Lifestyle

Dieci idee per i regali di Natale

Siamo ormai in clima natalizio.
Un periodo in cui si corre di più.

Anche in Kuwait che è un paese mussulmano si è vittima dello stress di questo periodo.
Anzi se è possibile pure di più.

Perché tutto è anticipato.
Non ci credete?

Per dirne una i mercatini di Natale sono tutti a novembre.
Così come i breakfast e gli inviti.
Tutto finisce entro la prima settimana di dicembre perché poi tanti partono.
Tanti, ma non noi.
Anche quest’anno non trascorrerò il Natale in famiglia.
Non sto a raccontarvi perché, ci sono varie ragioni.
Più o meno valide.
Resteremo in Kuwait.
Ovviamente mi dispiace tantissimo.

Oggi però non voglio parlare dei miei sentimenti, ma voglio raccontarvi la mia lista dei regali che farei a Natale se tornassi in Italia.

E’ un mix tra artigianato locale e oggetti di matrice anglosassone.
Perché secondo me almeno noi che viviamo all’estero dovremmo fare cose “diverse”.
Mi sono tenuta in un budget basso. Dai trenta euro a massimo 60.

Eccola qui.
 

1) Maglione delle feste:

L’ho imparato qui, l’ho visto fare nel film di Bridget Jones e lo amo molto.
Il mio regalo dell’anno scorso è stato questo.
In realtà è stato un homemade. Riuscito e molto amato.
Facilissimo.
Altrimenti andate da Markspencer e sbizzarritevi!

2) Svuota tasche di argento

Questo oggetto l’ho trovato in un negozio al souk, uno di quelli fighetti.
E’ la mano di fatima, in una chiave più fashion.

3)  Una tipica porta araba:

Non so voi, ma io amo tantissimo le porte.
Quelle delle antiche case Kuwatiane poi non ne parliamo.
E, sempre al souk, ne ho trovate alcune stupende che possono essere appese al muro.
Come resistere dall’averne una ?

4) Porta gioie dipinto a mano .

E’ uno oggetto molto bello, raffinato e dipinto a mano.
Confesso che mi fa un po’ impressione che sia di osso di cammello.
Eh sì, avete capito bene “camel’s bone”.
Però giuro che è bello.

5) Pochette sadu

Ho trovato questo oggetto delizioso, una pochette realizzata con i materiali con cui si fanno i tappeti.
Bella no?
Di gran classe, inutile, ma di sicuro effetto.

6) Datteri 

Ricchi di potassio e fibre, i datteri sono anche ricchi di zuccheri semplici dei quali è bene non abusare.
Ma siamo a Natale e probabilmente sarà la cosa più sana che mangeremo.
Io vi consiglio la qualità nota con il nome di Medjoul israeliani.

Non fatevi forviare dall’aspetto raggrinzito perché sono i migliori in assoluto, anche perché hanno il nocciolo molto piccolo.

 

datteri, idee per i regali di Natale

 

7) Vaso di rame afgano 

Un’altra piccola chicca è rappresentata dal vaso di rame afgano dipinto a mano.
Tendenzialmente venduti in coppia, ma si possono comprare anche singoli.
Ci sono di varie grandezze e forme e sono tutti sull’azzurro.
Almeno così è nello shop di un simpatico signore che mi ha mostrato un catalogo in arabo in cui si spiega il procedimento per farli.

8) Felpa con Kafir 

Questo è un brand Kuwaitiano che si chiama Mode .
Ci sono due modelli. Uno con la stampa sul petto e uno con il cappuccio.
A mio avviso favolosi! Adoro quando un capo tradizionale viene rivisitato e diventa fashion.

 

9) Peppermint Bark

Anche questi li ho conosciuto qui in Kuwait. Questi dolcetti deliziosi americani.
La parola “Bark” significa tra le altre cose corteccia, perché questi dolcetti rimandano alla ruvidezza degli alberi. Ci sono tante ricette.
Oltre al cioccolato fondente o bianco, si trovano vari tipi di candy.

I miei favoriti quelli di William Somoa.

 

10) Regala una emozione

Ultimo ma non meno importante suggerimento.
A natale se puoi regala una emozione.
Una frase, una card, una canzone.
A mio padre una volta regalai una maglietta con la foto di noi tre piccoline.
Furono lacrime.
I miei amici mi prendono in giro che io voglio far piangere.
Ma cercare un contatto vero, almeno con le persone più strette per dirgli il bene che gli voglio per me è importante.

Vi sono piaciute le mie dieci idee regalo?

Avete altri suggerimenti?
Mimma, Kuwait

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Mimma Kuwait

Giovane quarantenne, mamma di una very funny girl, partita per amore per Kuwait City al grido di “oh poverina” e “ma non ti annoi” sono riuscita a realizzare una grande impresa in mezzo al deserto: trovare il mio vero io. Terrona, comunicativa, pr, scrittrice, sostenitrice della forza del pensiero positivo e grande estimatrice dell’amicizia tra donne di tutte le razze, lingue ed età.

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