Senza categoria Vivere all'estero

Un ciao molto lungo e dritte per l’immigrata

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Written by Alessia Louisiana

E niente, è arrivato anche per me il momento di dire addio a questo bel progetto. Ho ponderato molto  questa decisione e sono tornata varie volte sui miei passi. È molto difficile lasciare qualcosa di cui si fa parte dall’inizio, che si è visto crescere e cambiare e per il quale si è avuto riscontro con il pubblico.

Ricordo il giorno che mi fu chiesto se mi interessava partecipare. Non c’era ancora un nome, solo un’idea e un gruppo di bloggers sparse per il mondo che si leggevano a vicenda.

Tramite Amiche di Fuso, ho conosciuto donne veramente in gamba e ho costruito amicizie solide. Mi sono state vicine in alcuni dei momenti più importanti quali la gravidanza e nascita della mia bambina e l’acquisto della mia prima casa. Difficile lasciare tutto questo, ma sento che è giunta l’ora.

In questi anni vi ho raccontato un po’ il tutto “non vietato ai minori” e ai “deboli di cuore” di New Orleans, di me. Ho portato avanti il vessillo dell’immigrata con la valigia di cartone e con le pezze al culo, alcune volte ho fatto ridere, altre riflettere. Sicuramente qualche volta ho fatto arruffare le piume ad alcuni. Non voletemene, sono fatta così, come dice la mia descrizione sul sito “pigra, ironica, con un cuore enorme”.

E così vi voglio lasciare, con le mie ultime dritte per l’immigrata che sta nascendo, perché chi ci legge ha già salpato l’ancora o da sempre sogna di farlo.

Dritte per l’immigrata

1.Il cibo nel nuovo Paese, amatelo. Sì, ci saranno piatti e ingredienti che vi faranno venire i conati, ma vi prometto che troverete anche pietanze di cui non potrete più fare a meno, nemmeno quando ve ne andrete. Provate più che potete, almeno imparerete cosa davvero non vi piace e cosa era solo un’idea che avevate a priori.

2. I prodotti per l’igiene, per la casa, per il corpo, per tutto quello che volete, pure per la cucina. Anche qui: provateli. Sì, anch’io mi sono portata il deodorante, i fazzoletti, gli assorbenti e quant’altro in valigia, per anni, ma sapete cosa? Alla fine certe cose c’erano anche qui e non facevano così pietà come pensavo. Tuttavia lunga vita allo Chanteclaire, guai a chi me lo tocca! Insieme allo zafferano e ai porcini secchi.

3.Gli amici e la lingua: i primi due mesi nel nuovo paese sono psicologicamente e socialmente devastanti. Ci si aggrappa a tutto per un po’ di normalità. Ho fatto amicizia con italiani che a casa avrei probabilmente salutato con un lanciafiamme per incenerirli, ma mi mancava così tanto l’umorismo, l’essere capita senza fraintendimenti… Il consiglio che vi dò è: se sono persone che in patria avreste evitato come la peste è meglio che le evitiate anche all’estero. Lingua e cultura comune non cambiano il fatto che siano persone che era meglio perdere che trovare ,e alla fine, si dimostreranno tali anche nel nuovo Paese.

4. Il cellulare: ricordatevi che, tanto quanto voi, pure i telefoni hanno molte difficoltà a gestire il bilinguismo. Saranno pure smartphones, ma scrivono e correggono messaggi ed email come se fossero colpiti da qualche sindrome cerebrale che impedisce di mettere insieme concetti di senso compiuto. Ricordatevi anche che, bello l’upgrade, ma ogni volta che cambiate telefono dovrete insegnargli di nuovo tutte le parolacce in ben due lingue.

5.Prima di fare il salto nel buio che è immigrare, tutti abbiamo avuto un miliardo di dubbi e incertezze, per non parlare delle domande. Ecco, queste ultime fatele sì, ma solo dopo esservi documentati un minimo. Perché potete anche essere le persone più carismatiche ed intelligenti del mondo, ma se non imparate a cercare nemmeno l’essenziale prima di chiedere a chi nel paese ci sta da anni, difficilmente ci sopravviverete. Inoltre, non è un segreto che, fare domande a cui si può trovare da sé una risposta molto semplice, è il modo migliore per stare sul culo a quelli a cui le farete. Un po’ di intraprendenza non guasta mai.

6. Imparate a tenere un diario, un blog o comunque a mantenere un registro di tutte le vostre esperienze. Dopo qualche anno rileggerete come eravate e capirete come siete cambiati.

7. Imparate questa cacchio di lingua del posto. Trovo che non ci sia nulla di meno rispettoso che fregarsene di imparare la lingua usata dai nativi. Sì sì, magari non vi servirà mai più, ma chi se ne frega, lo sforzo paga sempre anche se non diventerete super fluenti.

8. Non fate paragoni. Mai. Alcune di noi immigrate hanno soldi e molte agevolazioni, altre le pezze al culo come la sottoscritta. Sì, i soldi rendono la vita più semplice sotto tanti punti di vista, ma la vostra esperienza all’estero può essere comunque bellissima anche se non siete economicamente agiate. Mi raccomando, non basate le vostre prospettive della nuova vita sul modello dell’amica o conoscente che sta in un’altra fascia di reddito. Si rimane parecchio delusi e si rischia di perdere l’occasione di scoprire mondi nuovi a portata del proprio portafoglio.

9. Parrucchieri e buoi dei paesi tuoi. Purtroppo dovrete imparare a gestirvi la chioma finché non tornerete in patria, questa è ormai una certezza a cui sono giunta dopo anni di chiacchiere con italiani all’estero.

10. Andate sempre e comunque. Per tornare c’è sempre tempo e niente è peggio che rimuginare su se e ma per un vita.

Amiche e lettrici che mi avete letta, commentata o semplicemente sopportata per anni, vi abbraccio forte. Se passerete da New Orleans e avrete voglia di ascoltare le mie stramberie dal vivo, fatemi un fischio.

Alessia, Louisiana, risponderà.

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Alessia Louisiana

Pigra e sarcastica, ma piena d’ironia e con un cuore enorme.
Travolta dal destino (e non nell’azzurro mare di agosto), sono finita a vivere nella città che sognavo, patria di Jazz, Bayous e alligatori.
Tra uno shot whiskey e un crawfish boil, vivo avventure strambe in compagnia di personaggi improbabili.

4 Comments

  • non so cosa stia alla base della tua decisione, ognuno ha le sue quando lascia blog o gruppi, l’ho fatto anch’io e quindi capisco a priori senza sapere. Grazie per quello che ci hai dato e buona vita!

    • Grazie Claudia, è stata una decisione molto lunga, ma io e la bambina stiamo attraversando un momento difficile, non riesco più a tenere testa a gli impegni e quindi credo che sia giusto liberare completamente l’agenda e dare solo quando potrò. Un abbraccio e sono contenta di averti regalato delle letture leggere e piacevoli

    • Grazie Amica <3 In bocca al lupo per la nuova partenza, io ho tutte le dita incrociate 🙂 Ci sentiamo su whatsapp!

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