Food

La cultura del gusto…altrui!

cibo
Written by Monica India

Se c’e’ una cosa che  accomuna tutti noi Italiani è la cultura culinaria, il piacere della tavola, o detto meglio l’ossessione per il cibo!
O volete dirmi che sono l’unica qui, che quando torna in Italia, inizia a prendere chili già all’aeroporto con cornetto e cappuccino?

Ed in questo girovagare per Continenti, dove è molto difficile trovare ingredienti “Italiani”… io ci provo sempre e comunque,  per tentare di ricreare, quando possibile, i “sapori di casa” ovunque ci troviamo nel mondo!

Le lasagne, gli gnocchi, una bella pizza, a noi tutti mettono sempre il sorriso e ci riconciliano con l’esistenza… “estera”!

Ecco, questa premessa per dirvi che ora sono in una crisi culinaria… nera!

Non perché non trovo tutti gli ingredienti che vorrei, a quello ormai sono abituata, ma perché se questo culto della cucina italiana vale per me, mio marito e la nostra prima figlia, mi accorgo sempre più che non è più valido per il nostro secondo figlio e ancor meno per la piccolina di casa.

Emma è amante delle lasagne, della pasta, della pizza, degli gnocchi: gusti tipici Italiani e odia le spezie ed il cibo piccante.
E’ l’unica nata in Italia e forse questo conta… 😀

Filippo si è americanizzato invece: il passaggio negli States gli fu fatale per le papille gustative!
Preferisce l’hamburger alla pasta, preferisce il tacchino da 15 kili al pollo, mi chiede il PJ’s per merenda (peanut butter and jelly sandwich: burro di noccioline e marmellata insieme si!!) ed il colpo di grazia lo da a tutti noi quando chiama gli spaghetti: noodles!!! Sacrilegio!

L’ultima di casa, dal canto suo,  è più di un mese che non mangia la pasta che le mando nel lunch box all’ asilo!

I primi sospetti sul suo “viraggio papillo gustativo” li ebbi qualche mese fa, quando iniziai ad apprezzare alla sera il suo alitino di aglio e zenzero puro!
Ottimo per le difese immunitarie dicono qui, sì, ma per le sue, non per le mie… che cado tramortita quando mi si avvicina e con me tutti i vampiri della zona!

E ormai le maestre indiane all’asilo, quando la vado a prendere mi accolgono soddisfatte dicendomi: “Olivia, ha mangiato solo il nostro riso, le nostre lenticchie ed il nostro pane, non ha nemmeno toccato il pranzo che le ha mandato!”
Sottotitolo: Tie’!

E allora sono qui che rifletto un po’ dubbiosa, se sorridere di questa cosa e rassegnarmi, o se invece insistere nel trasmettere loro il “gusto Italiano”, che rappresenta infondo un po’ gli ultimi scampoli della cultura che ci lega a “casa” e alle loro  origini.

Non fraintendetemi: non permetterò mai loro di mettere il ketchup sulla pasta, ma se preferiscono il coconut rice agli spaghetti… che ci posso fare?

Non lo so… ci sto riflettendo. Voi che mi dite?

 

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Author

Monica India

In giro per il mondo da 10 anni, l’età esatta della nostra prima bimba! Mamma di 3 bimbi ora. Da workaholic a viaggiatrice seriale! Abbiamo vissuto a Londra, Delhi, San Francisco, Pittsburgh, Chennai e ora Pune! Dal primo al terzo mondo e ritorno! Genovese di nascita, ma ho vissuto tutta la mia vita lavorativa a Milano. Con l’India ho un rapporto particolare, ne ero terrorizzata, ora è casa e trovo familiari i suoi usi e costumi! Adoro avere amiche da tutto il mondo perché la diversità culturale riempe da sempre il mio bagaglio di vita!

4 Comments

  • Ciao. Che piacere leggere di tutti i tuoi giri nel mondo. Pure la mia piccolina, genovese di nascita, torna a casa dall’asilo australiano con una fiatella di aglio e vegemite, apprezza la pasta solo se condita con sughi tosti ed al ristorante chiede fish & chips o chicken nuggets.
    Per fortuna, però, le piace preparare biscotti e torte con me e sa che i marshmallows non entreranno mai nel nostro carrello.
    La grande è un po’ più italiana nei suoi gusti, ma a volte mi dice “mamma, ma sempre pasta?”.
    Io cerco di trovare un giusto mezzo, certo non sempre è facile 😉

    • Ecco brava! Un trucco che uso anche io per “insegnare” loro i fondamenti del gusto e’ proprio cucinare con loro! Almeno sanno cosa c’e’ dentro quello che a loro piace e che tutto quello che puoi fare in casa e’ anche più buono e sano!

      La cucina “altrui” mi ha insegnato an che a giocare un po’ di più con ingredienti diversi dal solito …. perché la frase “mamma sempre pasta” me la sento dire anche io e spesso! 😉

  • Io come ti ho scritto su Facebook li lascerei essere loro stessi: in fondo l’essere bimbi expat implica che loro siano anche un po’ del Paese (o dei Paesi) che li ha cresciuti. Torneranno alla cultura materna quando se la sentiranno, creando magari mix stratosferici che incanteranno anche te. Per ora lascia che esplorino la loro unicità: beati loro che possono scegliere il coconut rice, quando magari tanti bimbi italiani lo adorerebbero ma non hanno mai modo di assaggiarlo!

    Un abbraccio e forza e coraggio!

  • Ciao! Bellissimo il tuo racconto: la vita expat è la vita che avrei sempre sognato ma che mi è stata negata. Perché dico così? Perché sono l’italiana meno italiana d’Italia! Mai sentita la necessità delle origini, l’attaccamento alla terra natìa ma soprattutto al cosiddetto “gusto Italiano”, fatta eccezione per l’abbigliamento ovviamente. In fatto culinario fin da piccola mi sono rivelata difficile da accontentare: unica della casa ad amare i cetrioli e ad odiare la carne!! Sacrilegio!! Per non parlare del fatto che sono anni che non mi avvicino ad un piatto di pasta, a meno che non sia in brodo. E se devo uscire per mangiare preferisco la cucina etnica di qualunque tipo perchè più vicino al mio palato e perchè è più facile trovare cose senza carne, uova e pesce!! Tutto il contrario di mio figlio: pasta e carne-dipendente! Solo da poco ha iniziato a mangiare cose messicane ma se andiamo al cinese..ahh no al cinese/indiano o altro no non si può andare!! Tutta questa manfrina per dirti che è meglio non farne un dramma, non andare in crisi: ben venga questa voglia di esplorare cibi nuovi, sapori diversi [io personalmente rifuggo dalla cucina italiana appena varco il nostro confine]. E poi ricorda che ad ogni lustro..si cambia gusto 🙂
    See yiu soon, Lara

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