Desperate! Expat life

Una pernacchia lunga dal Terzo al Primo Mondo…

Written by Monica India

Questo e’ un post un po’ liberatorio e forse per alcuni sara’ provocatorio, ma ci sta, ci dobbiamo sfogare!

Dobbiamo proprio mandare una grossa pernacchia a voi “expats del Primo Mondo”, che molto spesso vivete in città bellissime e in luoghi invidiati da mezzo globo ma… non siete contenti! Vi lamentate!

Certo, voi direte, non e’ tutto oro quel che luccica! Si, okay…ma e’ anche vero che a vivere “nell’oro” poi si rischia di rimanerne abbagliati e di non mettere più a fuoco le proprie fortune, considerarle scontate e, indi, lamentarsi!

Io e Cristina Angola abbiamo vissuto sia nel Primo che nel Terzo Mondo, abbiamo sperimentato il fenomeno su noi stesse e..bhè, spesso, si tende a dimenticare o non apprezzare quello che si ha!

E cosi abbiamo pensato di ricordarvi perché siete fortunati e di dedicare una sonora pernacchia A CHI…

    • Ha i marciapiedi
    • Non deve ricordare agli infermieri negli ospedali di usare i guanti
    • Non si deve lavare i capelli con l’acqua della bottiglia o filtrata per non perderli tutti
    • Non deve insegnare il significato di estrema povertà ai propri figli di 3 anni
    • Non deve controllare il livello di inquinamento tutti i giorni prima di uscire
    • Non deve chiudersi in casa quando c’è l’ora di disinfestazione esterna o rimanere fuori di casa tutta la mattina quando c’è la disinfestazione interna
    • Puo’ deglutire l’acqua del rubinetto mentre si lava i denti
    • Ha 100 e 1 supermercati tra cui scegliere ma il cibo gli fa sempre schifo
    • Può girare per la città a piedi senza la paura che gli puntino una pistola addosso per derubarlo
    • Può girare per la città a piedi senza la paura che uno dei mille mila cani randagi (rabbiosi? meglio non saperlo) lo morda
    • Non deve temere di finire 10 giorni steso in un letto per la puntura di un insetto
    • Non vede continuamente persone defecare per strada
    • Non vive con l’ansia di farsi male perchè, se proprio capita, ci sono ospedali degni di questo nome nella propria città e non deve affrontare un volo di tot ore per essere ricoverato in un posto decente
    • Non deve assaggiare la panna prima di usarla per verificare che non sia rancida
    • Se non trova qualcosa in un negozio fisico può comunque comprarla online perchè vive in un Paese dove spedire merci a domicilio è normale
    • Vive in una città ben connessa e non deve fare il giro del mondo per tornare in Italia
    • Può uscire per strada a fare due passi senza essere investito da un trattore o da una mucca
    • Ha il pandoro, il panettone, la colomba, i biscotti del mulino bianco nei negozi, ma si lamenta che non sono esattamente come quelli che comprava a “casa”

  • Ha più di 3 ristoranti dove andare a cena
    • Ha più di un solo dentista dove andare
    • Può prendersi un caffè al bar la mattina e magari pure un cornetto
    • Quando esce si mette due gocce di profumo e non un litro di repellente con una concentrazione di DEET almeno del 50%
    • Ad una normale febbre alta non deve controllare i tremila sintomi che una malattia tropicale o debellata da decenni può avere
    • Può guidare da se’, senza rischiare la vita con capre, cinghiali ed esseri umani in perenne contro mano
    • Ha la scuola a 5 minuti da casa e magari pure l’ufficio
    • Non subisce sguardi insistenti
    • Può prendere un autobus o un treno senza rischiare nulla
    • Ha autobus e treni da prendere
    • Non trova insetti nella pasta e nella farina
    • Ha come perenne motivo di scontento il tempo (meteorologico)

Potremmo continuare ancora ma mi pare già’ una bella lista così… fatta proprio per ricordarvi che c’e’ di peggio, che siete fortunati anche se non avete Boots o Walgreens proprio sulla vostra linea della metro e che, ad avere tutto a portata di mano, a volte ci si dimentica di apprezzare quello che si ha!

Con affetto,
Monica India e Cristina Angola feat. cows and pigs

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Author

Monica India

In giro per il mondo da 10 anni, l’età esatta della nostra prima bimba! Mamma di 3 bimbi ora. Da workaholic a viaggiatrice seriale! Abbiamo vissuto a Londra, Delhi, San Francisco, Pittsburgh, Chennai e ora Pune! Dal primo al terzo mondo e ritorno! Genovese di nascita, ma ho vissuto tutta la mia vita lavorativa a Milano. Con l’India ho un rapporto particolare, ne ero terrorizzata, ora è casa e trovo familiari i suoi usi e costumi! Adoro avere amiche da tutto il mondo perché la diversità culturale riempe da sempre il mio bagaglio di vita!

