Expat life

Guidare a Riyad…per una donna

Mancano dieci minuti alle sette.
“Bambini siete pronti?”
E’ la quinta volta che glielo chiedo nel giro di un minuto.
Sono agitata. O forse emozionata. Non so esattamente.
I miei figli invece se la ridono.
“Chissà cosa succederà stamattina…” dice Riccardo.
Infilo l’abaya, quello che arriva alle caviglie. Ho paura di impigliarmi nei pedali.
Prendo la borsetta, ma prima ricontrollo di avere tutti i documenti che mi servono.
Quando usciamo di casa andiamo verso sinistra, nel parcheggio che si trova sul retro della nostra palazzina.
Click.
Saliamo tutti in auto.
Allacciamo le cinture di sicurezza.
E via…

Quanto mi sarebbe piaciuto scrivere questo post.
Un anno fa nemmeno lo immaginavo sarebbe potuto accadere.
Finalmente il 24 giugno 2018 le donne in Arabia Saudita potranno guidare.
Lo scorso settembre un decreto reale aveva annunciato la fine di un divieto unico in tutto il mondo.

Le donne hanno un quarto di cervello degli uomini” qualcuno aveva detto.

Io adoro guidare!
Ricordo ancora col sorriso il giorno in cui arrivai in Kuwait e mio marito come prima cosa mi portò in garage a vedere la mia nuova auto.
Mi disse: “Queste sono le tue chiavi: divertiti. E diventa indipendente subito!”.

All’inizio le sue parole mi suonarono come una minaccia.
Ero appena arrivata in un paese nuovo. Non conoscevo le strade. Avevo due bambini piccoli da gestire. Non immaginavo che il traffico fosse tremendo. Ignoravo l’assenza di regole in strada e l’esistenza della legge del più forte. Col tempo ho capito perché mio marito mi comprò una vecchia jeep e non un’auto nuova.

Confesso che con il tempo ringraziai mio marito.
Quell’auto rappresentò la mia indipendenza in un Paese nuovo.
Mi aiutò a farmi nuove amicizie.
Quell’auto mi facilitò la vita in un luogo nuovo, con due bambini piccoli e un marito impegnato al lavoro quasi tutto il giorno.
Ero davvero affezionata a quell’auto, perché per me rappresentava tante cose.

Purtroppo tutto questo non è stato possibile in questo deserto.
Autisti privati, taxi o bus del compound aiutano, ma di certo la libertà di guidare è tutta un’altra storia!

Con la mia aiuto sarei potuta andare a fare la spesa durante la settimana evitando di andarci il venerdì mattina alle 8.
Oppure avrei potuto accompagnare e andare a prendere i miei figli a scuola sottraendoli alle continue prese in giro degli spagnoli sul bus del compound.
Ma avrei anche partecipato a tutte le feste di compleanno dei compagni di classe dei miei figli facendo conoscenza con le mamme facilmente.
O accettato un invito per un semplice caffè a casa di nuove conoscenze.
Banalmente sarei potutta andare alla Kingdom Tower o al Nakheel Mall per una colazione veloce con le amiche sfuggendo agli orari imposti del bus del compound che ti porta alle 9 e ti viene a riprendere dopo tre ore.
Avrei anche potuto rischiare di andare al Kuwaiti Souk per cercare tessuti o altre cianfrusaglie utili a creare un vestito per il book character day.

Insomma, la vita sarebbe stata più semplice. Me la sarei gestita meglio…forse un po’ come in Kuwait.

Drusilla, Arabia Saudita

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Author

Drusilla Arabia Saudita

Expat per amore. Mamma di due terribili quanto adorabili maschi.
Nata nell’afosa e nebbiosa pianura padana, cresciuta con la voglia di andarmene a scoprire il mondo. Fidanzata da sempre con un imprevedibile uomo che mi ha portato prima in Libia, poi in Kuwait ed ora in Arabia Saudita. Appassionata della vita expat. Amo scoprire nuove culture, relazionarmi con nuovi mondi, leggere, pasticciare con i miei figli e vivere circondata dalla natura.

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