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Vivere e lavorare in Qatar

vivere e lavorare in qatar amiche di fuso
Written by Guest

Oggi ospitiamo Claudia che ha deciso di vivere e lavorare in Qatar: ci racconta la sua esperienza a Doha toccando la società, il lavoro, la sicurezza e diverse regole che vigono. Claudia ha intrapreso questa avventura prima con suo marito e poi l’ha proseguita da sola affermandosi nel mondo del lavoro come make-up artist. 

Sono Claudia, ho 42 anni, sono di Catania, e da 6 vivo in Qatar dopo 12 anni a Londra.
La decisione di questo cambiamento è stata presa dopo che a Londra mio figlio fu espulso da scuola perché autistico, e visto che il padre, lavorando alla BBC poteva facilmente trovare lavoro altrove, trovò da Al Jazeera.

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Arrivammo a Doha a mezzanotte del 23 Maggio di 6 anni fa, (6 anni questo Maggio) dopo l’attesa di 3 mesi prima che lui potesse fare l’atto di richiamo e noi quindi raggiungerlo.
Vivere in un Paese del Golfo è sempre stato un mio desiderio e così si stava avverando: “Dio chiude una porta e apre un portone”.
Dopo 2 anni in Qatar, divorziai e dopo una breve pausa a Catania, tornai a Doha con il mio proprio permesso di soggiorno e cominciai a lavorare come segretaria in una piccola ditta di costruzioni, e poi, essendo di fatto una makeup artist, cominciai a cercare contatti e adesso mi occupo solo di questo: lavoro per conto mio e sono felice del fatto che mio figlio ha qui un’assistenza da Re .
Ora è coccolato e trattato come un Sultano veramente da tutti: fa ginnastica artistica e ha i voti più alti della scuola in Matematica, Chimica, Fisica e Astronomia, cosa non vista a Londra.
Spesso tutti mi chiedono se posso uscire da sola, o se posso andare al ristorante visto che non ho più il marito: la riposta è no perché appena esco di casa c’è la polizia in tenuta anti sommossa che mi vieta anche di respirare!
Io ho sembre condotto vita modesta e normale, quindi per me divertirmi non significa andare in discoteca e ubriacarmi ogni notte (le discoteche e gli alcolici sono disponibili largamente anche qui); a me basta la passeggiata al mall, lo shopping, il souq, incontrarmi con gli amici e soprattutto portare i miei bambini in giro.
Il costo della vita è molto abbordabile rispetto l’Italia o l’Inghilterra: con 3 euro faccio un pasto in un qualsiasi ristorante modesto, mentre a Londra con questa cifra si prende forse un caffè; mentre una cena in un ristorante discreto con i bambini, costa circa 25/30 Euro per tre.
Poi certo, ci sono i ristoranti dove con 30 Euro mangia solo una persona e non tre e anche quelli che costano ancora di più, insomma c’è di tutto per tutti.
Però gli affitti costano cari: io pago 800 Euro al mese per un monolocale, incluso internet, luce ed acqua.
Solitamente invece gli stipendiati dal datore di lavoro hanno incluso nello stipendio l’housing allowance e, in parecchi casi, l’education allowance per la scuola dei figli che copre l’80% del costo.
Per questo motivo i miei figli vivono con il padre durante la settimana e stanno con me durante il weekend, ma spesso li vedo per cena durante la settimana, tutto dipende dai miei orari di lavoro che non sono mai stabili perché può capitare che una mia cliente mi chiami alle 6 del pomeriggio per farsi truccare.
La donna del Qatar lavora, studia, vota.
Il Qatar è una Monarchia Assoluta ma c’è un regolare parlamento e vari Ministri e la donna si presenta a votare; ha tutti i diritti dell’uomo, compreso il curarsi gratis se sta male.
La sanità pubblica è gratuita per tutti i residenti e il bello è che non esistono le attese. Tempo fa ho avuto bisogno di una mammografia (grazie a Dio non c’era niente) sono entrata in ospedale, e me l’hanno fatta dopo un’ora di attesa.
Il Qatar ha anche i suoi lati brutti tipo le condizioni lavorative degli operai che vivono ammassati a 20 persone a stanza dividendo bagno e cucina e che sono pagati circa 200 Euro al mese. Poi la legge dell’exit permit, cioè non potere uscire dal Paese se non si ha questo particolare permesso dall’immigrazione.
E anche il non poter cambiare lavoro senza il nulla osta del datore di lavoro, al quale si è praticamente legati, però l’impiegato si può licenziare in qualsiasi momento pagandosi il biglietto aereo, che in caso invece di licenziamento viene pagato dal datore di lavoro .
In Qatar non c’è l’obbligo del velo per le donne come in Arabia Saudita o in Iran, ma chiedono almeno un poco di modestia e di coprire spalle e ginocchia, regola che, vedo molto spesso disprezzare da chi vuole “essere libera”. E talune se ne fregano anche se vengono rimproverate dalle donne locali (c’è stato anche un caso di una Spagnola presa a botte all’ingresso di un centro commerciale perché era in top e pantaloncini) o non fatte entrare nei mall. 
Io indosso quasi sempre l’abaaya, che non è il burqa, visto che vado a casa di donne locali per lavoro e non voglio offenderle, ma capita che lo indossi anche se esco per i fatti miei.
Il bello del Qatar, come nel resto del Golfo, è poter uscire piena di gioielli e di soldi anche di notte, e nessuno mi tocca. Tante volte ho lasciato cose in macchina e le ho sempre trovate. Una volta lasciai il cellulare in un bar, e la cameriera lo prese e lo mise nell’ufficio aspettando che tornassi a riprenderlo.
Gli stipendi dipendono dalla cittadinanza e dal titolo di studio: un ingegnere americano guadagna più di uno italiano, e un ingegnere indiano guadagna circa 1000 Euro al mese.
Una commessa circa 500 Euro al mese, in qualsiasi tipo di negozio, e prende lo stesso un’estetista lavorando come dipendente quindi questo, come fare la makeup artist, è uno di quei lavori che si dovrebbero fare per conto proprio poiché si possono avere dei guadagni molto elevati.
Claudia, Qatar.
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3 Comments

  • Leggendo questo articolo mi rendo conto di essere fortunata. Sono appena stata impiegata come capo-tata per una famiglia affiliata a quella reale. Il mio stipendio è di circa 6mila euro al mese con vitto e aloggio a palazzo. Speriamo che la vita a Doha mi piaccia quanto lo stipendio e che la famiglia e gli altri membri dello staff siano gentili. In questo momento sto facendo le valigie ed ho mille paure ma sono felice di sapere che almeno la sanità pubblica funzioni e sia gratuita….

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