Desperate! Expat life

Nata senza la camicia

expat poveracce

Ormai sono anni che ci rido sopra, però è vero: di tutti i momenti in cui sarei potuta emigrare, io ho beccato quello pre-recessione. Tipo che era dal crollo delle borse del ’29 che non succedeva una tragedia economica tale, e io, bella speranzosa, mi imbarco sull’aereo con l’ormai famoso zaino da montagna e un conto postale con poco più di 2000 euro sopra.

Eh vabbhè, insomma, tra una tragedia e una risata, sti dieci anni sono arrivati e passati, e con loro tantissime riflessioni, se e ma.

Non sono una persona particolarmente invidiosa, anzi, proprio pochissimo, ma dire che non ho mai invidiato qualcuno sarebbe una mega balla, quindi mi assumo le mie responsabilità. E in questo decennio, ho invidiato a turno diverse cose a diversi altri expat.

Come quasi la totalità di quelli finiti all’estero per voglia o per bisogno, pure io sono caduta nel girone infernale dei forum degli “Italiani in…”. Se qualcuno mi chiedesse tre cose da evitare una volta immigrata, gli direi senza dubbio che una è evitare come la peste questi forum. Oddio non tutti sono terribili, sia chiaro, ma devo ancora trovarne uno dove la gente non si scanni ogni 3×2.
Chiaro che dovrei limitarmi a parlare di quelli che conosco e che sono tutti per italiani in USA, ma ho sentito da amiche non belligeranti, che pure quelli di altri paesi non sono da meno…
Il punto è, che leggendo di qui e di là, ho chiaramente capito una cosa: sono una poveraccia XD

A parte che dovrebbe bastarmi capire un po’ l’inclinazione politica generale e già dovrei intuire quando è ora di portare via il culo di lì, ma poi mi ripeto che magari, qualcosa la potrei anche imparare o che magari potrei io aiutare il prossimo… e quindi ci rimango ANNI.

Ma passiamo a discutere di quello che ho imparato in questi anni di grupponi di connazionali, cioè quello che contraddistingue l’immigrata poveraccia (io e molte altre) dall’expat messa meglio. Che nessuno si offenda, è tutto ironico.

  • La poveraccia ha un solo tipo di vacanza (quando riesce a permettersela e a prendere le ferie se vive in un posto dove quasi non esistono come gli USA): il tornare in Italia a vedere amici e famiglia. Risparmia tutto l’anno e mentre le altre vanno in posti meravigliosi e nuovi a cercare di rilassarsi ed eliminare lo stress, la poveraccia torna a quella che in una vita precedente era casa sua, a recuperare un anno di liti e musi con i genitori e a sfondarsi di cibo che nel nuovo paese non si poteva permettere.
  • La poveraccia fa acquisti prevalentemente online, dove può cercare e paragonare mille prezzi su siti diversi, alla fine, annuncia fiera su FB di aver comprato un paio di scarpe a $50, mentre la sua controparte messa meglio posta una foto dell’auto nuova che gli è capitato di comprare mentre andava a pigliarsi uno skinny latte da Starbucks.
  • La poveraccia prova a domare quella scopa di saggina e canapa da idraulico che ha in testa finché non riesce ad andare in “vacanza” in Italia per farsi tosare e colorare dal suo parrucchiere, visto che qui sono 200 dollari a botta senza mancia; nel mentre, la messa meglio, si lamenta di aver provato già cinque parrucchieri diversi quel mese, ma che come in Italia non ce n’è.
  • La poveraccia, in genere, vive in una topaia e passa le sue ore libere a cercare di renderla abitabile anche da esseri umani (con scarso successo, in genere, visto che si può permettere solo appartamenti da studenti puzzolenti che il massimo della ristrutturazione vista negli untimi dieci anni è stata una mano di pittura data male). La messa meglio invece cerca consigli su come rendere ancora più bella la sua casa già da rivista, mentre la donna delle pulizie rassetta e spignatta. La poveraccia guarda con grande invidia le foto super luminose e con mobilio chiaro della messa meglio e si vergogna come una ladra della sua topaia con cinquanta sfumature diverse di legno lamellare.
  • La poveraccia si aggira per il supermercato cercando beni di importazione, ma quando li trova, guarda il prezzo e li posa pensando che non ne ha proprio tutto sto bisogno del prosciutto crudo ma, quando se lo concede, posta foto tutta vittoriosa di quello che ha trovato e di quanto sia buono… La messa meglio le fa però notare che ha comprato una ciofeca di prodotto, che a lei la roba italiana non manca così tanto perché la trova in tutti i gourmet shop dove mette piede e che non costa poi così cara.
  • La poveraccia, se s’ammala, accende candele e fa riti propiziatori sperando che le passi, visto che l’assicurazione che copra in modo decente se la potrebbe permettere solo previa vendita di un rene all’anno, e maledice il sistema sanitario americano. La messa meglio osanna il sistema sanitario americano perché è il MIGLIORE… ma soprattutto perché ha il culo parato visto che l’assicurazione gliela paga l’azienda e a lei non costa un rene all’anno.
  • La poveraccia passa tutte le ore di veglia, a rimuginare come fare un po’ soldi extra, per potersi permettere una delle cose descritte sopra. Mette annunci sul gruppone e si offre per qualsiasi mansione che sia capace di svolgere. La messa meglio, in genere, risponde che, per fare lavori così umili, era meglio se se ne stava in Italia.

Ecco, questo è un breve elenco di quello che vedo molto spesso online. E voi siete poveracce o messe meglio?

Alessia, Louisiana

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Alessia Louisiana

Pigra e sarcastica, ma piena d’ironia e con un cuore enorme.
Travolta dal destino (e non nell’azzurro mare di agosto), sono finita a vivere nella città che sognavo, patria di Jazz, Bayous e alligatori.
Tra uno shot whiskey e un crawfish boil, vivo avventure strambe in compagnia di personaggi improbabili.

4 Comments

  • Ah ah… in effetti sto nella via di mezzo… con budget da.. poveraccia… ma casa carinissima.. mobili modernissimi… pavimenti mega ceramica super bianca… sto in Europa.. se mi ammalo me la cavo alla grande…in alcuni momenti… mi calo tra gli articoli più low cost del pianeta… in altri… pesco a caso… ignoro i grupponi serie little Italy.. dove sciacalli e lupi combattono guerre tra poveri… inno al lamento tipico italiano… vivo in un luogo in cui ti puoi permettere una hairdresser che si cura di te.. senza lasciarti in mutande… insomma… il mio è un luogo di vacanza per cui non mi mancano le classiche vacanze.. vado a trovare mammà e figli e amiche e amici.. in Italy.. a sentire sospiri critiche e lamenti… mi porto rimedi naturali per la gastrite da parenti… faccio meditazione il giorno prima per affrontare quello dopo… no.. non va male..sono messa… tra questa e quella…quando torno qui.. nella mia nuova patria mi sdraio a braccia aperte.. dicendo Terra!!!! :-)) . cioè… casa!!!!!

  • Che bello il tuo articolo! Finalmente una persona che ha il coraggio di differenziare tra expat e poveracci. Io mi definisco immigrata, anche se le condizioni di partenza son sicuramente ben diverse rispetto alle persone che arrivano in Italia tramite gommone…
    Come ti capisco…anche se non mi lamento di certo tanto agli occhi degli altri (gli italiani che rimangono qui a lamentarsi…) siamo sempre e solo fortunati 🙂 e in fondo lo siamo davvero!
    Un abbraccio a tutte voi

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