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Istruzioni per chi vuole trasferirsi a Londra

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Elisa Inghilterra

Vivo a Londra da due mesi. Troppo pochi per fare un bilancio, ma abbastanza per tirare le somme di come organizzare un trasferimento a Londra.

Io sono stata fortunata: Valentina ci era passata da poco più di un anno e mi è stata di grandissimo supporto, indirizzandomi nel labirinto della burocrazia inglese. Che credetemi, è molto meno idilliaca di come ci se la immagina in Italia.

In questi due mesi ho ricevuto tante mail di gente, giovane e non, che sta pensando di trasferirsi a Londra per cambiare vita e mi chiedeva consigli. Ho quindi pensato di raccogliere tutti i miei e quelli di Valentina in un unico post pratico su Londra. Che, a quanto pare, resta l’unica città europea a cui si perdona tutto: i mezzi pubblici in perenne ritardo, il clima orrendo, il costo della vita caro arrabbiato.

1. Hai ben chiaro perché stai partendo?

Andare a vivere all’estero è un sogno che si realizza. Sì, ma qual è il tuo obiettivo? Se vuoi studiare a Londra, e con studiare non intendo un corso alla Kaplan ma un corso universitario -a cui hai diritto di fare domanda come un qualsiasi cittadino UK ed europeo fino alla fine delle trattative per Brexit- studiati bene le varie scadenze e preparati a una selezione durissima. Probabilmente sarai più accademicamente preparato dei tuoi coetanei britannici, ma avrai molta meno esperienza pratica. Non ti verrà richiesto nessun certificato di lingua, ma i colloqui si terranno in inglese e dovrai dare a chi ti esamina un buon motivo per sceglierti. Impara come scrivere un saggio alla maniera inglese: devono essere strutturati in un modo molto diverso da quello italiano.

Se invece decidi di partire per lavorare ma non hai ancora un lavoro, il mio consiglio è di cercare lavoro sia online che facendo networking con le persone che qui già ci vivono e che lavorano nel tuo settore. Se decidi di buttarti a fare il cameriere, pensa bene se questa è la vita che vuoi fare anche tra cinque anni e comincia fin da subito a pensare a lungo termine: quanti soldi vuoi mettere da parte, quanti anni di esperienza vuoi fare. Ho un’amica che è partita a 19 anni dopo la scuola alberghiera per fare la cameriera, e ora che ne ha 23 gestisce il personale di un noto ristorante del centro: non ha avuto solo fortuna o talento, ma anche la capacità di crearsi le opportunità per fare un salto di carriera.

2. Quanto ci vuole per trasferirsi a Londra?

Londra non è all’altro capo del mondo, quindi non importa pianificare il trasloco pratico con mesi di anticipo. Se ce l’ha fatta Valentina da Houston in poco più di un mese (non lavorando) voi potete programmarne due (lavorando) e stare sereni.

Nel nostro caso, abbiamo iniziato a parlarne a fine aprile, a metà maggio abbiamo preso la decisione e a fine agosto siamo partiti.

3. Ordinate una Sim UK

Lo so che ora con il roaming internazionale possiamo chiamare in tutta Europa senza tariffe. Ma innanzitutto non si sa cosa porterà Brexit, in secondo luogo in Inghilterra, come in Italia, sono un po’ scettici a richiamare numeri stranieri. Tagliate la testa al toro e ordinate una sim GiffGaff: vi arriva a casa, ovunque sia nel mondo, nel giro di una settimana. Vi servirà soprattutto se dovete richiedere il National Insurance Number: potete chiamare solo da un numero UK (vedete il punto 9)

Se volete £5 di sconto sul primo mese di abbonamento mandatemi una mail prima di ordinare la Sim: se vi raccomando io l’operatore potete usufruire dello sconto, se l’avete già purtroppo non è possibile!

Vi assicuro che avere un numero UK è fondamentale: qui le compagnie elettriche, il Council, persino i fornitori di Internet prediligono le telefonate alle mail, che finiscono nel dimenticatoio. Preparatevi a lunghe, lunghissime code telefoniche, e a non capire l’accento di chi vi risponderà che a sua volta non capirà il vostro. Portate pazienza: questo è uno dei lati oscuri della burocrazia britannica a cui dovrete fare l’abitudine. Ve ne parlerò meglio al punto 12.

