Vivere all'estero

Cavaliere un anno dopo

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Written by Mimma Kuwait

Un anno fa vivevo un’emozione forte.
Ben diversa da tutte quelle provate in precedenza.
È accaduto un evento che, confesso, non avevo mai nemmeno sognato.
Perché sin da bambina pensi al giorno in cui conseguirai il diploma, la laurea. Il giorno del tuo matrimonio o quello in cui diventerai madre.
Sono momenti che in qualche modo riesci a immaginare.
Ma essere nominati Cavalieri dal Presidente della Repubblica confesso è qualcosa che no, non avevo proprio immaginato.

Ovviamente non è cambiato nulla nella mia vita da quel giorno.
Non sono diventata migliore.
Non sono diventata più popolare.
Quasi nessuno lo ricorda ed in pochi lo sanno.
Perché, se spesso ridendo in passato con le mie amiche dicevo “Ho preso una medaglia” dopo aver fatto qualcosa senza avere alcun ritorno materiale, quando poi è accaduto sul serio io di quella medaglia ho parlato poco.
E indossata ancora meno.
Perché sono vittima della sindrome dell’impostore, perché credo sempre di non aver fatto mai abbastanza, mai nulla di eccezionale. Che tanti, migliori di me, lo avrebbero meritato.

Oggi però non ho potuto fare a meno di emozionarmi a quel ricordo.
La mia voce rotta, durante il discorso.
Gli occhi lucidi di mio padre e mia madre.
Il sorriso di mio marito e la serietà di mia figlia.
Tutti gli amici che erano con me quel giorno.
Persone care che vivono questo mondo ogni giorno con me.
E che, se anche la vita ci ha diviso o ci dividerà, continueranno ad avere un posto speciale.
Loro erano lì.

Il 2016 è stato per noi un anno terribile, piene di sconfitte, di fatti dolorosi.
Soprattutto per mio marito.
E la nomina è arrivata nel momento più nero.
È stata dura gioire quando alla tua famiglia le cose andavano male.
Ma io l’ho visto come un segnale.
Il cerchio che si chiudeva.
Un regalo, l’ultimo per mio suocero che sempre ha creduto in me.
Il mio più grande fan da sempre è stato il più contento di tutti e io sono felice di avergli dato questa soddisfazione, anche se da lì a poco ho dovuto salutarlo per sempre.

Oggi mi è venuta voglia di scrivere per la prima volta di questo evento. Allora non l’avevo fatto nemmeno per mamme nel deserto, ci aveva pensato Drusilla dandomi, se è possibile, l’ennesima dimostrazione di che persona speciale lei sia.
Mi è venuta voglia di farlo per me, perché a volte ricordare fa bene al cuore.
Fermarsi e ripensare alla cose accadute a volte è necessario, anche se sei una che al passato non ci pensa mai.

Oggi, un anno dopo, confermo che non è cambiato nulla nella mia vita.
Io mi sento solo più motivata a fare.
Ad accettare quanto sono cambiata.
Quanto la mia vita è cambiata.
E quanto sono fortunata.
Nemmeno mio marito si è ricordato di quello che era successo solo un anno fa. Anzi, una volta che gliel’ho detto, mi ha pure risposto: “Mica possiamo celebrare gli anniversari!”.
Mio padre no, lui sì che si è ricordato e mi ha anche telefonato.
Perché è innegabile che lui questa scelta di andare all’estero non l’aveva mica così capita.
E invece quel giorno scoppiava di orgoglio e commozione.
Quel giorno anche lui ha capito che le cose non accadono per caso.
E che alcuni eventi sono più grandi di altri.
Un anno dopo essere diventato Cavaliere non è cambiato nulla.
Nulla di apparente.
Però io sono diventata più sicura.
Forse anche più serena.

Se c’è una cosa di cui mi sono liberata in questi anni è la voglia di dimostrare il mio valore agli altri.
Quella insieme all’ansia da prestazione è passata.
Anche perché, se dovessi preoccuparmi di quello che pensano gli altri, sarebbe davvero una vita durissima.
Anche in questa occasione, come dopo la pubblicazione del libro, è stato un momento in cui ho capito chi sono i veri amici.
Pare che gioire per gli altri metta a dura prova.
E sorrido quando mi chiedono “Brava, ma cosa avresti fatto per avere l’onorificenza?” o di quelli che non l’hanno nominata mai. Che poi entrambi sono quelli che avevano criticato la mia scelta di partire, quelli che mi chiedevano “Ma non ti annoi?”. Quelli che magari in terra straniera non si sono mai voluti avvicinare ai connazionali o cercavano solo occupazioni prestigiose. Dal nome importante.

