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Sopravvivere ai Sakura – la fioritura dei ciliegi in Giappone

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Veronica Taiwan
Written by Veronica Taiwan

Scrivo questo post mentre i petali dei fiori di ciliegio hanno già cominciato a cadere, complice qualche forte pioggia di troppo… Le previsioni cominciano settimane prima, con l’osservazione attenta degli alberi in tutte le zone del Giappone. C’è un’ansia impercettibile, ma crescente, fra i turisti che hanno prenotato biglietti e alberghi con mesi d’anticipo, e Giapponesi che non esitano a spostarsi, a organizzarsi per i loro pic-nic, per fare hanami sotto gli alberi in occasione dei Sakura: la fioritura dei ciliegi in Giappone.

Hanami: letteralmente, guardare i fiori. Contemplare questi alberi che fioriscono solo per qualche settimana all’anno, simbolo della caducità delle cose, della bellezza che arriva e scompare in un battito d’ali, ma anche del miracolo della natura che si rigenera, puntuale, perfetta. Della primavera che ogni anno, dopo un inverno più o meno rigido, torna a scaldarci e a farci uscire di casa, stendere il nostro telo sotto i ciliegi, preparare le bento e le birre e andarci a godere lo spettacolo, così, semplicemente.

La fioritura inizia a fine marzo, e poi sale e sale fino al nord del Giappone, dove i ciliegi si mostrano in tutta la loro bellezza solo ai primi di maggio, nell’Hokkaido.

Quest’anno a Tokyo è iniziata intorno al 25 Marzo, e finirà in questi giorni, nelle prime settimane di Aprile. E l’anno prossimo tornerà, come ogni anno.

Questa usanza nasce dalla nobiltà cinese, come molte altre, del resto, e risale al periodo Heian (794-1191 circa) ma i Giapponesi hanno elevato il periodo della fioritura dei ciliegi a vera perfezione, a rito gioioso e malinconico allo stesso tempo.

L’atmosfera è particolarmente bella: nei parchi e nei luoghi più conosciuti per la presenza di questi alberi ci si riunisce per un pranzo al sacco, la sera per una festa di quartiere, con bancarelle di cibo e musica. I ciliegi sfiorano quasi l’acqua del fiume coi loro rami più lunghi, e alcuni noleggiano una barchetta. Ogni soffio di vento fa cadere tante piccole foglie, proprio come nelle illustrazioni dei manga.

A Tokyo, i posti migliori sono il cimitero di Yanaka (un posto meraviglioso, un cimitero buddhista in un quartierino fra i pochi rimasti in città con ancora un’atmosfera d’antan), il parco di Ueno, il controverso santuario shintoista Yasukuni (ecco perche’ controverso), la zona di Naka Meguro…

Ogni tanto mi capita di leggere qualche critica, qualche “che noia con questa storia dei ciliegi”, soprattutto da parte di qualche expat, arrabbiato per la città ancora più affollata del solito, o ancora qualche “si, ma tanto sono tutti innesti”. Ovviamente i ciliegi che osserviamo oggi non sono più gli stessi, né la stessa specie, dei primi alberi piantati in Giappone. Ma poco importa, è un momento bello, talmente bello che anche la grigia Tokyo si colora di bianco-rosa per qualche giorno, e tanto basta, come basta quel poco di poesia che i fiori portano con sé.

Per chi come noi si sposta spesso, o anche meno, ma è lontano da casa per un po’, il mio consiglio è sempre lo stesso, banalissimo ma efficace: io ho deciso di essere felice, e di prendere il bello da ogni posto, nonostante le difficoltà, nonostante un paese perfetto non esista. E in Giappone, il periodo della fioritura dei ciliegi è sicuramente una delle cose belle da prendere al volo.

Veronica, Tokyo

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Veronica Taiwan

Veronica Taiwan

Amante dei viaggi e dei libri, con la mia laurea in Lingue e il mio lavoro in hotel, quando pensavo alla possibilita' di partire dall"Italia la mia immaginazione si fermava a Londra...e invece dopo due anni in Francia, nel 2011 scendo dalla scaletta di un aereo che mi porta dritta a Hong Kong, per quasi quattro anni. Nel 2014 la seconda tappa del tour asiatico: Tokyo, immensa, calma e caotica al tempo stesso. Dopo due anni nella megalopoli giapponese, nuova destinazione: Taipei, capitale dell'isola di Taiwan, Le prossime tappe rimangono avvolte nel mistero. Più a Oriente di cosi non potevo andare e cercherò di raccontarvi un po' quello che succede quaggiù.

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