4. Come cercare casa a Londra: consigli pratici

Quando avete preso la decisione, buttatevi su Gumtree, Zoopla e Rightmove per cercare casa. Non sperate di trovarla con grande anticipo: muovetevi circa un mese prima della data in cui arriverete a Londra. Se siete studenti e cercate una casa in condivisione, date un occhio anche a SpareRoom. Guardare questi siti è anche il modo più veloce per rendersi conto dei prezzi delle case nei vari quartieri di Londra.

Nel scegliere la zona, ricordatevi di tenere a mente, oltre al prezzo, la vicinanza al vostro luogo di lavoro: andate sul sito di TFL e guardate quanto ci vuole e quanti mezzi dovete cambiare. Fate prove con gli orari in cui dovrete muovervi, e controllate anche che ci siano corse la mattina presto e la sera tardi.

Non abbiate paura a scrivere sul gruppo Facebook di Italiani a Londra, o di contattare amici e conoscenti che vivono qui. Saranno felici di consigliarvi sulle zone e sui prezzi, se possono. Non cercate però di far fare tutto a loro: ricordatevi che state chiedendo un favore, non avete pagato né uno studio comparativo sui quartieri di Londra né un relocator. Ma se siete gentili e non invasivi possono nascere (e ri-nascere) bellissime amicizie.

Infine, se trovate la casa perfetta fermatela subito. Il mercato delle case a Londra va velocissimo e probabilmente quando avrete finito di vedere le altre, quella sarà già presa.

5. Abbonamento alla Metro, Council Tax e altri costi fissi

Ricordate anche di pensare ai costi correlati. In primis la Council Tax, per cui riceverete uno sconto se vivete soli o siete studenti. Trovate tutte le informazioni qui. Poi l’abbonamento a metro o autobus, il cui costo si può calcolare sempre sul sito di TFL. Ancora una volta, se siete studenti avete uno sconto del 30%. Se invece dovrete prendere il treno calcolerete l’abbonamento sul sito della compagnia che userete: in UK non esiste un sistema di treni statale.

Per quanto riguarda le bollette, fatevi dare quelle passate dal proprietario per farvi un’idea di quanto spenderete.

6. Simulate una spesa online per capire il costo della vita e che prodotti trovare dove

Se non vi è già venuto un colpo al cuore davanti ad affitto, bollette e Council Tax, è il momento di simulare la vostra spesa tipo per capire quanto vi costerà a Londra. Sia Tesco che Sainsbury’s che Marks&Spencer hanno l’e-commerce, ma io preferisco usare Ocado che ha una selezione organic più ampia a prezzi decenti, la passata di pomodoro Mutti e degli sconti niente male. A proposito di sconti, mandatemi una mail se decidete di iscrivervi che vi mando un coupon sconto da £20 che vi dà diritto a consegne gratuite per un anno!

Date un occhio su London Farmers Markets per vedere dov’è il mercato più vicino a voi: sarà un piacere comprare frutta e verdura freschi, da aprile a ottobre 😉

7. Se avete figli, scegliete la scuola

La scelta della scuola in Regno Unito può essere davvero complessa. Il sistema è molto diverso da quello italiano e la qualità è molto varia. Vi rimando al post super specifico di Valentina su come trovare una scuola a Londra a tempo record!

Se non avete figli, date comunque un occhio alle school holidays e agli half term: in quelle settimane tre quarti di Londra viaggia verso l’Europa, e tutti i voli da Londra schizzano alle stelle. Se volete tornare in Italia per Natale, prenotate con largo anticipo. Se volete fare un weekend, cercate di evitare quelli delle vacanze scolastiche.

8. Questioni di salute: iscriversi al GP, valutare un’assicurazione sanitaria o tornare in Italia?

Ricordatevi che l’iscrizione dal GP si può fare solo avendo una proof of address (va bene anche il contratto di affitto, che però non basta per aprire un conto in banca).

Il GP andrà bene per prescrivere i farmaci generici, ma in caso spuntino problemi di salute più seri avrete bisogno o di un’assicurazione sanitaria (con la quale vi prescriveranno una visita specialistica senza che dobbiate finire in Pronto Soccorso) o di tornare in Italia.

