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Vivere a Singapore di Carla

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Written by Guest

Carla condivide con noi le sue riflessioni sull’avventura dell’espatrio: la sua esperienza è simile a quella di tante donne che ricominciano in una nazione nuova dove tutto è da scoprire e la rete di amicizie e conoscenze da ricostruire e il non perdersi d’animo aiuta moltissimo la partenza. 

Agosto, Sardegna, casa al mare, amici che ti aspettano per l’aperitivo obbligatoriamente in spiaggia, birre fresche in frigo pronte per essere sorseggiate, la chitarra già pronta sull’uscio….mi volto per chiedere a Tom, mio compagno, una mano tra birre, teli e chitarra; ma lui è fermo appoggiato al muro ed in silenzio fissa il suo cellulare…

“Tutto ok?”

“Ho ricevuto una telefonata dal capo, tra una settimana devo dargli una risposta…ma a te andrebbe di trasferirti a Singapore?”

Inutile dirvi che quella non fu più una settimana di vacanza…

Lentamente il mio ventaglio di sfumature emotive prendeva forma e tutti i miei dubbi, le mie perplessità, le mie paure scalciavano nel momento in cui mi preparavo a chiudere l’ennesimo scatolone del nostro trasloco dalla mia amata Milano.

Con queste premesse e con Tom già pronto a ripartire per diversi business trip, inizia la mia avventura a Singapore; anzi io ero proprio allo step 0 e dovevo in qualche modo  farla iniziare, darle il kick off e cercare di capire come muovermi in un range di cose abbastanza ampio: dal fare la spesa a cercare lavoro.

In questa fase così delicata ed importante tra un mix di emozioni nostalgiche e necessità di assestamento e di sonno da recuperare (visto che il jet leg non accennava a lasciarmi), decido di iniziare finalmente a vivere questa città, ad osservarla, a capirla ed accettarla.

Mi imbatto quindi in IWG (Italian women group), un’associazione animata dallo scopo di diffondere la cultura italiana a Singapore. Inizio così a trovare una mia identità nel gruppo di organizzazione aperitivi a chiedere consigli più disparati dalla brioche con crema ( basta pancake con red beans cream) a dottori per visite specialistiche.

Decido di andare in esplorazione di diversi angoli della città: parto da Chinatown che ho scoperto essere di una dolce bellezza al crepuscolo, quando il cielo diventa roseo e il cielo inizia a cospargersi di stelle. È con questa cornice e sicuramente con un clima più fresco che mi diverto a perdermi tra i dedali di strade ricche di bancarelle e bazar colorati. Scopro così le caratteristiche shop house di Duxton Hill, il bohemian style di Holland Village, la frenesia da un lato e la sacralità dall’altro di Little India che con i suoi templi e riti religiosi rappresenta un interessante tour da percorrere.

Al di là delle info turistiche di cui internet ne è ricolmo, voglio raccontare ciò che questa esperienza rappresenta per me.

È un momento di crescita nel quale ho imparato una lezione fondamentale: non esistono solo i colpi di fulmini, i luoghi e le situazioni dove subito ti ambienti e te ne innamori (come è successo per la mia vita a Milano o nei mesi trascorsi nella romantica e malinconica Atene). Ma ci sono anche quelle situazioni la cui svolta dipende totalmente da te, dal modo in cui decidi di accettare, di guardare e di respirare quel preciso momento. Ciò implica un vero e proprio lavoro su due fronti: emotivo-personale e di networking. Il primo è lo step base, perché hai bisogno di rimboccarti le maniche ed allenare tanta umiltà, adattamento e voglia di comprensione di una cultura e un modus agendi che pur non accettando in pieno, ora fanno parte della tua vita.

Se accetti te stessa in una nuova realtà allora inizi anche a scoprire che non sei mica la sola, che la tua ansia può lasciare il posto alla voglia di ascoltare l’esperienza di altre persone, le loro scelte, le loro storie…e ne troverai tante anche più radicali della tua, incontri persone che hanno saputo tirar fuori una mole di grinta e determinazione che nel ripensare alle tue paure ti verrà quasi da sorridere.

La tua mente inizia quindi a capire che al di là del luogo, della città del motivo che ti ha portato a vivere in oriente piuttosto che ad occidente, fondamentale è l’approccio che hai verso la nuova esperienza. Non lasciare sedimentare le tue paure, ma anzi affrontale per trasformarle in opportunità un passo alla volta, confronto dopo confronto, risata dopo risata, e a questo punto perché no: città dopo città!

Vorrei approfittarne per fare dei ringraziamenti: un grazie particolare nel gruppo IWG va Maurizia la nostra presidente e a Silvia la nostra coordinatrice perché hanno saputo presentarsi come persone prima che come membri di IWG. Andrea Bertoli, eccellente responsabile marketing della camera di commercio che con il suo approccio umano nel darmi consigli pratici mi ha molto tranquillizzata. Alessia la mia responsabile HR che ha scommesso e scommette sulle mie performance investendo nella mia formazione, al mio compagno che non ha mai legato tale esperienza ad un suo mero obiettivo di carriera.

Ringraziamenti oltreoceano: alla mia famiglia che pur condividendo le mie ansie mi ha spronata almeno nel tentare perché se si rinuncia a priori in fondo si ha già perso. Alla mia piccola nipotina che sta imparando a camminare: ci prova, cade, piange e ride ma si rialza sempre, a mia zia Lalla che anche stavolta è stata di un ottimismo e di una lungimiranza impeccabile facendomi immaginare, nei difficili mesi di transizione, tutto l’entusiasmo di vivere al Sol Levante.

Immagine presa da Unsplash.

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