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Una vita da girovaga: Ilaria da Anversa

Written by Guest

Da tempo sono ormai abituata a cambiare piuttosto regolarmente città. Nell’ultimo decennio la mia vita non ha mai avuto radici ben definite, fin da quando a diciannove anni, stanca della mia esistenza monotona che sembrava non volersi evolvere, lasciai Milano per raggiungere la mia famiglia in Liguria.

Dopo tre anni molto intensi e tre diverse case, un altro trasferimento in Toscana, ancora con mia mamma e mio fratello, questa volta a Lucca. Non chiedetemi perché, semplicemente sono capitata in una famiglia un po’ atipica. Sta di fatto che abbiamo seguito il flusso degli eventi, e di riflesso io mi sono ritrovata regolarmente a dovermi confrontare con luoghi, accenti e persone nuove. Una vera e propria sfida per chi è introverso e asociale come me, ma da cui posso dire di essere uscita vincente.

Ero così abituata a vivere senza troppi programmi per il futuro che era come se avessi sviluppato una specie di timer dentro di me, qualcosa che a un certo punto, dopo un tot di mesi o di anni trascorsi nello stesso luogo, mi diceva che era ora di cambiare, che il posto in cui vivevo al momento non aveva più niente da darmi.

Era il momento di ripartire per una nuova avventura, ed è davvero bello avere avuto l’opportunità di farlo, lasciatemelo dire. Ha il suo fascino non avere una stabilità vera e propria, chiedersi cosa ne sarà della propria vita tra cinque anni e non avere risposte certe, scoprire il futuro poco per volta, giorno dopo giorno.

Alla fine nello spazio di una vita ti senti di averne vissute tante diverse, ciascuna delle quali ti ha arricchito a modo suo. Così è arrivata anche la decisione di espatriare. Sono approdata in Belgio senza sapere molto di questa nazione, e piano piano mi sono ricostruita una vita in quel di Anversa. Dapprima con la mia famiglia alle spalle, successivamente da sola quando i miei hanno deciso di rientrare in Italia.

Dapprima in un monolocale senza neanche la lavatrice, per poi trasferirmi in una grande casa nel luogo più bello e suggestivo della città con altri quattro ragazzi, tutti di nazionalità diverse. Un’esperienza fantastica di cui parlo nel mio blog https://ghiurasadventures.com.

Allora non avrei mai immaginato che uno di quei ragazzi, quel portoghese biondo con gli occhi verdi, sarebbe diventato il padre di mia figlia. Non avrei mai immaginato neanche di avere un giorno una figlia a dire il vero, ma tant’è… e mentre scrivo, guardo l’orologio: so che fra poco devo andare a prenderla all’asilo. 

Per quanto riguarda il Belgio, non ho ancora sentito quel timer suonare e indicare la scadenza del tempo, ma vi confesso che l’idea di restarci per il resto della mia vita mi mette una leggera claustrofobia. Quindi ancora una volta il futuro chi lo sa! Anche se con una figlia ovviamente, un minimo di radici andranno pure piantate.

Ho aperto di recente oltre al mio blog, anche un canale YouTube omonimo (Ghiura’s Adventures, https://www.youtube.com/channel/UCFFwErijEl0rWSXRaAvyarA) in cui ho deciso di condividere con voi gioie e dolori dell’italiano medio in terra straniera. Vi consiglio di andare a visitarlo se vi va di fare due risate! 

Ilaria, Anversa

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