Vivere all'estero

Natale expat, i miei dubbi?

Written by Nadja Argentina

Un anno. Eh sì. E’ già passato un anno da quando abbiamo lasciato l’Arabia e con armi, bagagli e una panza siamo tornati per pochi giorni nella nostra amata Sardegna, salutato amici e parenti, data la notizia della gravidanza e poi, subito dopo Natale, un volo lunghissimo fino al Perù. Anno nuovo, vita nuova. Così si dice, così siamo abituati da ormai tanto tempo, io, marito e la  ormai cinquenne. Il Natale expat è la nostra specialità, si direbbe.

E quindi? Cosa passa nella testa di una expat che ormai dovrebbe essere abituata a tutto questo movimento? Non lo so. Non sono tranquilla. E’ la prima volta che stiamo per così tanto tempo lontani da casa. Un anno è lungo. Forse tutta questa distanza fisica ha amplificato tutto. Far vedere il nuovo nato per Skype o via foto a tutti gli amici è stata una sfida, ma credo la abbiamo superata. Far vedere crescere la cinquenne e a tutti mostrare le sue nuove “skills” é stata una gara olimpica. Cercare di contrastare il fuso anche solo per un saluto ai nonni e bisnonni un dovere e un piacere che però alla lunga ti sfianca. Esagero?

Stai per uscire, tutti belli pronti. Drin drin. Messaggino whatsapp : “Ciao, siamo con i bisnonni che vogliono salutare i bimbi, veloce veloce dai!”. Che fai? Accendi il pc, e il veloce veloce si trasforma in un’ora o piu di risate e bacini volanti. A chi non è capitato?!

E adesso arriva il momento di rientrare. A me non piace il Natale. Non so perchè. Non c’è un motivo particolare. Lo so che non si dovrebbe dire a voce alta e tantomeno scriverlo. Ma ormai è fatta. Il biglietto è li, mi guarda e troneggia sulla scrivania e mi fa venire gli incubi! Ieri notte non riuscivo a dormire. Ma ci sarà freddo? Dobbiamo far accendere il camino il giorno prima? E i condizionatori ovvio. Ma la stanza di Sofia sarà sufficientemente calda? E andiamo prima dai miei o i tuoi? E i bisnonni? che diranno? Con questi nipotini che vedono crescere attraverso uno schermo?

Altri anni sono riusita a scampare al “rientro natalizio” e arrivare a Capodanno. Scusa del lavoro e voilà! Natale tranquilli a casa o con altri expat bloccati nel paese ospitante, pranzo rilassato e niente corri qua corri la che devi far gli auguri a tutti. Lo so, lo so che non è un dovere ma un piacere. E lo è. Giuro. Ma mi stanca. E penso che quella che dovrebbe essere una vacanza si trasforma in un tour de force che poi ha bisogno di un’altra vacanza.

Poi una volta li lo so che tutto sarà bello, riabbracciare tutti: cugini, zii, fratello e sorella, mamma , papà , nonni e amici.

E poi lui, il piccolo nato, si merita tutto l’amore che lo aspetta. Voglio che riceva tutti i baci che si è perso, gli abbracci e le coccole che sua sorella ha avuto, voglio che prenda confidenza con la sua famiglia. Lo voglio con tutto il cuore. Non sono estranei, lo deve sapere, desidero che senta che lo hanno amato da quando abbiamo dato la notizia del suo arrivo, che hanno pianto di gioia alla prima foto, che ridono delle sue conquiste quotidiane e che lo riconoscono anche se nato lontano e cresciuto senza la vicinanza dei parenti.

Non posso e non voglio negargli tutto questo. Sarà un viaggio lungo ma ci aspettano a braccia aperte, posso sentire il loro affetto fin qui. Staremo poco ma ci prenderemo tutti gli abbracci che vorranno darci e i sorrisi, e risponderemo pazienti a tutte le domande che vorranno porci. Avremo tempo per riposarci, non voglio perdere nemmeno un minuto di tutto questo. Poi posso tornare ad essere il Grinch per tutto il resto dell’anno!

Questo il mio desiderio per Natale 2015. Colmare i chilometri con qualche giorno di famiglia allo stato puro. E lo so che questo che sto dicendo stride con la premessa, ma credetemi: non vedo l’ora!

Nadja, Peru.

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Nadja Argentina

Espatriata per lavoro ormai più di 10 anni fa, con mio marito abbiamo vissuto in Serbia, Romania, Bulgaria, Arabia Saudita,Peru e adesso siamo approdati in Argentina! Nel frattempo si sono uniti al gruppo due bimbi globetrotter che ci accompagnano nella nostra pazza vita girovaga!Il nostro mantra? Home is not a place, it's a feeling! Con la Sardegna nel cuore, vivamo dove ci porta il lavoro e ci godiamo ogni piccola cosa che i paesi ospitanti ci offrono con l'entusiasmo della prima volta!

17 Comments

  • Neanche io ho voglia di preparare il preparabile e sono solo ad un ora di aereo ma sappi che conoscere fagottino e una delle ragioni per cui sto tornando!quindi preparatevi perché qui di abbracci ce ne sono tanti

  • Quanto ti capisco! Pur non vivendo tanto lontano come te, ogni volta tornare in Sardegna per le feste era un tour de force di parenti, cene, pomeriggi a prendere caffè interminabili…non so, ma erano più corse natalizie che feste! Poi ho deciso di smettere, insieme a tante altre cose che ho deciso di cambiare: il correre da un parente all’altro nei pochi giorni di riposo che avevo è stato tagliato. Ho iniziato a prenderla con relax e a vedere – con calma – solo chi volevo, possibilmente organizzando cene di gruppo per salutare tutti in una volta sola. Decisamente meglio 🙂

  • Quanto ti capisco!! Negli ultimi anni scocciava anche a me tornare in Sardegna per Natale e dover correre da una parte all’altra per vedere tutti.. Pena: quei pochi giorni che restavo a casa correvo il triplo rispetto a Milano ed ero in vacanza!! Tutto questo per non sentire lamentele e borbottii di parenti (soprattuotto loro) e amici con il classico:”sei qui e non ti fai né vedere né sentire!!”
    Causa problemi familiari dall’anno scorso c’è una nuova musica: è mio papà che viene a Milano e come soluzione ci piace (e nessuno brontola)…
    Per l’estate, invece, visto che ritaglio gli ultimi 10 giorni di ferie all’amata isola, la prendo con calma e relax e vedo chi voglio io quando ho voglia… Così mi godo al massimo le ferie!1
    Buon viaggio e goditi il Paradiso!! 🙂

  • Forse perché arriviamo talmente stanchi e il vederci “soffocare” (nel senso buono del termine) da “obblighi” da un parente all’altro, ci fa passare la fantasia delle feste… Senza contare che, visto che si corre da una casa all’altra, non ci si gode la propria.. 🙂

  • Noi da quando abbiamo un figlio passiamo natale tra noi, facendo un viaggio. É un po solitaria come cosa, soprattutto a natale che é una festa “familiare”. Ma per ora facciamo cosi, ed evitiamo anche di scegliere da quale famiglia passare le feste (abitiamo a Parigi, i miei in Sardegna e i suoi nel sud della Francia). …

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