Forse questo è il più grande insegnamento che ho avuto.
Fare quello che ci sentiamo. Sempre. Per noi.
Anche  quando non ci sentiamo capite, quando ci sentiamo sconfitte, quando tutto rema contro.
Io non ho mai smesso di pensare che invece, se volevo, tutto poteva riempiersi di significato.

Questo non significa che bisogna diventare tutti Cavalieri, né che si otterrà questa onorificenza. Io ho avuto la fortuna di incontrare un Ambasciatore che non ha dato per scontato il mio aiuto.
La mia voglia di fare.
Che non ha sottovalutato la portata di certi impegni.
Ma io mai mi sarei aspettata di ricevere qualcosa in cambio e tuttora è così.

Quello di cui sono convinta è che davvero l’espatrio può diventare un’occasione per pensarsi in maniera diversa, per mettere a frutto talenti o passione e per trovarne.
Un’opportunità.
Un’occasione per mettersi alla prova.

E sorrido ripensando alle parole di mia figlia di qualche giorno fa.
Stavo preparando l’occorrente per il club di lettura e lei voleva indossare la maglietta con la stampa del nostro libro. Poi mi guarda e mi dice: “Mamma, ma questo incontro è come Mamme nel deserto o come Mimma Zizzo? Perché tu fai tante cose e io mi confondo”.

Sì faccio tante cose e non ne parlo.
Faccio tante cose che mi fanno stare bene.
Un anno dopo la mia onorificenza a Cavaliere non è cambiato nulla.
Nulla di concreto.

Ho solo più fiducia a condurre una vita che non immaginavo e di cui sono grata.

Mimma, Kuwait

cavaliere un anno dopo - amichedifuo

 

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Mimma Kuwait

Giovane quarantenne, mamma di una very funny girl, partita per amore per Kuwait City al grido di “oh poverina” e “ma non ti annoi” sono riuscita a realizzare una grande impresa in mezzo al deserto: trovare il mio vero io. Terrona, comunicativa, pr, scrittrice, sostenitrice della forza del pensiero positivo e grande estimatrice dell’amicizia tra donne di tutte le razze, lingue ed età.

8 Comments

  • Non ti conosco, ma da quello che scrivi e che ci racconti qui e su Mamme nel deserto, mi sono fatta una ‘mia’ idea su di te. Per me sei una persona positiva e solare che regala agli altri il proprio sorriso e dietro di esso ci sono capacità, idee, entusiasmo e generosità; sai interagire con le altre donne e questa non è una dote da poco; sei molto legata alle tue origini e ti impegni seriamente per promuovere la tua italianità, il tutto con una grande umiltà. Per questo penso che la tua onorificenza sia stata ampiamente meritata e ti ringrazio per l’esempio che dai a tutte le donne italiane nel mondo : )

  • Un premio meritatissimo, che ci fa onore! Mi sono commossa di nuovo al ricordo, grande Mimma Zizzo!

  • Brava Mimma! Buon anniversario e lascia stare chi non apprezza! Pensa a quanta strada che hai fatto dal primo anno in Kuwait…..se ci pensi non é passato poi molto…..sei stata bravissima! A me sembra ieri…..Goditi il Kuwait tu che puoi perche io che l’ho lasciato qualche volta ancora mi manca……
    Un bacio!!! Manu

  • Anch’io non ti conosco di persona ma concordo totalmente con il commento di Barbara e ci tengo a comunicartelo anche se non abbiamo rapporti personali

  • Sono arrivata a leggere questo post per caso…o no… Nel senso che anche per me c’è sempre un perché. Le tue sono parole bellissime e piene di speranza per ogni donna. Per ogni donna che sceglie un percorso diverso.Per ogni donna che viene criticata per le decisioni prese e per quelle non prese. Per quelle che ogni giorno devono combattere contro pregiudizi e stereotipi e che devono lottare per dimostrare il proprio valore. Ma soprattutto è per tutte quelle donne che lottano ogni giorno con quel nemico interiore che vuole farle sentire piccole e “mai abbastanza”. Grazie per aver scritto?

  • Ciao!
    si, come dici tu, non sara’ cambiato niente fuori, ma l’essere cambiati dentro è molto.
    E’ una grande vittoria per chi ci riesce, ed io che nel mio ilsorrisodigin.com sostanzialmente inneggio alla vita, qualunque essa sia, sono totalmente di questo parere. (Anche adesso che, purtroppo, sono in ospedale)

    Complimenti di nuovo e Buon Anniversario!

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