24 Comments

  • Touchée! E’ vero Monica che ogni tanto un piccolo promemoria serve. Pero’ visto che ogni scarrafone è bello a mamma sua e il nostro scarrafone chiamato Italia manca a tutte, un lamentino ogni tanto ci sta, pero’. Io per il cibo sono fortunata perchè la Mosella è la regione francese dove si mangia piu’ pasta (grazie agli immigrati – LOL) e quindi già questo è motivo di pace interiore 😉

    • Un lamentino ci sta vero!

      Io parlavo ai “dischi rotti” del lamento quelli che hanno molto e apprezzano nulla

  • Grazie. Giusto ricordare le tante cose che diamo per ovvie, scontate, dovute che spesso non ci fanno apprezzare il bello di tutti o giorni. Ciao e grazie di nuovo a te e Cristina.

  • Sono assolutamente d’accordo con te… ho vissuto tre anni ad Abudhadi e ti assicuro che il 90% delle persone che ho conosciuto non faceva altro che lamentarsi QUOTIDIANAMENTE…. per qualsiasi FUTILISSIMO motivo….
    Troppo spesso c’e chi non sa godere di ciò che ha…..

      • Spesso chi vive nelle regioni del Sud Italia, o nelle isole, Sardegna nel mio caso, sente dire o pensa di avere servizi da terzo mondo. Ma fortunatamente non è così, almeno nel mio caso. E’ vero che tutto può e deve essere migliorato, ma sentire dire che usufruisco di servizi da terzo mondo non è vero, ed è un offesa per chi invece non li ha.

  • E niente, avete ragione!
    Però posso unirmi con una pernacchia in generale per tutti gli expat che si lamentano sempre e comunque, indipendentemente da dove siano? Perché nella vita ci vuole un po’ di positività…

  • Hai proprio ragione!
    Io sono espatriata a Vienna (quindi praticamente dietro l’angolo) e ci sto così bene che mi sento quasi viziata.
    Comunque parto avvantaggiata, perché i biscotti del Mulino Bianco non li compravo neache in Italia 🙂

  • Gentile signora, lei ha ragione. Come insegna la saggezza napoletana, “pancia piena non crede al digiuno”.

  • Bellissimo post!
    Sarà che sono in fase “goditi la vita e goditi di ciò che hai già conquistato finora senza stare sempre pensando a quello che non è ancora arrivato” (la mancanza di virgola è propositale 😉 ).
    Ho letto il tuo post anche a mio marito, e non c’è come leggerlo e non dover dire grazie per le tante cose che abbiamo.
    Grazie grazie grazie.
    E un super complimentone a tutte voi che, avendo conosciuto tutte queste cose “scontate”, hanno la forza e coraggio di affrontare le difficoltà di posti che ancora lottano per ottenere quello che per noi è veramente ormai normale. Sarà difficile per quelli del posto (io sono brasiliana – abito in Sardegna – e in Brasile alcune delle cose elencate, in certe zone, avviene ancora) vivere con queste difficoltà, ma forse lo è ancora di più per chi ha già assaporato il “comfort” che queste cose, spesso date per scontate, fornisce.

    • Grazie Ania Maria!
      Una delle mie piu’ care amiche e’ Brasiliana sai? e ci siamo conosciute proprio qui in India! Una persona speciale!

      La forza c’e’, ci vuole tutti i giorni (come in molti altri posti) qui abbiamo voluto evidenziare quello che non abbiamo piu’ ed in altri luoghi avevamo…
      ma e’ anche vero che questi Paesi ti ridanno in altri modi quello che ti tolgono! Scrivero’ un articolo anche su questo, prossimamente! 🙂

      • Monica, sono felice per la tua amica brasiliana :-).
        Le sfide devono far parte del nostro DNA – mi ci metto in mezzo perché mi considero una expat “al contrario” – io mi sono sposata (non ci avrei mai pensato, almeno così presto) e sono venuta a vivere in un paesino della Sardegna a soli 19 anni, venendo da una metropoli come Rio. Ora viviamo ad Olbia e mi piace, ma non è stato facile. Per questo mi immedesimo tanto nelle vostre esperienze.
        E’ vero sì, come dici, che queste difficoltà ci portano ad avere altri vantaggi e ci arricchiscono sicuramente.
        Attenderò con piacere il tuo prossimo articolo 😉

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