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Lettera a un cuore in Fuga di Elisa

festival della lettera
Written by Guest

Nelle giornate di sabato 14 e domenica 15 ottobre si è svolta  l’edizione 2017 del Festival delle Lettere avente per tema Lettera a un cervello in fuga. Lo scopo di questa edizione del Festival delle Lettere è stato quello di raccontare le storie di chi ha lasciato la propria casa e i propri affetti per costruire una nuova vita altrove. La manifestazione si conferma un vero successo, con ben 2145 pervenute solo nell’ultimo anno per un totale di oltre 23mila nel corso delle tredici edizioni.

Ad aggiudicarsi la “Lettera D’Oro 2017” durante la cerimonia di premiazione condotta da Omar Fantini, è stata Irene Romano. Isabella Lanfranchi ha trionfato, invece, nella categoria Lettera a Tema Libero, Carola Alborali Guerra nella categoria Under 14 ed Elisa Verrazzo nella categoria Lettera Dolce.
Elisa Verrazzo è la mia cara amica con cui ho condiviso momenti importanti in Kuwait. Insieme abbiamo dato vita a un bel gruppo, a mille attività.
Elisa è una persona dal cuore grande e non mi stupisce che abbia vinto nella categoria Lettera dolce.
Mi ha fatto il grande regalo di condividerla anche qui con noi.
Anche perché la sua storia è molto simile alla nostra.

“Eccoci, ci risiamo. Anche quest’anno sono uscite le statistiche legate alla fuga dei cervelli dall’Italia. Oltre 200.000 persone, per lo più giovani, hanno lasciato l’anno scorso il Bel Paese in cerca di un futuro migliore all’estero. Ma perché, cari esperti di statistiche, in questi studi vi ostinate a parlare sempre e solo di cervelli e non prendete mai in considerazione noi poveri cuori in fuga? Sì, ho scritto proprio cuori in fuga. Noi, cuori palpitanti pieni d’amore siamo un esercito silenzioso di decine di migliaia di persone innamorate che scelgono ogni anno di mollare tutto per seguire la propria anima gemella.

Che poi la nostra non è proprio una fuga, è più una corsa, verso il destino, verso l’amore più profondo e sincero, d’altronde si dice buttare il cuore oltre l’ostacolo, no? Poi dopo viene tutto il resto: cervello, pancia, arti, ma senza di noi, se non ci fossimo noi cuori a prendere coraggio e a lanciarci all’avventura il resto del corpo mica si muoverebbe. Le scelte si fanno con la testa, direte voi esperti, ponderando bene tutti i pro e i contro, ma quando il cuore, i sentimenti entrano in gioco, allora tutti i piani saltano, tutte le valutazioni perdono di significato, perché si sa al cuor non si comanda.

Per questo io, cuore innamorato di una giovane trentenne, scrivo questa lettera per rivendicare a nome di tutti i cuori sognatori, che fuggono all’estero ogni anno per seguire la propria anima gemella, il diritto ad essere ascoltato e se non anche compreso, almeno non giudicato. “Poverina molla tutta la sua vita, gli studi, il lavoro, per seguire il fidanzato a Londra”. E allora? Quale sarebbe il problema? Che i cervelli possono sognare un futuro migliore e i cuori invece hanno il chilometraggio limitato?! Nossignore! Questa si chiama discriminazione! Discriminazione nei confronti dell’organo vitale più importante, del sentimento più profondo e autentico che da solo move il sol e le altre stelle.

Voi esperti dite che questi giovani dalla mente brillante che fuggono dall’Italia lo fanno perché aspirano ad una professione all’altezza dei propri studi, che scappano all’estero per realizzare i loro sogni, i loro progetti di vita. Vi rivelerò un segreto: anche noi cuori abbiamo dei sogni, dei progetti di vita, dei desideri e quasi sempre questi sogni si realizzano seguendo dei cervelli in fuga. Vivere accanto al proprio compagno, affrontare i problemi quotidiani non importa se in un Paese difficile o lontano, perché tanto insieme al proprio amore si è felici ovunque, non conta il fuso orario. Perché quando un cuore innamorato incontra un cervello desideroso di affermarsi nel mondo non è una questione di numeri o statistiche, si sta semplicemente formando una nuova famiglia.”

Elisa Verrazzo,
vincitrice Festival delle Lettere.

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