Expat life

Non voglio partire, ma non voglio nemmeno restare…

Written by Monica India
“Non voglio partire, ma non voglio nemmeno restare!”
 Questo il mio esatto pensiero sul volo di rientro in India dopo le vacanze in Italia.
Un pensiero che mi accompagna da un po’ a dire il vero.
Perché ogni volta che torniamo in Italia ho il cuore sempre pieno di nostalgia e di attese. Poi puntualmente arriva la sensazione di essere tornata in una terra straniera o meglio di essere io una “straniera” in quella terra.
Non so più niente, apro la tv e non riconoscono nessuno, solo qualche faccia invecchiata, probabilmente come la mia. Accendo la radio e non so chi sta cantando.
Leggo nomi di nuovi Partiti di cui so poco o niente, anche se le facce li poi alla fine sono sempre le stesse!
Impazzano polemiche di cui so pochissimo, perché di fatto non le vivo e di conseguenza non le riesco a comprendere fino in fondo. I malumori che ascolto in giro non sono i miei.
Mi sento davvero un alieno sbarcato in un Pianeta sconosciuto.

Poi, però, quando é il momento di ripartire, mi prende lo scoramento.

Forse perché mi sento sempre l’unica che deve attraversare mezzo mondo per andare a casa sua, anche se so bene che sono tantissime le famiglie esattamente come noi.
Ma chissà perché in quel volo di rientro mi sento l’unica a dover trascinare insieme a mio marito, figli e valigie piene fino allo stremo ed arrivare a casa 24 ore dopo senza forze.

Ed é proprio in quello stremo che vorrei restare.
Mi assale una voglia tremenda di smettere questa vita sempre in viaggio, farei dietrofront e  confondermi nella folla degli arrivi.
Poi ci rifletto, e so anche molto bene che almeno per ora non so se riuscirei a tornare a vivere in Italia. La sentirei come una scelta stretta e forzata.
Non sento più tanti punti di contatto con quella che é la mia cultura, forse perché le miei origini sono miste, forse perché viaggiare cambia.

Poi vedo i nostri figli, il loro carattere aperto, le lingue che padroneggiano. Le infinite possibilità che questa vita all’estero gli ha già dato e continuerà a dare e capisco che ne é valsa la pena, che ne vale ancora la pena.
Si sa che prima o poi un porto lo si dovrà trovare, si dovrà ormeggiare in qualche rada. Restare.
Ma al momento non riesco proprio ad immaginarmi dove e quando…
E voi?
Monica, India
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Author

Monica India

In giro per il mondo da 10 anni, l’età esatta della nostra prima bimba! Mamma di 3 bimbi ora. Da workaholic a viaggiatrice seriale! Abbiamo vissuto a Londra, Delhi, San Francisco, Pittsburgh, Chennai e ora Pune! Dal primo al terzo mondo e ritorno! Genovese di nascita, ma ho vissuto tutta la mia vita lavorativa a Milano. Con l’India ho un rapporto particolare, ne ero terrorizzata, ora è casa e trovo familiari i suoi usi e costumi! Adoro avere amiche da tutto il mondo perché la diversità culturale riempe da sempre il mio bagaglio di vita!

6 Comments

  • Non sono una expat. anche se ho molto viaggiato, cercando di non essere la turista mordi e fuggi, monumenti, treni, aerei e basta. Ma ho osservato anche le persone locali, cercando, se possibile, di mescolarmi alla loro vita.

    Credo, però, che vivrei la situazione esattamente come te. Ci sono momenti in cui o per fare una specie di bilancio della propria vita, o per cercare certezze, o per altro ancora, risulta difficile fare una cosa, ma anche il suo esatto contrario.

    Una certezza tu però l’hai subito trovata: i figli, il carattere aperto, le lingue che padroneggiano. Ne è valsa la pena. E si va avanti rinvigoriti. Penso anche io ne sia valsa la pena.

    Buon Proseguimento!

    • Grazie per le tue parole Renata! In effetti osservare i miei figli ogni giorno e la loro disinvoltura nel vivere l’intero mondo come casa loro mi riempie di gioia ed orgoglio!

  • Esattamente come te su tutta la linea…

    A volte, in aggiunta, mi capita che il fatto di non non capire (radio, tv, polemiche…) mi dia un senso di libertà, un punto di osservazione privilegiato di chi non deve necessariamente scegliere o schierarsi ma può osservare e approfondire se lo ritiene.
    Non è leggerezza o faciloneria, ma un giusto distacco misto a libertà in un mondo velocissimo… Almeno io lo vivo così e mi fa stare bene.

    Valentina

    • Hai ragione! A volte il fatto che alcuni aspetti ci sfuggano ci fanno anche sentire più leggeri!
      Meno coinvolti da emozioni negative e probabilmente anche più “oggettivi”

  • Cara Monica,
    ti ringrazio per aver speso del tempo a scrivere nero su bianco i tuoi sentimenti al riguardo. Sono in un momento della vita in cui mi sento esattamente come descrivi tu: ho vissuto a Los Angeles per 3 anni, con tutti i suoi alti e bassi, quando finalmente il visto è scaduto ho deciso di tornare in Italia perchè mi mancava, ma una volta lì mi sono sentita esattamente come descrivi tu, una straniera nella mia madrepatria e persino un’estranea tra i miei stessi amici. E la cosa peggiore è che non ne puoi davvero parlare con nessuno perchè anche se ti ascoltano lo leggi nelle espressioni vuote dietro ai loro occhi che non capiscono davvero quello che gli stai raccontando o i sebtimenti che provi, tanto che finisco per sentirmi anche sciocca per averci provato.
    Dopo 6 mesi di Italia, di cui 4 disoccupata, mi trovo costretta a ripartire di nuovo. Sto sondando l’Inghilterra stavolta. I don’t really want to go… but I really can’t stay either… and it breaks my heart.

    • Beatrice non ti leggo come “sciocca” ma all’opposto una persona estremamente forte e coraggiosa! Le strade verso i nostri obiettivi ed il nostro star bene sono spesso tortuose e in costante mutamento! Ci vuole coraggio a cambiar strada, a provarci, a capire che non va e pensare di ricominciare! Facile? No! Ma come si suol dire “only the braves…!” Magari scrivi un post su questi tuoi pensieri aiuterà te e chissà quanti altri! Un abbraccio

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