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Il trilinguismo: Che confusione, sarà..

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Written by Nadja Australia

Che confusione… sarà perchè espatriamo!!  Prendo in prestito questa famosa (?!) canzone per raccontarvi un po’ a proposito del bilinguismo o possiamo ormai dire trilinguismo della mia cinquenne. Che poi, io a queste parole complicate non penso mai quando parlo di lei… per me è solo mia figlia che, per sua fortuna, parla bene, oltre che l’italiano, anche altre due lingue! Vi racconto un po’ di come tutto è cominciato…

Se avete seguito le mie gesta, sapete che prima di approdare in Perù vivevo in Arabia Saudita. Lì Sofi studiava (aveva quasi tre anni ma per me studiava!) in una bellissima scuola di stampo inglese, all’interno del nostro compound. Le maestre erano tutte madrelingua, gli alunni provenivano da tutto il mondo! In poco meno di due mesi, parlava un fluente British come solo nei migliori film di Hugh Grant! Ok, per fluente intendo quanto possibile per una treenne che già parlava abbastanza bene (me ne vanto) la nostra lingua madre. In casa noi abbiamo sempre parlato italiano. Abbiamo vissuto pochissimo in Italia con lei ma, per fortuna, siamo stati bravi a tenere tradizioni e lingua. A quell’epoca mia figlia viveva la sua mattina in inglese, il pomeriggio in inglese con le sue amiche e la sera con noi in italiano.

Più o meno.  Perché ad un certo punto sono iniziate a spuntare parole come “jumpare”, “swimmare”, “dancare”, “playare” e tante altre che ho anche dimenticato. PANICO. Come faccio? Mia figlia non parlerà più italiano? Ammetto che non mi ero mai posta il problema prima e che non avevo mai letto nulla sull’argomento, quindi di fronte alla confusione tra lingue mi sono trovata spiazzata. Per fortuna ho notato che era un problema comune di tutti i bimbi exapt che conoscevamo, quindi semplicemente ho lasciato in pace la bimba e ho continuato a parlarle in italiano correggendo quei simpatici ma sbagliati neologismi! La cosa più strana per me era trovarla giocare da sola in inglese! I suoi pony parlavano inglese, gli animali avevano nomi inglesi e i loro versi erano diversi da quelli che io avevo sempre conosciuto. Sapete che il gallo fa “Chicchirichì” solo da noi? Che in inglese fa qualcosa come “cock-a-doodle-doo” che mi si incarta la lingua al solo vederlo?! Comunque, la vedevo tranquilla nel guardare cartoni animati, sia in inglese che italiano, e passare con facilità alle due lingue senza tutti i problemi che noi adulti ci poniamo.

A dicembre dell’anno scorso ci ritroviamo per l’ennesima volta con valigie in mano, verso il lontano Sud America e verso una nuova lingua da affrontare. Ricerca scuola internazionale e altri problemi a parte, mi ritrovo in difficoltà con una lingua non sconosciuta ma mai davvero studiata: lo spagnolo. Qui nessuno (o pochissimi) parlano inglese, quindi vi assicuro che è stato molto complicato per me venirne fuori, ma se ce la avevo fatta con rumeno e bulgaro figuriamoci con lo spagnolo! Ma questa è un’altra storia, mia, che magari vi racconterò in un altro momento.

E lei? Lei con una semplicità disarmante dopo un mese parlava con la sua babysitter e mi faceva da interprete. Che smacco! Al primo colloquio con la scuola (di stampo americano) alle domande in spagnolo rispondeva in inglese, con una tranquillità per me inconcepibile. Insomma tutto è stato in discesa. Adesso, dopo 8 mesi, parla perfettamente spagnolo, gioca in spagnolo e guarda cartoni e film in questa lingua. E l’inglese? C’è. E’ lì, nascosto nel suo inconscio. Ma non lo vuole parlare. Continua a guardare film e cartoni in inglese, ma non dice una parola. All’inizio sì. I primi mesi era un continuo mischiare tre lingue con risultati divertenti: “mami, te preparo un jugo de pineapple, arancia and fresa”. Adesso no. Adesso spagnolo e italiano sono ben distinti. Certo, quando è distratta fa ancora un pò di confusione, ma nuovamente non mi preoccupo.