Noi, essendo ancora senza figli e non avendo un lavoro fisso, abbiamo optato per non fare un’assicurazione. Cercheremo entrambi di ottenerla come bonus al primo contratto di lavoro serio, oppure la valuteremo per conto nostro se resteremo in Regno Unito per più di un paio d’anni. Per ora, in caso di problemi, torniamo in Italia. Valentina invece, essendo qui con contratto expat, ha l’assicurazione compresa nel pacchetto dell’azienda.

9. Se intendete lavorare, richiedete il National Insurance Number (NIN)

Il National Insurance Number è un numero unico che vi identificherà per tutto il vostro soggiorno in UK. Senza è impossibile trovare lavoro. Siccome ci vogliono circa 4 settimane perché vi arrivi (per posta, mica via e-mail, alla faccia del Paese più avanti dell’Europa…) mettetevi avanti e telefonate circa una settimana prima del vostro arrivo in Regno Unito, dal vostro cellulare UK. Qui trovate le istruzioni del Governo su come fare richiesta. Se non avete dimestichezza con l’inglese, qui c’è un’utilissima traduzione in italiano con tutti i passaggi telefonici da fare.

10. Mettete da parte dei soldi per le emergenze

Può essere che non vi diano la casa perché vi hanno dato gli estremi per il bonifico solo 24 ore prima del vostro presunto ingresso (mi è successo davvero). Può essere che perdiate la Oyster card con l’abbonamento mensile tra i duemila fogli e fotocopie che avete portato con voi durante le visite alle case (mi è successo davvero). Può essere che il treno che vi porta al primo giorno di lavoro venga soppresso per un non meglio chiarito problema sui binari e dobbiate spendere £50 di Uber (mi è successo davvero).

Londra è una città costosa, e ogni imprevisto si mangerà una bella somma. Mettetelo in conto, e partite con qualche migliaio di euro per le emergenze. Perché ce ne saranno, fidatevi.

11. Fatevi una scaletta (e un bel file Excel)

A questo punto dovreste avere un’idea di dove volete vivere e una data per il trasloco. Tempo di organizzare una tabella di marcia per non scordarvi nessun passaggio fondamentale. Fatevi un file Excel con i link alle case che volete visitare, qualche informazione sul prezzo e note personali. Aggiornatelo man mano che le visitate. Aggiungete un foglio di confronto tra i vari quartieri (prezzi medi, sicurezza, vicinanza al lavoro, qualità scuole) che vi sarà utilissimo soprattutto se avete un budget un po’ tirato per riuscire a risparmiare il più possibile. Appuntatevi sul calendario (e non in una to-do list, che sappiamo tutti diventano delle never-done list) tutti i passaggi che dovete fare.

A proposito, ricordatevi inoltre che dovete:

  • Avere con voi la copia delle vostre tre ultime buste paga per firmare il contratto di affitto; se siete freelance il percorso è talmente complicato che vi converrà pagare sei mesi di anticipo; questa regola, da quel che ne so, non si applica agli studenti; a seconda dell’agenzia e del proprietario, vi verranno chieste anche referenze precedenti, copia del passaporto o altri documenti.
  • Avere una proof of address (basta il contratto d’affitto) per iscrivervi da un GP; sappiate che l’iscrizione sarà effettiva dopo circa una settimana: se avete bisogno di medicine ripetibili portatevele dall’Italia per almeno il primo mese;
  • Avere una proof of address (basta il contratto d’affitto) per fare il colloquio per il National Insurance Number (per cui però potete prendere appuntamento già dall’Italia se avete un numero UK); vi conviene quindi chiamare circa una settimana prima della partenza, che quando arriverete sarete fin troppo presi dal resto).
  • Avere il National Insurance Number prima di cercare lavoro.
  • Avere due proof of address (e qui il contratto di affitto non vale, devono essere bollette delle utenze, della Council Tax o il canone della TV) oppure il National Insurance Number per aprirvi un conto in banca. Il che significa che se siete in due e volete avere un conto corrente a testa vi conviene non intestare tutte le bollette alla stessa persona. Non ho idea di come funzioni nelle case condivise da studenti, ma sono sicura ci sarà un sistema anche in questo caso: chiedete sul gruppo italiani a Londra!
  • Avere un conto in banca per fare un contratto Internet. Noi abbiamo ovviato al problema pagando un anno in anticipo con carta di credito, ma abbiamo dovuto telefonare alla compagnia per sapere che esisteva questa opzione. Ancora una volta, dal sito e dalle e-mail non siamo riusciti a parlare con nessuno.

