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All you need is LOVE

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Written by Alessia Louisiana

Chi mi conosce di persona sa che, dietro la mia scelta di voler vivere in America, inizialmente, nel lontano 1994, c’era l’idea folle di voler andare a vivere a San Francisco per coronare il mio sogno d’amore (a senso unico) con Billie Joe Armstrong (il cantante dei Green Day).  13 anni dopo sono finalmente riuscita a trasferirmi e non per amore. Ciò nonostante, di quella cotta iniziale mi sono portata dietro molto. Infatti, da allora, sono diventata iper xenofila nella scelta del partner.

Negli anni, ancora prima dell’espatrio, ho collezionato una serie di storie che ricordavano tanto “Prima dell’alba“, seguite da struggimenti che manco i romanticisti tedeschi avrebbero potuto fare di meglio… Perchè innamorarsi di uno straniero è una cosa molto molto strana. Le relazioni in generale, anche con chi è nato e cresciuto nella stessa cultura non sono mai come bere un bicchier d’acqua, ma diciamo che, per lo meno, ci si capisce a livello verbale e che si hanno usi e costumi identici.

Quando si inizia una relazione con una persona che viene da un’altro Paese, la gestione del rapporto diventa un pochino più complessa …. 😀
Oltre alle classiche differenze tra uomo e donna, bisogna imparare a “spianare” quelle culturali, storiche e linguistiche, con degli esiti a volte esilaranti a volte bellici.
Ma come si suol dire “l’amore può tutto” e così le storie dove l’amore c’è davvero, vanno avanti nonostante le sopracitate differenze.

Dallo stadio di “dating” a quello di coppia fissa, ho scoperto, parlando anche con altre italiane impegnate con stranieri, che si discute quasi sempre per gli stessi motivi, in primis il cibo. Perchè l’uomo straniero viene quasi sempre preso per la gola dalla nuova compagna italiana, lei che sa cucinare cose che lui può giusto mangiare al ristorante o che vede solo preparare in tv…
Però… però… Lei, italiana d.o.c., ha le idee molto chiare sugli ingredienti, sulla loro provenienza, sul loro sapore e sulla qualità. Lui… beh, se assomiglia al piatto originale va bene, anzi, se ci aggiungi un po’ di pollo sopra, anche meglio.
Ci si ritrova al supermercato a discutere su cosa mettere nel carrello, davanti al computer per decidere in quale ristorante etnico autentico andare e persino al momento di impiattare le pietanze. Così escono fuori piatti ibridi che alla fine entrano a far parte del quotidiano della coppia e che quasi sicuramente diventano fonte di aneddoti da condividere con amici e parenti. Nel nostro caso sono la carbonara coi capperi, o la pasta al pesto ricoperta di red pepper flakes. Sappiate che queste versioni le faccio solo per lui, sia chiaro :))

La coppia mista ha in genere una predisposizione alla scoperta, gli appuntamenti sono quasi sempre volti al provare qualcosa di nuovo, che sia una gita in un posto sconosciuto o lo scovare un film mai visto prima. Si cerca di imparare l’uno dall’altro, cosa che non sempre accade pacificamente, ma che ha sempre ottimi risvolti. C’è voglia di essere simili, ma non uguali, anzi, si è felici che ognuno possa apportare aspetti unici della propria cultura.

La parte più comica però è, e resta sempre, la lingua!!! 🙂
Quando ci si trova entrambe a dover parlare una lingua straniera comune le cose vanno diversamente, ma quando uno dei due è madrelingua, la controparte si troverà davanti a reazioni che vanno dal sorrisetto al ridere fino alle lacrime ogni qualvolta si pronunci uno strafalcione (ad esempio, qualculo invece di qualcuno… hamster invece di hamper)

Ma è così, prendendosi in giro a vicenda e discutendo sulle differenze culturali che ci si innamora e si diventa una coppia mista che non scoppia.

Alessia, Louisiana

 

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Alessia Louisiana

Pigra e sarcastica, ma piena d’ironia e con un cuore enorme.
Travolta dal destino (e non nell’azzurro mare di agosto), sono finita a vivere nella città che sognavo, patria di Jazz, Bayous e alligatori.
Tra uno shot whiskey e un crawfish boil, vivo avventure strambe in compagnia di personaggi improbabili.

