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Souvenir dal Giappone: cosa portare?

Souvenir dal Giappone
Veronica Taiwan
Written by Veronica Taiwan

Se qualcuno di voi questa estate se ne andasse in Giappone, beh, a parte il caldo atroce delle grandi città, ha tutta la mia più sana invidia! Ho amato molto i miei due anni a Tokyo, nonostante le inevitabili difficoltà. E sempre nonostante non tutti i giorni fossero color rosa ciliegio in fiore, il Giappone mi è rimasto nel cuore.

E allora, cosa portare come souvenir del vostro viaggio senza spendere troppo? Ecco qualche idea carina, secondo me.

  • Accessori per bento e bacchette: la tipica scatolina con la quale i Giapponesi portano il pranzo in ufficio è declinata in mille modi, avete solo l’imbarazzo della scelta. Sicuramente verrà utilizzata tutti i giorni e non rimarrà ad ammuffire come parecchi souvenir. Stessa cosa per le bacchette, se la persona cui volete fare il regalo mangia sushi a casa (più belle ed ecologiche delle usa e getta che danno col take away!).
  • : per chi lo beve e lo apprezza, ricevere del profumato tè giapponese è sicuramente un pensiero apprezzato. Attenzione però: alcuni sono pregiatissimi e carissimi (e potrebbero rovinarsi durante il viaggio di ritorno, come alcuni matcha).
  • Omamori (portafortuna): li potete comprare in qualsiasi tempio, costano poco e sono graziosi. Ce n’è uno per qualsiasi cosa: porta fortuna per gli esami scolastici, la guida sicura, la salute, un bimbo in arrivo, una riuscita professionale…
  • Uno yukata: se i kimono sono carissimi (anche se ne troverete usati) e rischiano di non essere utilizzati, un’idea simpatica è quella dello yukata, sorta di kimono estivo in cotone leggero che può essere “riciclato” come vestaglia, in casa!
  • Bambole kokeshi: le mie sono qui, nella nostra casa di Taipei, a tenermi compagnia, e continueranno a farlo in tutti i nostri spostamenti. Quando vivevo a Tokyo me ne sono innamorata e appassionata. Le trovate nei mercatini o nei classici negozi di souvenir, anche se rovistare nei mercatini delle pulci alla ricerca della tua nuova bambola è troppo bello! (foto sotto)

Spero di avervi dato qualche suggerimento utile in vista della vostra vacanza nel paese del Sol Levante… godetevi questo viaggio meraviglioso!

Veronica, Taiwan

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Veronica Taiwan

Veronica Taiwan

Amante dei viaggi e dei libri, con la mia laurea in Lingue e il mio lavoro in hotel, quando pensavo alla possibilita' di partire dall"Italia la mia immaginazione si fermava a Londra...e invece dopo due anni in Francia, nel 2011 scendo dalla scaletta di un aereo che mi porta dritta a Hong Kong, per quasi quattro anni. Nel 2014 la seconda tappa del tour asiatico: Tokyo, immensa, calma e caotica al tempo stesso. Dopo due anni nella megalopoli giapponese, nuova destinazione: Taipei, capitale dell'isola di Taiwan, Le prossime tappe rimangono avvolte nel mistero. Più a Oriente di cosi non potevo andare e cercherò di raccontarvi un po' quello che succede quaggiù.

7 Comments

  • Concordo su quasi tutto, ma non ho mai capito perché tutte corrono a comprarsi un kimono se tanto poi non lo metteranno mai (tanto più per chi non pensa di tornare in Giappone). Un kimono è una cosa, una vestaglia è un’altra. Ci sono tante cosine interessanti che non occupano posto inutilmente nell’armadio e possono essere usate propriamente per l’uso per il quale sono state create.

    • …proprio per questo mi sono permessa di consigliare uno yukata, che più facilmente puo essere utilizzato in casa (anche se ovviamente non è certo l’uso più ortodosso che se ne possa fare). Purtroppo è una delle cose che i nostri clienti, quando lavoravo in Giappone, chiedevano più spesso, anche se inevitabilmente finiva inutilizzata!

