Tips&Tricks

Come smettere di lamentarsi e vivere felici (all’estero)

Written by Nadja Argentina

Come da natura umana, l’expat non può esimersi dalla pratica diffusa e fastidiosa del lamento. Lamentarsi è facile e rilassante. Si può fare ad ogni ora e non importa se qualcuno ti sta ascoltando o meno. Lo fai per te o per ricevere attenzioni. Nessuno (o quasi) dice che non si può fare, a meno che questa pratica non diventi una costante.

Io, dall’alto della mia decennale esperienza di espatriata (hahahah sí dai mi sto prendendo in giro da sola, bannatemi), vi do consigli pratici per smettere di farlo e vivere felici ovunque vi troviate! Pronti? Via!

Mettiamo che vi troviate in un paese che non vi è congeniale. Che fare? Lamentarsi? NO. Cioè sí va bene, io l’ho fatto e continuo, Ma passiamo oltre. Era tutto perfetto in Italia (o nel vostro precedente paese)? Io non credo (citazione coltissima). Può essere che il nuovo posto non sia ideale, ma provate a stilare una lista di punti a suo favore. Può essere mooolto difficile, soprattutto all’inizio: il mio consiglio é di mettere giù una frase al giorno, un punto alla settimana, e di rileggerla ogni tanto. Fa bene al morale e vi darà la carica per continuare la vostra nuova vita!

Non avete amiche. Eh. Questa è bella. Per di più rimpiangete le persone lasciate in Italia e avete il timore che i rapporti si raffredderanno fino a finire del tutto. NO. Questo non succede, o meglio. Se non volete, non succederà. Grazie ai potenti mezzi moderni ci si può sentire tutti i giorni e a qualsiasi ora, indipendentemente dal fuso! Ne avevo già parlato qui quindi non mi dilungo. Parliamo invece di come provare a conoscere nuove persone! Sorriso stampato, buona volontà e una buona dose di pazienza. Fare nuove amicizie è un lavoro a tempo pieno. Uscire, frequentare corsi (magari di lingua o cucina), provare con i gruppi facebook (giuro che si trovano persone normali e vere), chiedere aiuto alle Amiche di Fuso (abbiamo adepte sparpagliate per il mondo, non sottovalutateci). Non è una cosa facile, anzi. Può essere frustrante e avrete voglia di lamentarvi ma pensate alla mia brutta faccia che vi dice: DON’T DO THAT!

Non parlate la lingua. Capita. A me è successo spesso. Come fare? Lanciatevi. Guardate i cartoni animati! Giuro che funziona! Hanno un linguaggio semplice adatto ai bambini, quindi va bene anche per voi. Se ha funzionato per me con rumeno e bulgaro va bene per (quasi) tutte le lingue. Poi fate un corso, trovatevi amiche locali, sfidatevi andando nei locali e ordinando cibo senza l’aiuto di nessuno (cosa per altro facilissima quando arrivate sole e non conoscete anima viva). Farete delle figuracce, ma poi ne riderete e lo aggiungerete alla lista dei ricordi felici e degli aneddoti da raccontare!

Il cibo è diverso e strano. Io sono onnivora (leggi: fogna). Non mi sono mai trovata in situazioni di difficoltà per quanto riguarda il mangiare, ma non sono mai stata in paesi dove mi offrivano cavallette o ragni, quindi é troppo facile. Provatelo (ok su cavallette e ragni non mi sento di consigliarvelo, anche se mi dicono che non sono poi così male). E se poi vi piace? Quando vi ricapita di mangiare un cammello? O un frutto coloratissimo dal profumo inebriante? La vita è una sfida continua, la bellezza di essere expat è che ci troviamo di fronte a cose che potrebbero essere uniche, vogliamo davvero un giorno guardarci indietro e pensare: ma perché non l’ho fatto? NO, vero?!

In Italia lavoravate e qui no. Non è impossibile trovare un lavoro al di fuori dei confini nazionali. Ci vuole pazienza e anche fortuna. E buona volontà! Si può trovare nell’ambito in cui siamo preparati o reinventarsi! Se volete delle testimonianze, qui sul  blog ne trovate quante volete! Si può fare, noi possiamo fare quello che vogliamo no?! (Tranne mettere i figli a letto ad una giusta ora o mettersi l’eye-liner uguale in entrambi gli occhi).

Non avete lavoro e tanto tempo libero. Trovatevi un hobby e fate quello che vi piace. Tipo per vostra sfortuna a me piace scrivere e a voi tocca leggere le mie riflessioni semiserie. Mi spiace per voi ma finchè non troverò di meglio da fare sarò qui a stressarvi (o finché non mi bloccherete su tutti i social possibili). Non fatelo per favore eh!

Ci manca la famiglia. Eh. Non ho molti consigli su questa parte. Per la prima volta sono a più di 12 ore di volo da casa. Ed è dura. Durissima. Forse più psicologicamente che realmente. Ma proviamo a farci forza insieme! Skype, Whatsapp, Facebook! Un pò come con le amicizie (certo far usare tablet e pc a nonni bisnonni o genitori non è così scontato e sempre possibile). Noi organizziamo un viaggio all’anno e proviamo a convincerli a venirci a trovare. “Epic Fail” spesso, ma tentar non nuoce no?

Insomma, il mio post è un auto convincimento che la vita all’estero non sia poi male, che si può stare bene ovunque ci troviamo basta avere le persone giuste con noi! E bisogna lavorare su se stessi. Tanto.

E lasciate che vi dica una cosa.

Lamentarsi è sano. Lamentarsi fa bene. Non lasciate che vi dicano il contrario. Farlo sempre e senza via di uscita non fa bene. Ma non credo che quello sia colpa dello status di expat no?!

Che ne dite? Avete altro da aggiungere? Facciamo una guida per l’Expat Felice?!

Ps: le sostanze stupefacenti non sono contemplate eh!!

Pps: l’alcool nemmeno. Ok quello si dai ma non troppo. Dai scherzo!

Nadja, Peru

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Author

Nadja Argentina

Espatriata per lavoro ormai più di 10 anni fa, con mio marito abbiamo vissuto in Serbia, Romania, Bulgaria, Arabia Saudita,Peru e adesso siamo approdati in Argentina! Nel frattempo si sono uniti al gruppo due bimbi globetrotter che ci accompagnano nella nostra pazza vita girovaga!Il nostro mantra? Home is not a place, it's a feeling! Con la Sardegna nel cuore, vivamo dove ci porta il lavoro e ci godiamo ogni piccola cosa che i paesi ospitanti ci offrono con l'entusiasmo della prima volta!

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