Family&Kids

Vacanze con i bambini: meglio stanziali o in movimento?

Written by Federica Italia

Quest’estate, per la prima volta negli ultimi 6 anni, sono tornata a fare vacanze praticamente stanziali. Abbiamo infatti trascorso due settimane in un piccolo villaggio nel Gargano ed una settimana in Calabria dai nonni paterni. Per come sono abituata io, questo equivale a stare ferma!

Devo ammettere che, sia in villaggio che dai nonni, i bambini si sono divertiti tantissimo e di conseguenza anche noi genitori siamo stati bene.

I mie due maschiacci sono piuttosto vivaci e, in aggiunta, litigano in continuazione fra loro fino allo sfinimento. Quindi spesso il tempo trascorso con loro si trasforma in momenti di grande nervosismo per me e mio marito. D’altronde, come ci si può rilassare quando devi passare il tempo a dividerli e a dire all’uno o all’altro di smetterla? Se state per suggerirmelo, no, con loro il metodo di farli sbrigare fra loro non funziona. Continuano a litigare fino allo sfinimento e ad urlare. E finisce sempre che uno dei due si fa male. Anche senza epilogo tragico non è certo piacevole tentare una conversazione con un sottofondo di grida.

Al villaggio il problema magicamente è sparito. Loro uscivano subito dopo colazione e li dovevamo andare a recuperare solo per i pasti. Il villaggio era piccolo, senza pericoli e con molti animatori e famiglie in giro. Ci si conosceva di vista tutti e si dava sempre un occhio in giro, essendo tutte famiglie con bambini, per cui anche noi eravamo sereni anche senza controllarli continuamente.

Hanno fatto prestissimo a fare amicizia e questo sicuramente è stato incentivato dal fatto di vedersi per tanti giorni di fila. Hanno sì partecipato ai piccoli tornei organizzati dall’animazione, ma si sono divertiti anche, e soprattutto, a giocare fra di loro in piscina o in spiaggia. Bastava una pallina da lanciare in acqua per fare a gara a recuperarla con la maschera o una palla per giocare a calcio in spiaggia. Un sano divertimento insomma, senza bisogno di chissà che cosa.

Un altro aspetto positivo è che, andando in giro da soli, si sentivano grandi e ciò ha sviluppato molto il loro essere indipendenti. È incredibile il cambiamento che ha fatto infatti il mio seienne in solo due settimane di villaggio. Dallo stare troppo spesso attaccato a noi, è passato ad uscire da solo alla sera per andare al bar del villaggio se noi ed il fratello non ne avevamo voglia! Cambiamento che perdura tuttora che siamo rientrati.

Tutto ciò ha significato che io e mio marito abbiamo avuto tanto tempo per noi e questo è stato effettivamente un lusso. Abbiamo potuto parlare di più, dedicarmi io alla lettura e lui allo sport. Ho letto qualcosa come 10 libri ed erano anni che non succedeva!

In tutto ciò c’è però un ma… Perché se posso dire di aver riposato il mio corpo e rilassato la mente, mi è mancata la cosa fondamentale che io cerco nel viaggiare: scoprire posti nuovi. Complice anche il fatto che nel Gargano c’eravamo già stati, gli altri 3 componenti della famiglia non hanno avuto quasi mai voglia di uscire dal villaggio, chi per un motivo chi per un altro. I bimbi perché si divertivano lì, mio marito perché nel resto dell’anno la sua vita è davvero stressante e un po’ di sole, riposo e sport era tutto ciò che lo faceva stare bene.

La natura non mi ha aiutato. Nelle uniche due escursioni che abbiamo fatto, una alle Tremiti e una nell’Aspromonte calabrese, il cielo ha riversato giù una quantità d’acqua incredibile!

Eppure in un paesino di 30 anime dell’entroterra calabrese, io mi sono sentita incredibilmente viva. Perché era un posto speciale circondato da montagne inaccessibili, un’antica colonia greca che ha mantenuto ancora diversi usi e costumi di allora e parla ancora un po’ di greco antico. E lì ho capito che ok il riposo, ma io dalle vacanze ho bisogno anche di altro.
Perché il conoscere e lo scoprire luoghi belli, esteticamente o culturalmente è ciò che mi fa tornare a casa piena di energia positiva e con una gran voglia di fare. D’altronde i “miei viaggi veri” sono sempre stati itineranti. Stancanti fisicamente, ma che ti fanno tornare a casa con la mente ricca.

Da qualche anno faccio vacanze con i bambini itineranti, ma non posso negare che sia spesso faticoso, almeno con i miei. L’abbiamo fatto e continueremo a farlo perché sono certa che un qualche beneficio ci sia anche per loro nello scoprire luoghi nuovi e culture diverse, ma diciamo che il relax è molto più difficile da raggiungere.

Un raro momento di fratellanza senza litigi!

Cambiando spesso luogo è difficile per loro far amicizia e, anche se incontrano degli amici, li devono subito lasciare. Non possono essere indipendenti perché spesso si è in luoghi che non lo consentono e richiedono un controllo continuo da parte nostra. Nell’itinerario bisogna poi spesso includere cose che piacciano a loro che non sempre coincidono con quello che farei io. Insomma è sempre un po’ un compromesso, sia per noi che per loro.

Qual è quindi la soluzione ideale per mettere d’accordo tutti? Secondo me far scendere tutti ad un compromesso: scegliere una regione o un paese in cui fare una settimana itinerante fra posti belli per poi fermarsi una settimana al mare in villaggio a riposarsi. Se poi le settimane possono diventare in totale tre ancora meglio.

E voi? Qual è la soluzione ideale per voi nelle vacanze con i bambini?

Federica, Italia

 

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Author

Federica Italia

Sei anni vissuti fra Cina e Thailandia al seguito di mio marito. Con noi i nostri due bimbi dei quali uno è nato in Cina, luogo che rimarrà per questo sempre a noi caro. Il mio amore per l'Oriente continua, ma ora stiamo affrontando con energia la nostra nuova vita italiana. Appena posso continuo a guardare il mondo con occhi curiosi, di solito dietro all’obbiettivo della mia Canon. Adoro leggere, scrivere e condividere il mio mondo attraverso il mio blog personale mammainoriente.com e le mie fotografie.

3 Comments

  • Noi abbiamo il camper, ti dico solo questo. In più mio marito in estate ha un mese di ferie…non ti dico che razza di viaggi itineranti ci facciamo! I bimbi non sono facili, sono tre e piccoli e si scocciano spesso, anche se mettiamo tappe anche adatte a loro. Poi mollo i nani da mia madre dove loro stanno una favola e io mi faccio una settimana sola con mio marito…questo il nostro compromesso!

  • Anche per noi, con due bimbi (4 e 6 anni), il compromesso è alternare cose che piacciono a loro (parchetto) a mete che interessano a noi. In genere siamo stanzial-itineranti: facciamo base in un posto comodo per gli spostamenti nell’intorno e alterniamo giorni di relax a gite varie.
    Anche per me la vacanza non è pienamente soddisfacente se non faccio scoperte nuove!

  • Appena tornati dal Canada, ho chiesto a mia figlia se l anno prossimo preferisce fare una vacanza “in una casa sola”. Mi ha risposto: una casa o più case non importa, però voglio andare in Portogallo

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