Vivere all'estero

Gli Italiani all’estero visti da me

Written by Mimma Kuwait

Piccola premessa.

Questo post racconta la mia esperienza e quindi è assolutamente parziale.

Mi presento: mi chiamo Mimma, ho 45 anni, pugliese di nascita, milanese di adozione.
Vivo in Kuwait da sei anni e qui ho ritrovato le mie radici di donna pugliese. Non è che nei venti anni a Milano le avevo perse, semplicemente non erano così evidenti.
Almeno per me.
Nonostante lì fossi circondata da persone provenienti dal Sud come me.

Perché dico che qui ho ritrovato le mie origini?
Perchè qui ho fatto dell’accoglienza il mio imprinting.
Se a Milano toccava prendere appuntamento e avvisare pure prima di suonare un citofono, qui ho fatto mie le abitudini di invitare e sorridere per prima, lasciare sempre la porta aperta ed essere disponibile al 100%.

Ho del tutto buttato via “aspettative” e parametri  del tipo: “Se tu fai così, io faccio così”.
Insomma ho fatto quello che mi diceva sempre mia madre: “Degna di te”, il modo di dire pugliese per incentivare a comportarsi bene anche con chi non se lo meritava.
E qui io ho cercato di farlo con tutti a prescindere.

E come è andata con gli italiani qui???
Sei anni fa eravamo pochi, io ero tra quelli che chiamavano  “i giovani”, gli altri vivevano qui da tanto e non gli importava di me.
Di aiutarmi ad adattarmi a questa vita.

Insomma la famosa accoglienza italiana non l’ho trovata.
In seguito, per fortuna, trovai prima Drusilla, poi Federica e Manu.
Ma poi soprattutto sono stata impegnata a costruirmi una vita in mezzo alla nuova comunità che comprendeva gente proveniente da tutto il mondo.
Non ero così interessata a stare per forza con gli italiani.
Però…un po’ mi spiaceva che non fossimo in grado di fare comunità.
Che, a differenza delle altre nazioni, non fossimo molto strutturati.
Esisteva un’associazione, ma il suo impegno si riduceva a organizzare un evento al mese dentro ai locali dell’Ambasciata in cui era possibile bere e mangiare in libertà.

Bellissimo, ma io volevo e sognavo di più.

Grazie al blog mio e di Drusilla “Mammeneldeserto” ho iniziato ad avere richieste di informazioni.
A sapere prima di altri chi sarebbe arrivato. Così conoscevo i nuovi italiani appena arrivavano in Kuwait.

Poi davanti a un caffè con Elisa pensammo che avremmo potuta crearla noi questa associazione organizzando caffè di benvenuto, visite culturali, club del libro, lettura ad alta voce per bambini, feste nelle ricorrenze nazionali.

E così è nato Buongiorno Kuwait.
Da quel giorno tante cose sono successe.
Il blog è il nostro primo portone, ma la nostra associazione cresce.
Gli eventi aumentano.
Tant’è che abbiamo dovuto strutturarci.
Avere un responsabile eventi culturali, uno per eventi bambini, uno per il commerciale, il tesorerie.

Adesso abbiamo il pienone sempre a ogni evento.
Adesso abbiamo una chat in cui ci aiutiamo.
Incredibilmente zero invasiva. Non ci mandiamo il buongiorno e la buonanotte.
Abbiamo sempre un aiuto.
Alcuni poi sono diventati amici tra loro e si vedono fuori.
I bambini si conoscono e si cercano.
E per l’anno prossimo abbiamo diverse idee.
Alcune molto importanti.

E’ vero sono arrivate tante famiglie.
Io sono quella vecchia ora.
Sono arrivate tante famiglie con pregresse esperienze estere.
Che parlano bene inglese.
Sono arrivate tante famiglie che non hanno bisogno di altri italiani.
Ma che sono felici di condividere questi momenti.
Sono arrivate donne che per quanto sicure e in  gamba apprezzano chi gli dà una mano all’inizio.

Allora cosa penso degli italiani all’estero?
Penso che sono come tutti gli altri popoli.
Che probabilmente a molti non piace fare comunità.
Fa figo dire: “No, io con gli italiani all’estero non mi trovo bene”.
E di solito sono le persone più problematiche.
Atteggiamento questo che ho riscontrato più che in altre nazionalità.

Ma in generale la mia impressione è che, se si apre la porta per primo, se si smette di misurare tutto, si raccoglie.
E se non si raccoglie non è un problema.
Noi ci impegniamo per chi ha voglia e bisogno.

Anzi, il motivo principale sono i bambini.
Resta il regalo più bello per questi bambini super bravi, attenti a ogni evento.
Si conoscono, si parlano .
Il loro italiano è migliorato così come la consapevolezza di avere due cuori .
Sono cittadini del mondo ma hanno delle loro radici .
Per me essere una bella comunità è un vanto per tutti noi .
Anche se i miei migliori amici sono stranieri.

E ultimamente sto avendo diverse dimostrazioni che siamo davvero una comunità.

Vi riporto un messaggio ricevuto da una mia amica francese che ha partecipato alla lezione di lievitazione che avevamo aperto anche ad alcune amiche straniere.

Magnifique ! ça donne faim!
Je voulais encore vous remercier Mesdames de L’Italie pour avoir laisser entrer des “étrangères” dans vos groupes hier. Mon expérience a été unique depuis que je suis au Koweït. Non seulement surprise par le professionalisme de notre hôte Guiseppe, j’ai été charmé par votre cohésion, votre entente et vos sourires. ça réchauffe le coeur de voir comment vous êtes toutes fière de vos racines, de votre culture et de votre pays! J’espère que vos portes et vos coeurs seront de nouveau ouverts pour d’autres belles matinées en votre compagnie.

 

Quindi la mia esperienza sugli italiani all’estero è positiva.
Ora voglio sapere la  vostra.

Mimma, Kuwait

 

 

 

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Author

Mimma Kuwait

Giovane quarantenne, mamma di una very funny girl, partita per amore per Kuwait City al grido di “oh poverina” e “ma non ti annoi” sono riuscita a realizzare una grande impresa in mezzo al deserto: trovare il mio vero io. Terrona, comunicativa, pr, scrittrice, sostenitrice della forza del pensiero positivo e grande estimatrice dell’amicizia tra donne di tutte le razze, lingue ed età.

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