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Consigli di sopravvivenza in USA #01: Trader Joe’s

Greta Italia
Written by Greta Italia

Quando espatri devi farti dei buoni amici se vuoi sopravvivere alla nostalgia canaglia e non sempre questi devono essere di carne e ossa: trovare persone con cui socializzare, costruire un rapporto e frequentare è assolutamente da fare per evitare di impazzire perché l’uomo non è un animale solitario, sopratutto la donna ecco! 😉 Io apprezzo la solitudine ma se voluta da me non se imposta e oltre agli amici amo anche il buon cibo ma sono espatriata in una terra senza una vera e propria cultura culinaria, con tante mancanze sia a livello materiale che a livello di effettiva conoscenza per un’alimentazione sana. L’America gira veloce e spesso non ha tempo di fermarsi per il piacere di una cena a tavola, infatti ho conosciuto persone che nemmeno cenano sedute, non insieme come famiglia e magari con un bicchiere di latte e dei cereali tutte le sere, bambini che pranzano con uno stick di formaggio e due crackers e la frutta sotto forma di gelatin  Abitudini davvero lontanissime da come sono cresciuta io. Non giudico assolutamente ma questo non fa per me che, ripeto, amo mangiare e mangiare bene. Purtroppo non sono un’eccellente cuoca, non sono una di quelle persone che in due minuti con tre ingredienti ti preparano un pranzo per dieci persone: nel mio caso è  allora essenziale la materia prima. La quantità e la varietà non manca ma il problema è trovarne di buona: non è così immediato nonostante sia circondata market di ogni genere e cultura etnica.
In USA ci sono varie catene molto apprezzate come Whole Food ( fantastico ma caro come il fuoco) e Sendik’s ( ottimo, non caro come WF ma nemmeno economico, comunque trovi spesso brand italiani) solo che devi prendere in considerazione di venderti un rene se vuoi farci la spesa tutti i giorni. All’inizio ero molto amareggiata: entravo in questi giganteschi grocery stores con duemila specialità di cereali, salse, salsicce, ect. e non riuscivo a uscirne soddisfatta. Spesso frutta e verdura non hanno un gran sapore e tanto è troppo salato, tutto troppo condito e poco nella maniera semplice: una sofferenza ecco. Poi grazie ai consigli di amiche come Claudia ho conosciuto i posti giusti e scoperto da sola altri: oggi compro frutta e verdura da Cemak Fresh Market, un negozio messicano dove la trovo ottima e saporita, la carne qui vicino a casa, alcune cose pronte da Costco, che è un ingrosso e vende a grossi quantitativi però ad esempio buonissimi i ravioli e il pane indiano, e per il resto mi affido a Trader Joe’s con qualche scappatella da Whole Food e da Sendik’s: finalmente sono riuscita a saziare il mio palato viziato.

E vorrei proprio parlarvi di Trader Joe’s, fedele amico di questo espatrio che vi consiglio se ancora non ci siete state e vivete da questa parte dell’oceano.

Trader Joe’s è un piccolo market, niente a che vedere con i supermarket smisurati con cui di solito si ha a che fare in America: è invece un marchio giovane e fresco, attento ai prezzi e alla qualità. Nato nel 1958 a Pasadina in California, si è diffuso a macchia per tutto il territorio americano e continua senza sosta ad aprire negozi ( sono più di 400 ora ). La sua forza è selezionare le migliori bontà di ogni nazione, acquistare direttamente dal paese produttore, farsi confezionare con il proprio marchio e vendere a prezzi davvero competitivi. Al suo interno ha anche un grande reparto dedicato ai vini e alle birre di ogni tipo che soddisfano sempre il palato delicato di mio marito ( io sui vini vado un po’ alla carlona e mi faccio andare bene tutto!).
Oltre alla qualità, è l’accoglienza che fa da padrona in questa catena: commessi gentilissimi e disponibili che ti accolgono e servono come da nessun’altra parte ( credo ci sia una seria e molto selettiva scelta del personale!!), negozio pulito e disposto in maniera chiara e colori allegri tanto che le prime uniforme erano delle camicie hawaiane ( nei due stores dove vado io non le indossano più, non so se è diverso da altre parti). La linea principale dei prodotti è proprio il marchio Trader Joe’s ma io ho trovato anche ad esempio la Citterio e altri brand, esiste una linea bio e si trova anche un piccolo reparto per l’igiene personale e detersivi. Pare un po’ la vecchia bottega di una volta dove tutto è famigliare e a misura d’uomo e sicuramente a misura di Greta.

