Expat life

Italiani vs tedeschi… in vacanza!

italia germania 4 a 3

A marzo ho passato una settimana in un Family Hotel in Alto Adige , altrimenti detto Süd Tirol (a seconda che lo si guardi da sopra o da sotto!), ottimo (s)punto di osservazione per studiare le famiglie italiane e le famiglie tedesche a confronto… anche in vacanza!

Eccovi quindi il mio elenco semiserio di differenze, a parte la sempre vigente regola della protezione solare: un genitore tedesco/svizzero/nordico al primo vago annuncio di raggio di sole copre i figli con cappelli a falda larga, occhiali, maglie protezione UV, creme protettive a fattore 1000mila, sì anche con 21 gradi… (e vi giuro che io son quella strana in Italia, sempre con la mia crema fattore 50 più…)

  1. In primis l’esemplare pargolo tedesco, che non urla (quasi) mai, come anche i rispettivi genitori. Voglio dire: i bimbi tedeschi son tutt’altro che mummie, si arrampicano ovunque (ad altezze irraggiungibili per la maggior parte dei coetanei italiani), ma sempre senza schiamazzare! Questo è un fenomeno che ancora dopo anni mi lascia basita e di cui vorrei carpire il segreto… (Voi direte i genitori in primis non urlano e danno il buon esempio! Certamente, voi avete mai provato? Davvero, davvero?) roba che quando il mio vicino di tavolo, biondino sotto i tre anni, perfetto esemplare di minicrucchino si è lanciato in un bel capriccio io mi son dovuta trattenere da fargli applauso con tanto di hola!
  2. Come vi accennavo sopra, non crediate però che i bambini tedeschi non siano vivaci: lo sono e parecchio! Difficilmente stanno fermi e seduti a tavola, si arrampicano su ogni superficie non orizzontale, appena le temperature si fanno accettabile si gettano in ogni fontana, pozzanghera, piscinetta che trovano, mediamente crescono più selvaggi  liberi dei nostri, però con il suddetto silenziatore. Mica male in realtà, se solo capissi come si fa a installarglielo…
  3. Italiani e tedeschi vivono su due fusi orari diversi. Se andate in sala da pranzo verso le 19, sarà ovviamente piena di tedeschi (e ho il sospetto che sia perché la cucina prima non apre, altrimenti sarebbero lì un’ora prima!), dalle 20 in avanti faranno il loro ingresso gli italiani. Lo stesso succederà a colazione. A voi decidere a quale tribù mescolarvi!
  4. Il saluto. Gli italiani al secondo giorno di soggiorno sembra che vivano lì da una vita, salutano tutti  come fossero amici fraterni da decenni. A un tedesco è già tanto se strapperete un cenno di capo e un mezzo sorriso dopo giorni che mangiate fianco a fianco…
  5. Ora mi tocca spezzare una grande lancia in favore del papà crucco: il maschio italiano (mediamente) si accomoda a tavola e lì sta, mentre la mamma si affaccenda a correre dietro ai pargoli in fuga, fa l’equilibrista coi piatti da prendere al buffet, prende al volo tutto quello che cade dal tavolo… Questo ruolo nella famiglia tedesca (almeno in vacanza) spetta all’uomo, che si alza mille volte da tavola, mentre la moglie si può rilassare placidamente… ora non chiedetemi se questa sia una regola non detta delle vacanze o se sia un’abitudine in vigore tutto l’anno, questo non lo so. SO che spesso anche nei weekend vedo schiere di papà al parco, soli coi figli, come se fosse giunto finalmente il momento di dar tregua alle mamme…

Buone vacanze a tutti, aspetto le vostre differenze culturali da vacanza!

Valentina, Cavalli

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Author

Valentina Svizzera

Mamma di due bimbi scatenati, un’indole girovaga e curiosa e l’amore mi hanno portata a rimbalzare come la pallina di un flipper tra città e nazioni diverse, con un comune denominatore, il tedesco, nelle sue varianti e dialetti… e io che sognavo il mare, il caldo e idiomi più dolci! Tra le altre cose, autrice di libri per bambini, blogger, craftomane e pinnatrice compulsiva.

2 Comments

  • Se poi in spiaggia vedete un carrellino di alluminio carico di formine e giocattoli, montato su perfette ruote da sabbia a sezione larga… non vi sbagliate, e’ di una famiglia tedesca.

  • Vivendo in cruccolandia da un po’ trovo questi commenti molto pertinenti. Come ogni tanto notavo anche io, i bambini tedeschi tendono ad essere cresciuti un po’ come dei piccoli vichinghi, anche in situazioni che le mamme italiane tendono a considerare molto pericolose (per esempio, la figlia duenne del mio collega che si lancia in mezzo alla strada perche’ la lasciano scorrazzare libera dove vuole). Io, da persona senza figli, talvolta la vedo un po’ come un tentativo di selezione naturale (o distruzione volontaria della specie)

    Una cosa che mi piace molto (e non so se sia valido per tutti i Tedeschi, io mi baso su quelli che conosco) e’ una maggior parita’ tra mamma e papa’ nel curare i figli. Conosco molte coppie che vanno entrambi in congedo parentale e si dividono al 50% tutto quello che e’ legato ai figli, dal lavarli al portarli dal medico al comprargli i vestiti. Mi sembra che ci voglia ancora un po’ ad arrivare a questo livello in Italia, dove difficilmente vedo i papa’ stare a casa dal lavoro nei primi mesi e occuparsi cosi’ tanto della vita dei figli.

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