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Come ottenere il visto J-1 per gli Stati Uniti di Annika

visto j1 - amiche di fuso
Written by Guest

Avevamo già trattato precedentemente questo argomento ma oggi lo rivediamo per essere ancora più precisi: Annika di Kinnamomon ci guida verso le procedure per il visto J-1 negli Stati Uniti, spiegandoci nel dettaglio cosa occorre, come ottenerlo e dove. 

It is a pleasure to invite you to spend a research stay…

Diciamo che siete stati selezionati per un periodo breve in un’università degli Stati Uniti (magari seguendo i consigli di Amiche di Fuso nel primo post dedicato a questo argomento). E ora?

Ora avete bisogno di un visto J-1, ovvero un non-immigrant visa, un visto che vi consente di trattenervi solo brevemente negli US, per attività di ricerca, training, o scambio culturale. Se come me non avete mai richiesto un visto per gli Stati Uniti, il processo vi sembrerà misterioso: oggi vi aiuto a fare chiarezza…

Se resto negli Stati Uniti meno di tre mesi, non posso semplicemente fare un ESTA?

Dicesi ESTA il visa waiver, la procedura che permette di entrare negli USA e restarci fino a tre mesi per motivi turistici. E proprio perché non si tratta di motivi turistici, l’ESTA per fare ricerca non va bene, se siete pagati da un’istituzione americana. Ho amici che si sono visti rifiutare l’ingresso nel Paese perché hanno dichiarato alla frontiera di essere venuti per una conferenza dietro pagamento di viaggio e alloggio da parte di un’università locale.

Come posso dare inizio alla procedura?

Per prima cosa, accettate la proposta dell’università in questione, poi stappate una bottiglia e mettete mano alla carta di credito. Il vostro host (istituzione ospitante) vi manderà una copia digitale del form DS-2019, con il cui codice dovrete pagare l’I-901 (uno dei tipi di tassa chiamati SEVIS) e il DS-160. Per il J-1 si tratta di $180 e $160. Prima di sedervi davanti al computer, assicuratevi di avere: una foto tessera formato elettronico che rispetti le indicazioni del consolato; i nomi e dati di due contatti italiani che possano assicurare che entrate negli US per training o ricerca in caso di controllo; tanta pazienza. Una volta pagate entrambe le tasse, potrete fissare l’appuntamento al consolato più vicino (Milano, Firenze, Roma, Napoli) per consegnare la documentazione cartacea e fare un breve colloquio; a Milano le date più vicine disponibili sono di solito a una settimana di distanza, alla mattina.

Con cosa mi devo presentare al colloquio?

  • il vostro DS-2019. Deve trattarsi dell’originale che nel frattempo l’host vi avrà inviato e che dovrete presentare anche all’ingresso nel Paese
  • la ricevuta del pagamento del SEVIS e del DS-160
  • la stampata della pagina di conferma dopo aver pagato per il DS-160
  • una fotografia 5×5 cm, fatta negli ultimi sei mesi, con espressione neutra (o, se siete me, direttamente da tonno…). Le istruzioni si trovano sempre qui. Inoltre, dall’autunno 2016, se portate occhiali da vista dovete toglierli per la foto. (Nota: dentro al consolato di Milano hanno una macchinetta, perché metà degli intervistati si presenta con foto di formato sbagliato… quindi, nel caso, abbiate con voi 5€!)

Accedere al consolato

(Quella descritta qui è la mia esperienza all’ambasciata di Milano: altrove, le cose potrebbero svolgersi diversamente. Se risiedete all’estero e siete iscritti all’AIRE, dovrete prendere appuntamento al consolato americano del Paese in cui risiedete)

Indifferentemente dall’orario di appuntamento, si viene ricevuti in ordine di arrivo: vi suggerisco quindi di arrivare abbastanza presto, anche perché nella prima fase si attende fuori, sotto una tettoia ma esposti a intemperie.

A piccoli gruppi si viene chiamati davanti alla porta, dove viene controllato il vostro nome sulla lista, e vi chiederanno di spegnere il cellulare e altri oggetti elettronici e metterli insieme a liquidi (inclusi rossetti, cremine, etc) in una scatolina. Portatili e tablet non possono entrare: se non hanno armadietti abbastanza grandi, dovete depositarli presso un bar vicino, che è convenzionato. Una volta entrati, le borse vengono controllate e vi vengono date indicazioni su come raggiungere l’ufficio. Non potete portare il cellulare con voi.