      • Io non contesto chi vende, ma chi ha l’idea tanto sciocca di chiedere una determinata cosa come se ne andasse della vita, come mi è successo di vedere diverse volte nel caso dei kimono (o dei Kitkat, per esempio). In pratica mi hai risposto che consigli qualcosa che può essere usato, ma che “inevitabilmente finisce inutilizzato”, che è un controsenso. BTW, uno yukata è tecnicamente un kimono.

        • Forse mi sono spiegata male. Anzitutto non vendevo nulla, ma lavoravo con turisti occidentali per una agenzia di viaggio e ci veniva richiesto spesso dove si potessero acquistare kimono. Ne scoraggiavamo spesso l’acquisto a favore dello yukata (dunque non consigliavamo qualcosa che rimaneva inutilizzato). Il fatto che lo yukata sia un tipo di kimono viene precisato nel post. Ovviamente lo yukata non e una vestaglia, ma per lo meno poteva essere utilizzato in qualche modo una volta tornati a casa (con buona pace dei puristi :-)))

          • Per prima cosa, è inutile che la prendi sul personale, se rileggi il mio primo commento capisci che non ce l’avevo e non ce l’ho con te, ma con chi fa determinate scelte di souvenir quando è all’estero. Continuo a consigliarti di rileggere quello che hai scritto, suona sempre più come un controsenso, e il fatto che ti metta subito sulla difensiva un po’ lo conferma. In ogni caso, ripeto, quello che ho scritto non era un ‘attacco’ personale, neanche ti conosco. Secondo, non è un problema che hanno solo i turisti che vanno in Giappone (né solo i turisti italiani, tanto per precisare ulteriormente), quindi la risata quando mi metti implicitamente nel gruppo dei puristi è proprio sgorgata dal cuore! Grazie per avermi fatto iniziare il weekend con due risate. Terzo, conosco le leggi di domanda e offerta, e infatti ho detto che contesto chi chiede/compra, non chi vende (non capisco perché te la sei presa) – o se proprio vuoi fare la pignola chi ‘consiglia’, oppure chi si arrende all’evidenza e indirizza verso un negozio o l’altro. Per il mio BTW mi riferivo al commento, non al post: proprio perché spesso in giro non si fa differenza (e siamo d’accordo che non era questo il luogo per certe distinzioni/sottigliezze; in ogni caso, uno potrebbe informarsi da qualche parte prima di partire in quarta a comprare), molte persone non si rendono conto che stanno comprando la stessa cosa, credendosi furbi per aver ‘aggirato il sistema’, magari spendendo meno. Dico questo perché l’ho visto fare e sentito dire dal vivo da diversi turisti – ripeto, non solo in Giappone – ed è un atteggiamento che considero francamente ridicolo (anche qui, però, potrei aprire duemila parentesi sui motivi di tale atteggiamento, che a un certo livello possono essere giustificatissimi). Potrò dire che comprare un kimono (di qualsiasi tipo) come souvenir è una cosa sciocca? Non mi interessa quanta gente lo faccia, c’è tanta gente che va a Parigi solo per comprare una cosa qualsiasi a forma di Tour Eiffel, ma non è un’idea particolarmente intelligente. Solo perché tanta gente fa una cosa, non vuol dire che sia per forza giusta – anche se può essere giustificabile proporlo da parte di chi lavora in determinati settori, proprio perché in tanti lo chiedono. Capita la differenza?

            p.s. mi sta venendo a noia ripetere le stesse cose a vuoto, tanto più avendo spiegato nel dettaglio sopra come la penso; libera di rispondere, ma non metto la spunta né tornerò sul sito perché sta diventando una tirata e ripetizione pazzesca e ho altro da fare. Buona vita.

          • Mi dispiace aver creato un malinteso (sono certa che lo sia). La mia risposta non aveva nulla di malizioso, ne ti inseriva fra i puristi, ne io la prendevo sul personale. Tutto qui. Grazie di essere passata.

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