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Parità di genere in Svezia

Wanda Svezia
Written by Wanda Svezia

C’era una volta un paese lontano lontano nel Nord Europa, che credeva che uomini e donne dovessero avere le stesse opportunità di formare la società e la propria vita. Negli anni questo paese ha fatto tante riforme tanto da essere etichettato come paese modello per quanto riguarda la parità di genere. Nonostante tutto qualcosa dev’essere andato storto perché, se è vero che a entrambi i generi viene data pari opportunità, è sconfortante vedere che il divario di stipendio tra uomini e donne è notevole.

Come ha potuto la Svezia raggiungere questo status per quanto riguarda le pari opportunità? Percorriamo insieme le tappe che hanno segnato e migliorato le sorti di questo paese.  

Parità di genere in Svezia: le tappe

  • 1250 l’abolizione dello stupro e rapimento.
  • 1842 la riforma che dà accesso alle femmine all’educazione scolastica.
  • 1846 il permesso di lavorare per donne vedove, divorziate o single.
  • 1919 il diritto di voto alle donne.
  • 1938 legalizzazione di metodi contraccettivi e aborto.
  • 1947 legge sull’assegno di mantenimento famigliare. Karin Kock è la prima donna a far ingresso in parlamento.
  • 1955 il diritto a tre mesi di maternità pagata per le donne che lavorano.
  • 1970 Anna Myrdal è la prima donna ad ottenere un alto incarico alle Nazioni Unite.
  • 1974 il congedo per maternità viene sostituito dal termine più generico di congedo genitoriale, dando lo stesso diritto anche ai papà.
  • 1975 il diritto all’aborto viene prolungato fino alla settimana 18.
  • 1980 la discriminazione sessuale sul posto di lavoro diventa illegale.
  • 2002 il congedo genitoriale viene aumentato ai 480 giorni di cui due mesi riservati esclusivamente ai papà.
  • 2009 la Svezia ottiene un ministro per le pari opportunità.
  • 2016 il congedo genitoriale viene aggiornato a tre mesi riservati esclusivamente ai papà.

L’approccio svedese

La Svezia ha fatto tanta strada per assicurare che uomini e donne venissero trattati equamente sul posto di lavoro. Come sopracitato, la discriminazione sessuale sul posto di lavoro è diventata illegale nel 1980. Nel 2009 viene aggiunta una legge contro molestie sessuali che, nel 2017, si espande a ogni categoria: orientamento sessuale, transgender, religione, etnicità e disabilità. Questa legge include anche i genitori in procinto di maternità/paternità. Io stessa ho ottenuto il rinnovo del contratto di lavoro nonostante il mio congedo parentale sarebbe iniziato il mese successivo.

Pari opportunità sul posto di lavoro

Il principio della parità di genere si basa sul fatto che ognuno, indipendentemente dal genere, ha il diritto di lavorare e mantenersi, di trovare un equilibrio tra carriera e famiglia, e di vivere senza la paura di abusi e violenze.

Parità di genere non significa soltanto distribuzione equa tra uomini e donne in ogni ambito della società. Questo riguarda anche un aspetto qualitativo, fare in modo che conoscenza ed esperienza sia di uomini che di donne vengano usati per promuovere il progresso in ogni ambito professionale.

La distribuzione delle persone nel mercato del lavoro è qualcosa che mi ha colpito molto, soprattutto appena mi sono trasferita in Svezia. Abituata al sistema italiano, dove certi tipi di mansioni erano prettamente maschili mentre altre femminili, sono rimasta sorpresa nel vedere che qui qualsiasi tipo di mansione poteva essere eseguita da chiunque ne fosse capace, indipendentemente dal genere di appartenenza. Mi colpiva molto, all’inizio, salire su un autobus e scoprire che l’autista era una donna, così come lo era l’impiegata comunale addetta ad asfaltare una strada, o l’autista alla guida di un tir.

Il governo svedese, da molti definito femminista, vuole sottolineare che la parità di genere è di vitale importanza nella società e ammette anche che tanto rimane ancora da fare per raggiungerlo. Non è una coincidenza che 12 dei 22 ministri del governo siano donne, un progresso notevole da quando Karin Kock divenne la prima donna ad ottenere una posizione nel governo svedese, nel 1947. Anche il parlamento svedese ha una notevole quantità di donne in carica, quasi la metà.

Il divario tra uomini e donne

Nonostante il paese abbia un governo ben rappresentato dalle donne e una legge contro la discriminazione di genere, come è possibile che le alte cariche aziendali siano ancora dominate dagli uomini?

Purtroppo è così, le sale conferenza delle aziende sono ancora notevolmente sovrappopolate di uomini. In media nel consiglio di un mercato azionario svedese uno su tre sono donne (dati del 2018). Ciò che disturba è che nove delle dieci persone che nominano i membri del consiglio sono uomini.

La Svezia ha cercato di ridurre la disparità del salario tra uomini e donne nel corso degli anni. Tuttavia il divario rimane. Questa rimane una delle sfide sull’agenda del paese. Ma come mai c’è questo divario sullo stipendio? Secondo uno studio recente ci sarebbero due fattori in particolare che portano a questa disparità: il fatto che le donne ricoprono generalmente funzioni più basse e che, molto più spesso degli uomini, rimangono più a lungo fuori dal mercato di lavoro per maternità e/o ricorrono al part-time. Sicuramente sono dei fattori importanti, ma sono sufficienti per giustificar un divario così elevato?

Le donne e l’equazione bambini-carriera

Per concludere vorrei ribadire che il sistema svedese è lontano dalla perfezione di cui spesso ci si aspetta, ma sembra comunque aver preso in considerazione l’equazione bambini-carriera e questo non è poco. In media una donna svedese ha 1.9 bambini (la media europea è 1.6), e allo stesso tempo il tasso delle donne svedesi lavoratrici è il più alto in Europa, 78.3%. Questo è il frutto di una politica che supporta i genitori lavoratori, sia uomini che donne, e facilita l’equilibrio tra famiglia e vita lavorativa. L’assistenza ai figli e l’asilo sono accessibili a tutti, il costo va in base al reddito famigliare e, più figli si ha minore è il costo per figlio. Lo stato concede inoltre un sussidio per ogni figlio (fino al compimento del sedicesimo anno) di circa 140 € mensili.

Da donna lavoratrice e mamma di due figli relativamente piccoli non posso che confermare che questo sistema mi ha veramente dato la possibilità di realizzare il mio sogno di diventare madre senza dover rinunciare alla mia vita professionale.

Wanda, Svezia

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Wanda Svezia

Wanda Svezia

Italiana, expat in Svezia per amore e mamma di due ”piccoli terroristi”. Da ragazza sognavo di diventare come Claudia Schiffer ma la realtà mi ha portata a fare altro: l’eterna studente. Ho una laurea in lingue e letterature straniere conseguita a Torino, una in linguistica conseguita in Svezia e un Master sull’apprendimento della seconda lingua. Ho inoltre quasi una laurea in letteratura italiana, una in lingua svedese e non credo di aver finito… Attualmente insegno lo svedese in una scuola e cerco strategie per facilitare l’apprendimento della lingua.
Amo viaggiare, l'arredamento, organizzare feste, preparare menu a tema e decorare torte, adoro il DIY ma fatico sempre più a trovare tempo per realizzare le mie idee!

2 Comments

    • Già durante il medioevo la violenza sessuale era considerata come crimine. Erano state create leggi, all’epoca locali, regionali, che prevedevano anche la pena di morte come punizione In caso di violenza di questo tipo.

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