10 Comments

  • Io sto con un neozelandese, quando ho conosciuto sua mamma (a casa sua), ha cucinato spaghetti in scatola su crostini di pane. Io gia’ non amo la pasta in Italia, ma quei vermoni gonfi di ketchup su pane dolce sono stati uno shock.
    E io sono figlia di expat, cresciuta in Africa anglofona, quindi a junk food made in Britain ero gia’ abituata…
    Nel meticciamento culinario pero’ il mio ragazzo e’ diventato un grande pasticcere, fa anche il pandolce genovese a Natale!

    • Sta cosa degli spaghetti in scatola sui crostini di pane dev’essere una tradizione dell’Oceania, anche la nostra Claudia che scrive dall’Australia ne parlava in un commento al post sulla pagina fb. A me sono venuti i conati solo a leggerlo, ai la mia stima per averli provati.
      Ma pandolce genovese (che mai mi sarei aspettata da un Neozelandese perchè siete in Liguria o perchè sei ligure? (chiedo visto che è la mia regione) 🙂

  • ciao! bell’articolo, brava! mi piace come è scritto, fa sembrare tutto semplice! =)

    Effettivamente una donna italiana ha una marcia in più. Possiamo accaparrarci un uomo con una carbonara! 😉 ora come ora ho nel mirino un ragazzo inglese… qualche ricetta che posso utilizzare? quale hai usato per accaparrarti il tuo uomo? 😉 Se mi sposo ti invito al matrimonio!!! ahahahahaha!!!!!
    Anche secondo me è bella una coppia mista! c’è tutta la scoperta di un nuovo modo di pensare, di relazionarsi da scoprire! E’ sicuramente più difficile, ma sicuramente più interessante!

    Elisabetta, se ti sei mangiata gli spaghetti senza fare una piega, allora è davvero amore! =D solo il pensiero ho i conati di vomito!!!!

    un saluto a presto!

    • Io direi il risotto, ne ho conquistati diversi con il risotto allo zafferano. Il compagno di adesso preferisce la variante ai porcini, ma gli piace anche la carbonare e pure le lasagne. Quello che l’ha steso del tutto (e che non si aspettava gli piacesse) è stato il tiramisù. Passa poi a farmi sapere com’è andata con l’inglese 😀

  • Brave voi che sapete cucinare e anche bene a quanto pare…! Mio marito inglese non l’ho certo preso per la gola visto che – ahime’-non sono una brava cuoca… Anzi devo dire che lui in cucina e’ piu’ bravo di me…. per fortuna che ho le amiche italiane che mi passano le ricette via Skype e quando invito i vicini riesco a fare bella figura. Pero’ il risotto, quello ho imparato a farlo bene ed e’ sempre un successone. E cosi’ – cara Katia- ti consiglio il risotto con “butternut squash” (zucca) e funghi porcini secchi (confezioni che mi porto regorarmente dall’Italia), poi aggiungi sempre un po’ di peperoncino perche’ ho visto che agli uomini piace il cibo ‘spicy’ e tanto grana. Inoltre, mescolare piano piano il risotto aiuta a stemperare la tensione dell’ incontro…. In bocca al lupo e … keep us posted! 🙂

    • Vedi Katia, il risotto sbanca con gli anglosassoni 🙂 anche io cara Laura, mi porto sempre i porchini secchi dall’Italia, quelli che trovo qui (carissimi per altro) non sanno di un tubo. Ma raccontami un po’ cosa ti cucina il marito inglese che sono curiosa

  • Il tuo articolo mi ha fatto ridere un sacco!!
    Anche mio marito è americano, e mi sono trovata a cucinare per lui strane versioni dei classici della cucina italiana. E condivido parola per parola quello che scrivi sulle discussioni!!! nel primo anno di matrimonio ogni tanto perdevo la pazienza e gli dicevo:”Basta, ora parliamo in Italiano!!!” e lui poverino mi guardava perplesso senza capire cosa avessi detto 🙂

    • Hahaha anche io quando mi fa girare le scatole oltre un certo limite, lo mando sempre a quel paese in Italiano, però sta imparando 😀 repetita iuvant a quanto pare 😉

  • Mi ha fatto sorridere questo post perché anch’io ho una relazione multiculturale e concordo su tutto. Il mio compagno è ungherese e ufficialmente parliamo tra di noi in inglese, mentre a casa mischiamo la lingua comune alle nostre, creando degli ibridi che sono dei veri obbrobri

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