La scuola che in teoria era bilingue ha dato molto più peso allo spagnolo, ma mi hanno assicurato che dal prossimo anno faranno molte più ore in inglese. Io per non perdere tempo ho trovato una English Music Class al pomeriggio dove, tra canzoni e nuove amicizie, quella lingua riaffora lentamente e rivedo il suo sorriso e il suo accento british che torna prepotente nonostante il suo rifiuto! Perchè di quello si tratta, rifiuto di parlare in quella lingua tanto amata e delle sue amiche ormai lontane ma mai dimenticate.

Come fare con tutte queste lingue? Noi ci siamo organizzati cosi: io e mio marito le parliamo sempre in italiano, e su questo non si discute. La tata le parla in spagnolo. I film si guardano in lingua originale (sia al cinema che in tv, che sia inglese o spagnolo). La storia della buonanotte può essere a scelta in una delle tre lingue. Va anche detto che mio marito, che a sua volta é stato un bimbo expat, ha vissuto parte della sua vita in Sud America, quindi il suo spagnolo è perfetto. E a lei piace questa cosa, questo piccolo rituale solo nostro della scelta della storia! E si diverte a sentire il nostro tono di voce che cambia a seconda della lingua scelta, come io mi diverto a sentire lei che “switcha” da una lingua all’altra cambiando anche espressione del volto!

Insomma, sono contenta che lei padroneggi (che brutto termine, ma passatemelo) queste lingue. Penso che in futurò avra molte possibilità di scelta sul percorso scolastico e lavorativo, e questo per una mamma credo sia un grande sollievo.

Un’ultima cosa. Vi ho detto che a scuola hanno iniziato anche il corso di francese?!

Aiutooooo!! Magari ne riparliamo tra qualche mese….

Nadja, Peru

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Nadja Australia

Espatriata per lavoro ormai più di 10 anni fa, con mio marito abbiamo vissuto in Serbia, Romania, Bulgaria, Arabia Saudita,Peru e adesso siamo approdati in Argentina! Nel frattempo si sono uniti al gruppo due bimbi globetrotter che ci accompagnano nella nostra pazza vita girovaga!Il nostro mantra? Home is not a place, it's a feeling! Con la Sardegna nel cuore, vivamo dove ci porta il lavoro e ci godiamo ogni piccola cosa che i paesi ospitanti ci offrono con l'entusiasmo della prima volta!

9 Comments

  • Tua figlia e’ veramente brava se a cinque anni padroneggia già tre lingue! Ti assicuro che alla materna del nano ci sono bimbi (non stranieri) che ancora faticano a parlare bene in italiano a quattro anni e usano termini prettamente infantili ed onomatopeici con naturalezza.
    per fortuna il ricciolino no!
    Capisco la questione del miscuglio di lingue in una sola frase e del rifiuto, capita anche a casa nostra. Noi non siamo Expat ma viviamo in una regione in cui la seconda lingua e’ o dovrebbe essere (perché ormai sopravvive quasi solo a livello scolastico) il francese e mio marito con il bimbo, da quando è nato, parla solo in francese, visto che è la lingua che usa per lavoro e che gli viene naturale. Il nano a volte mischia o si inventa vocaboli italianizzando il francese, però quasi mai risponde interamente in questa lingua, anzi, a volte finge di non capire apposta.
    Forse è perché è solo il papà a parlarla e lui è via per lavoro quasi tutta la settimana, quindi è una sorta di protesta, per mio figlio. Forse è una difficoltà linguistica. Ancora non so ma spero che si radichi nel suo subconscio e lo aiuti ad aprire la mente, cosicché, in futuro, gli sia più facile imparare una qualunque altra lingua!!
    Posso farti una domanda che mi pongo sempre quando sento parlare di bimbi Expat? Come fate per l’italiano scritto? perché se voi lo parlate in famiglia ma non lo studia a scuola, non deve essere facile. Oppure lasciate perdere? Sono curiosa!