Come si svolge l’intervista

In maniera molto semplice! Vi viene assegnato un numerino, che viene chiamato tre volte: per controllare i vostri documenti e ritirare il passaporto, per prendervi le impronte, e per l’intervista vera e propria, che nel mio caso consisteva di tre domande molto informali e amichevoli. Il colloquio si svolge in inglese, ma ho sentito anche persone passare all’italiano se in difficoltà. Vi viene detto subito se il visto è approvato.

Ritirare il visto

Circa 3 giorni dopo il colloquio, è già possibile ritirare il proprio passaporto con il visto J-1 in una sede DHL tra quelle di questa lista. Se, come me, non potete arrivarci, potete prenotare il servizio di consegna a casa, sempre con DHL (lo fate quando prenotate il colloquio). Costa $30, ma sono rapidissimi.

Altri dubbi?

Quanto tempo ci vuole per ottenere il visto J-1?

Dipende dal consolato: a Londra, ho sentito dire, anche 2-3 mesi; a Milano ci ho messo esattamente 3 settimane.

Posso uscire e rientrare negli Stati Uniti durante il visto J-1?

Sí, ma dovete fare firmare all’host il mini-modulo in basso a destra nel vostro DS-2019 quando arrivate negli Stati Uniti.

Quanto prima dell’inizio del visto posso entrare? E quanto dopo uscire?

Trenta giorni e trenta giorni rispettivamente (vedi qui). L’ideale per esplorare il Paese!

Come funziona la regola del “two year residency requirement”? E il “two year ban”?

Si tratta di due regole simili, che prevedono di: dover risiedere nel proprio Paese per due anni dopo aver usufruito di un visto J-1 (questo si applica solo a chi è stato finanziato da un ente pubblico americano o italiano, non per esempio università private); e che dopo un visto J-1 non se ne possa ricevere un altro per due anni (questo si applica a chi ha ricevuto il visto nella categoria “Research scholar” o “Professor”, ma non “Student” o “Short-Term Scholar”).

Esiste un metodo legittimo per aggirare ciascuna delle due: nel primo caso, potete ottenere un waiver  (circa 4-6 mesi di attesa, fino a $1000 di costo); nel secondo caso, è possibile chiedere di fare un visto J-1 in una categoria diversa da quella precedente.

E ora, in bocca al lupo e che inizi questa avventura!

Annika

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5 Comments

  • Bello leggere la testimonianza di qualcuno che, come me, ha avuto questa fortuna! In questo caso è stata l’università a fungere anche da sponsor e pagare i 1000€ di visto J1?

    • Ciao Alice,
      Nel mio caso e’ costato circa $400 che poi mi sono stati rimborsati dall’istituzione. (L’assicurazione sanitaria, invece, era a carico mio). Credo che dipenda molto dal singolo caso, peró…

  • Mamma mia che salto nel passato………Le sognavo di notte queste sigle…nel mio caso era il visto J-2, in quanto “spouse” dell’holder del J-1……me la ricordo ancora quella mattina di inizio settembre 2011, abbastanza freschina, ad aspettare fuori del consolato americano a Milano per ottenere questo famoso visto!!!!! e dato che io e il mio (attuale) marito, ci eravamo sposati in 20 giorni proprio per partire per gli US, i nostri appuntamenti erano sfalsati…e infatti lui era partito già il 30/08, avendo dovuto iniziare il 4 settembre. Brava per aver menzionato che all’interno del consolato c’è una macchinetta per le foto, prima di me c’era una ragazza svizzera, incredibile ma vero, ma aveva foto stampate su carta semplice a casa!!!!!Incredibile….e non aveva nemmeno 5 euro per fare le foto lì…loro non ti cambiano i soldi…uscire e rientrare è un casino….messaggio: fatevi le foto per bene 😉 .
    Volevo aggiungere che con il visto J-2 è possibile fare l’applicazione per il work periti, ovvero un “Employment Authorization Document or EAD” che viene rilasciato dopo circa 2 mesi e mezzo dalla domanda. Con quello si può lavorare negli States e ottenere il tanto agognato SSN ( Social security number). In bocca al lupo a tutti e….carta di credito in mano! PS: informatevi se l’istituzione che vi accoglie vi paga una Health Insurance. Nel mio caso, mio marito pagava circa 230 $ mensili per l’estensione alla moglie ( molto utilizzata, dato che per un problema agli occhi ho speso circa 15.000$ fra analisi, visite e farmaci….).

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