avvenuto in maniera non dico casuale, ma senza che avessi in testa un progetto chiaro e un percorso definito; e da un lato dico purtroppo. Purtroppo perché la cosa ha fatto sì che brancolassi un po’ nel buio, che a volte mi sentissi come un criceto impazzito che correva sulla ruota senza fermarsi mai, ma tornando sempre più stanca al punto di partenza. E’ ovvio che non è stato esattamente così: ho avuto dei buoni risultati, ho imparato tante cose e sono cresciuta parecchio in questo percorso, ma a volte penso che mi sarei risparmiata tanto stress e fatica inutile se avessi avuto le idee un po’ più chiare. Che poi le idee si possono sempre cambiare, i percorsi ridefinire, ma non disperdere troppe energie e soprattutto risparmiarsi un po’ di ansia e stress inutili non mi pare un cattivo consiglio…

Per potersi reinventare credo che un primo passo fondamentale sia essere davvero in contatto con la nostra bussola interna: magari prima di espatriare quello che facevamo non ci soddisfaceva realmente, lo facevamo solo per lo stipendio, o perché ci siam trovate un po’ per caso, un po’ per soddisfare le aspettative altrui a scegliere un mestiere, e poi non abbiamo avuto la forza o la voglia o la possibilità di cambiarlo. Ora, a meno di non essere pressate da imminente bisogno finanziario, magari ci troviamo nella condizione di poter scegliere cosa fare; si apre quindi davanti a noi una bellissima possibilità, magari la chance di trovare o costruirci il nostro lavoro ideale: evviva! Però il lavoro dei sogni non si trova già fatto e preconfezionato, va creato e richiede un’approfondita conoscenza di noi stessi.

Quali sono dunque i consigli che mi sento di dare a chi vuole o si trova nella necessità di reinventarsi sul piano professionale?

1. Riscopri le tue passioni: le nostre passioni di base rimangono quelle dell’infanzia. Quindi chiediti: cosa mi piaceva fare da piccola? Cosa farei anche gratis? Cosa mi fa perdere la percezione del tempo mentre lo sto facendo? Cosa mi gratifica di più (oltre al cioccolato)?  Stila proprio una lista con almeno 15 passioni, grandi o piccole.

2. Seleziona quali tra queste sono veri e proprio talenti utilizzabili per reinventarti professionalmente e su quali hai già delle competenze.

3. Ricorda che l’aspetto finanziario non è il valore principale: ovviamente il denaro è importante per vivere, ma – si sa- non ci dà la felicità! Magari prima avevi un lavoro con cui ti guadagnavi da vivere, ma non eri assolutamente soddisfatta, anzi… Essere in equilibrio e coerenti coi nostri valori ci porta a agire con passione e a raggiungere i nostri obiettivi.

4. Non dimenticare per strada i tuoi valori. Chiediti cosa è più importante per te: ad esempio la sicurezza o la libertà? La novità o la stabilità? Le sfide o la tranquillità?  Per te cosa è davvero importante: l’indipendenza? Nuove conoscenze? Guadagnare tantissimo? Le relazioni interpersonali? E così via. Ovviamente il tuo lavoro dovrà essere il più coerente possibile con questi aspetti.

5. Datti il permesso di meritare il meglio, il che significa anche di guadagnare bene facendo qualcosa che ami.

6. Scopri il tuo scopo, ovvero la tua mission. Perché vuoi fare proprio questo lavoro? A cosa serve e a chi? Come crea valore? La motivazione profonda ti aiuterà a essere più centrata e a non perdere entusiasmo e mollare alle prime difficoltà (che purtroppo devi mettere in conto).

7. Ricorda che a volte un fallimento o una sconfitta sono doni preziosi, ma dobbiamo saperli accogliere e sfruttare. Le difficoltà esistono proprio per modificare il tuo percorso nella direzione creata per te, quindi concediti una coccola extra, analizza cosa non ha funzionato e perché, ma poi riparti di slancio!

8. Fai una mappa del tuo lavoro. Che lavoro vuoi creare o cercare? Qual è il tuo obiettivo? Che capacità ti servono? Quali devi ancora sviluppare? Che risorse sono necessarie? Hai bisogno di aiuto? Chi ti aiuta?

9. Crea un piano d’azione. Una volta che hai stabilito il tuo obiettivo devi fare una lista dei passi che devi compiere per raggiungerlo, ovviamente con una scansione temporale, suddivisa in maniera precisa. Ovviamente se si tratta di un lavoro in proprio redigi il business plan!

10. Sii coraggiosa e ascolta il tuo corpo! Per inventarti una nuova strada professionale ci vogliono pazienza, determinazione e coraggio. Non pensare che la strada sia in discesa e velocissima, armati di coraggio e buttati a capofitto nell’impresa (ovviamente dopo aver valutato, aver redatto un business plan ecc). Sii pronta anche a sacrifici, ma non dimenticare di ascoltare i segnali che ti manda il tuo corpo (mal di stomaco, emicranie, tensioni ecc son indici che devi riguardarti di più, cerca dunque di rilassarti e prenderti cura di te sul piano fisico).