    • Grazie! Si mi rendo conto che davvero non è una cosa molto comune, molti suoi compagni di classe fanno fatica con l’inglese, ma è anche vero che lei lo ha iniziato a 2 anni e mezzo e questo ha facilitato l’apprendimento, complici anche una scuola favolosa e insegnanti davvero brave. L’altro fatto è che lei è stata “immersa” in queste lingue completamente, quindi a scuola era solo inglese, il gioco solo inglese (come è ora per lo spagnolo), quindi la full immersion ha agevolato l’apprendimento. Forse il tuo, sentendolo solo a casa, non si sente “in dovere” di parlarlo, ma sicuramente è li e al momento opportuno, tra lo stupore di tutti, lo iniziera anche a parlare, ma solo quando lo decidera lui! Per la grammatica mi sono posta anche io il problema, ma ha 5 anni, quindi per ora mi interessa il fatto che lo parli bene. Credo che l’anno prossimo o comunque in concomitanza con l’inizio dello studio di quella spagnola mi metterò d’impegno nell’insegnargliela. E’una cosa che reputo molto importante, quindi mi darò da fare. Sto gia cercando corsi (credo che l’ambasciata ne organizzi, sicuro per adulti ma non so per bambini), e al mio rientro in Italia cercherò del materiale per corsi specifici! Una cosa buona è che il corsivo spagnolo è come quello italiano (mentre diverso da quello inglese che gia utilizzava), quindi questa “vicinanza” nelle due lingue spero mi faciliti il compito!!

  • Allora noi viviamo in Francia da due anni abbondanti, quindi entrambi i nanetti (3 e 4 anni) sono a livello scolastico a contatto con la lingua francese, la più grande la padroneggia perfettamente, il piccolo mischia. In casa io parlo italiano, mio marito in spagnolo (abbiamo vissuto due anni in Spagna e lui lo padroneggia bene), fuori la nostra cerchia di amici con prole è quasi esclusivamente inglese, anche se tutti i bambini parlano anche francese. Libri e cartoni in tutte le lingue.
    Risultato? Italiano e francese perfetti, spagnolo che viene compreso, ma non molto utilizzato (anche se da quando nella cerchia di amici è entrata a far parte una coppia di americani-messicani c’è stata una svolta a favore dello spagnolo), inglese non so se capiscono, ma di certo ogni tanto fanno finta di parlare tra di loro inglese mentre giocano e la cosa divertente è che non dicono una parola giusta, ma l’intonazione è incredibilmente british 😀
    Questo per dirti che io penso che non ci sia niente di cui preoccuparsi, che secondo me fate benissimo a mantenere l’italiano e che tutto il resto sarà sempre comunque un “di più”, non magari un punto nel curriculum, ma di certo un’apertura mentale incredibile e di immenso valore.
    Immensa invidia per la destinazione!

    ps: Se ti interessa in francese il gallo fa COCCORICò :)))

    • Grazie! Si ma figurati! Sono curiosa ora di vedere come verrà fuori il piccolo di casa, nato qui 5 mesi fa e che mi sente parlare 3 lingue contemporaneamente! Quanto vuoi sei benvenuta in Peru! Grazie per la dritta, stupiro mia figlia con questa chicca in francese 🙂

  • Noi bambini non ne abbiamo ancora, ma le lingue si mescolano a casa eccome. Mio marito è portoghese e viviamo negli States. A casa cerchiamo di lasciare stare l’inglese. Antonio parla abbastanza bene italiano ma ogni tanto mi spara di quelle parole che mi fanno sganasciare dalle risate e ammetto che non lo correggo più. Il mio preferito calcini (calzini) o fazzo (faccio). L’ultima volta che abbiamo volato in Europa, la nostra vicina in aereo ci guarda e fa: scusate, ma cosa sta succedendo lì? Eccoci, come sempre una frase in italiano, una in inglese e una in portoghese.

  • Ciao, che bella avventura e quante opportunità per tua figlia!
    Io da piccola ho imparato molto bene lo spagnolo in Sud America, poi all’Università ho fatto un anno di Erasmus a Lisbona ed ho fatto una gran confusione ed ora mi vergogno un po’ a parlare il mio “portunol” 😉
    Poi però quando leggo frasi tipo jugo de naranja il mio animo lo percepisce più famigliare di orange juice, segno che le lingue imparate da piccoli rimangono sempre nel cuore.
    Le mie figlie qui in Australia stanno imparando molto bene l’inglese, a scuola la grande sta iniziando a fare cinese come lingua addizionale, chissà!
    Di sicuro in casa si parla italiano, sempre 😉

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