12. Preparatevi a scontrarvi con la burocrazia inglese

A questo punto dovete armarvi di santa pazienza. Non importa se siete tipi da vino rosso o da the verde: compratene a quintalate e preparatevi a tracannarne più del solito. Nelle mie prime tre settimane a Londra è successo di tutto.

Il nostro Council non aveva un modulo per dichiarare il trasferimento dall’estero. L’unico che prevedeva il trasferimento da fuori Borough richiedeva come indirizzo precedente un CAP del Regno Unito.

Non sapendo che l’unica soluzione era chiamare, abbiamo provato ad andare di persona. L’impiegato ci ha gentilmente detto di mandare una mail chiedendo come fare. Abbiamo mandato la mail, e ad oggi dobbiamo ancora avere risposta.
Per parlare con un operatore del Council ho dovuto superare circa sette menù, di cui il primo mi chiedeva di dire di che servizio avevo bisogno “for example: lost dogs”. Cioè, nemmeno c’era un menù, dovevi dire qualcosa e sperare che la voce ti indirizzasse al dipartimento giusto. Una volta capita la trafila ho atteso per due volte per oltre dieci minuti perché poi cadesse la linea. Una terza volta ne ho aspettati venti, perché tirassero su il telefono alle 17.02 per dirmi di richiamare domani perché l’ufficio a quell’ora era chiuso.
Quando finalmente sono riuscita a parlare con un operatore, mi ha detto semplicemente di mettere il mio attuale CAP al posto del vecchio non UK. Cavolo, ma una nota nel modulo no?!?

La scena della mezz’ora di attesa per poi trovarsi il telefono sbattuto in faccia si è ripetuta pari pari con il NIN. Per questo vi consiglio di farvi un bel piano d’attacco, pena il ritrovarvi bloccati in un limbo in cui non riuscirete più a fare niente.

Che sia Internet o la bolletta della luce, cercheranno di farvi tutti i contratti via telefono. Dovrete insistere un bel po’ per farvi inviare una brochure che vi faccia rendere conto dei prezzi e vi permetta di confrontarli davvero. Nella mia esperienza l’unica è prendere appunti al telefono. E mandare una bella e-mail di riepilogo al customer care chiedendo conferma di aver capito bene. In caso ci sia da contestare qualcosa, almeno avete una prova scritta di quanto vi era stato detto. Peccato che non vi risponderanno, e non avrà alcun valore legale… Ma potete tenerla come base per la litigata telefonica successiva.

E ricordatevi di telefonare, per qualsiasi cosa. in Regno Unito è semplicemente il modo più rapido per ottenere un’informazione. Se non avete dimestichezza con l’inglese non preoccupatevi: tempo un mese e avrete fatto l’abitudine al capire il 50% di quello che vi dicono e a cavarvela lo stesso.

 

Questi sono in sintesi i consigli che mi sento di dare a chi sogna o progetta di trasferirsi a Londra. Spero di aver fornito qualche spunto a chi di voi sta pensando di venire a vivere qui. Se avete altre domande lasciatemi un commento e vedrò di rispondervi il prima possibile!

A chi invece vive già a Londra oppure ci ha vissuto, chiedo: avete altri suggerimenti da dare?

Elisa, Inghilterra

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Elisa Inghilterra

Elisa Inghilterra

Ventitreenne, appassionata di yoga e cibo sano, celiaca e viaggiatrice seriale. Mi sono trasferita in Francia nel 2013 per fare l'Università, e da allora ho traslocato almeno una volta l'anno. Nel 2017 ho preso l'ultimo treno prima di Brexit, per realizzare il mio sogno di una carriera come produttrice televisiva. Su Amiche di Fuso racconto la mia vita di italiana all'estero, sul mio blog personale -sonoallergica.it- le mie avventure di intollerante con la valigia in mano.

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