Ho fatto una piccola lista nella quale non ho inserito la sezione “surgelati” ma assolutamente è da non dimenticare quando andate: ho spesso comprato ready-to-use di varie nazionalità ed sono ottimi!! Ci sono anche i Macaroons surgelati che sono sublimi e altre torte deliziose che non sono così zuccherate come le classiche torte americane. Nella sezione formaggi trovate una selezione da tutto il mondo e c’è pure la burrata: sarà che manco dall’Italia da due anni ma merita proprio. Succhi buonissimi tra cui il mio preferito Pesca e Mango, le insalate sono ottime e non sanno di acqua come quelle prese al market davanti a casa mia, frutta e verdura non è male ma non penso sia il suo punto forte, trovo però le patate in formato piccolino che non trovo da altre parti, ci sono svariate spezie e sono economiche. Spesso nelle varie festività presentano la specialità: io ho trovato la colomba sotto Pasqua ad esempio e non era affatto male. All’entrata poi troverete sempre ad accogliervi bellissimi fiori e piante aromatiche quando è stagione.
Per quanto riguarda i prezzi io lo trovo giusto, in alcune cose anche economico: non ci sono i formati giganti che per la nostra famiglia a tre assolutamente non servono ad esempio e scadenze più simili a quelle italiane che mi fanno sperare in un prodotto meno bombato di cosanonvogliosapere. Insomma merita una tappa e sono sicura che ve ne innamorerete ma ora ecco i miei preferiti:

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Mai stato più vero il detto: chi trova un amico trova un tesoro! 😉

Non mancate di farmi sapere la vostra opinione se l’avete provato.

Greta, Wisconsin

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Greta Italia

Greta Italia

Ho vissuto tre splendidi anni a Milwaukee, nel gelido Wisconsin, dove sono diventata mamma due volte di una piccola birbantella e un dolcissimo ometto. Ora siamo rientrati in Italia dove cerco di ritagliarmi un posto al sole e trovare un equilibrio in questa parte di vita, da questa parte del mondo.

4 Comments

  • Ho letto bresaola??? Io tra bresaola e stracchino, non so cosa mi manca di più. Forse invece lo so: il vero gelato alla STRACCIATELLA…speditemelo a Perth per favore 😉

  • La bresaola qui non la trovo ma nemmeno lo stracchino che mi manca tanto e l’Asiago… Insomma i formaggi soft qui non vanno ( a parte la solita ricotta che trovo insipida e la uso solo per i dolci…). Poi ci sono i gelatai italiani ma…. com’e’ che di italiano non hanno proprio niente??? Almeno per me!

  • Provato il figue butter ( sempre marca Trader Joe’s?) è una marmellata ai fichi ( senza burro…) MERAVIGLIOSA! E 2 FINOCCHI 1,99$?? ( almeno nel 2013, economici visto il costo da Whole food)….ricordi di una vita da Houstoniana….amavo anche io Trader Joe’s e tuttora in Italia vado al super con la sua busta della spesa…almeno a Houston che pazzi ( ma simpatici) i commessi!!!e i prodotti Italiani sotto il marchio di Trader Giotto??che forti!! 😉

  • Sono d’accordo su tutto tranne in un paio di casi. Nelle citta’ Americane se vuoi mangiare bene mangi MOLTO meglio che in Italia. Anche negli ci sono i Farmers Markets e l’ Italua non ha nemmeno la meta’ della varieta’ di materia prima che c’e negli USA. Sul Fast Food il McDonalds c’e pure qua e dico di piu…se sei do corsa in Italia o mangi schifezza o non mangi proprio. Alemeno negli Statez puoi mangiare un buon Thai Curry o un insalata o Sushi.

    Litigo spesso con gli amici ma trovo che gli Italiani sono dei nazisti culinarie. Sono a Napoli da 20 anni (sono Americano)e l’adoro come citta’ e ci vivo bene. Ma sul punto di vista della cucina avrei da discutere.

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