Ovviamente non sono consigli esaurienti, e per motivi di spazio e tempo non sono approfonditi: reinventarsi professionalmente richiede parecchio lavoro su di sé e molta pianificazione (ma anche a un certo punto il coraggio di buttarsi!), e il tema non può essere esaurito in un post, ma insomma diciamo che queste sono già dei buoni spunti su cui riflettere e lavorare.

Buona fortuna!

Valentina, Germania

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Author

Valentina Svizzera

Mamma di due bimbi scatenati, un’indole girovaga e curiosa e l’amore mi hanno portata a rimbalzare come la pallina di un flipper tra città e nazioni diverse, con un comune denominatore, il tedesco, nelle sue varianti e dialetti… e io che sognavo il mare, il caldo e idiomi più dolci! Tra le altre cose, autrice di libri per bambini, blogger, craftomane e pinnatrice compulsiva.

10 Comments

  • Colgo questi spunti, perchè sono in un periodo di profonda riflessione. C’è in me la volontà di cambiare qualcosa, spinge forte da dentro, ma ancora non riesce ad uscire, perchè non ho ancora individuato la strada giusta. Credo che la cosa più importante sia proprio quella di capire e capirsi. E poi lanciarsi e rischiare anche un po’.

    • esattamente Stefano, conneterci con noi stessi, i nostri bisogni e desideri reali è il primo passo e il più importante, a volte bisogna darsi un po’ di tempo (senza bloccarsi, ma senza nemmeno andar troppo di fretta), ma vedrai che poi questo desiderio di cambiamento si farà via via più chiaro, e se cos’ non fosse ci son degli esercizi che possono aiutare! 😉 In bocca al lupo, Valentina

  • Ciao Valentina, grazie per questi spunti! Mi trovo in una situazione simile a quella che descrivi..mi sono laureata in scienze della comunicazione e lavoravo in quell’ambito, e da un anno vivo in Germania..sto cercando lavoro ma sapendo ancora poco il tedesco (o comunque non ad un livello sufficiente) è molto difficile e sto cercando di reinventarmi seguendo le mie vere passioni, in primis la scrittura..proverò a seguire passo passo i tuoi consigli:)

    • Denise, ti capisco benissimo e ti faccio un enorme in bocca al lupo! Comunque oggi rispetto alla data del mio primo espatrio abbiamo dei vantaggi: la Rete e i social, che ci permetono con più facilità di lavorare anche a distanza (almeno all’inizio). Fammi sapere come va, se vuoi, un abbraccio, Valentina

  • Ciao Valentina. Molto interessante il tuo post. Si capisce che parli per esperienza. Io alla mia prima esperienza all’estero, quella che sto vivendo, ho seguito il mio sogno e mi sono rimessa a studiare. Ho un lavoro mal pagato che però mi permette di pagare le tasse universitarie e i numerosi viaggi all’estero che il mio dottorato richiede. I miei figli e mio marito sono i miei piu’ grandi sostenitori. E io mi sento libera! In un paese dove, per varie costrizioni sociali e culturali, non posso proprio esserlo. Mi sento libera dentro. Ho un progetto, mie scadenze, e tanta voglia di continuare a sognare! Baci!

  • Ciao Valentina! Io e la mia famiglia ci trasferiremo tra qualche mese in Germania. Non so ancora cosa farò, ma ho già chiaro che per le difficoltà legate alla lingua, all’inizio accetterò qualunque impiego mi permetta di sostenere le spese. I tuoi spunti sono interessanti ed utili e credo che dopo aver dovuto subire un lavoro sottopagato, non soddisfacente e non facile in Italia, potrò ricominciare in Baviera e forse avrò la possibilità di poter scegliere liberamente. Solo l’idea di avere la possibilità di scelta, mi fa provare un enorme senso di libertà che negli ultimi anni, a causa della crisi economica e dell’incertezza del futuro, ho sotterrato sotto una montagna di forse, se e ma. Ci concediamo la possibilità di ricominciare senza chiedere il permesso a nessuno.

  • Ciao Valentina,

    2 anni fa mi sono trasferita a Singapore e per forza di cose ho dovuto re-inventarmi professionalmente. L’ho presa come una buona occasione per capire che cosa volessi fare e come farlo. All’inizio ero molto confusa e sentivo la necessità di ritrovare al più presto la mia identità professionale. In realtà, ora sono consapevole che il tempo che ci è voluto mi è stato molto utile per capire meglio me stessa, per capire la mia direzione, la mia visione e la mia mission.

    Concordo con tutti i suggerimenti che dai e in particolar modo sul coraggio di buttarsi, poiché anche se le cose non dovessero andare come pianificato saranno state utili per imparare e per crescere ancora di più 😉

    Un abbraccio,
    Anh

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