Espatrio Stories

La mia vita in full remote

Written by Monica Italia

La mia vita in full remote: ovvero la mia vita lavorativa completamente da remoto!

I commenti di chi scopre che lavoro ancora completamente on line si sprecano.

Si va dall’ormai classico “beata te” (stile l’articolo che scrissi qualche tempo fa) all’immancabile e anche un po’ schifato: ” Io non potrei mai!!!”.
Come se avessi chiesto a chi lo pronuncia di vivere a casa mia incatenato alla mia scrivania, vi rassicuro subito, no: anche perché ciò vanificherebbe subito il mio full remote!

La verità è che per me, questa dimensione non è una realtà lavorativa nuova, qualcosa che si è creato nella terribile congiuntura pandemica. Sono molti anni che io lavoro on line.
Magari non completamente, ma almeno in maniera “ibrida” come si suol dire oggi, sicuramente sì.
Niente di nuovo sotto il mio sole.

Ho iniziato nel lontano 2006, con il nonno del Metaverso: Second Life.
Qualcuno lo ha mai sentito nominare?
All’epoca seguivo un gruppo di giovani talenti in un programma formativo che si svolgeva proprio nella realtà virtuale di Second Life.
Mi trovavo a Londra, con una bimba di qualche mese e già in attesa del secondo.
Era un programma all’avanguardia per quel tempo: si parla di quasi venti anni fa!


Persino troppo avanti… non so nemmeno se esista ancora, ma so che era poi diventato qualcosa di un po’ losco… diciamo così. Frequentato per altri fini … e già all’epoca qualcuno che compariva e mostrava le chiappe virtuali per poi rismaterializzarsi c’era, ma era un’ eccezione.


Ma oltre a questi mondi virtuali, lavoravo moltissimo su piattaforme di e-learning quando ancora si gestivano i partecipanti in asincrono, sempre una decina di anni fa se non di più conducevo già i primi webinar on line, facevo riunioni, occupandomi anche di interculturalità con clienti ovunque nel mondo. All’epoca si usava Skype, che ora pare quasi un oggetto di modernariato!
Questo mondo non mi era nuovo nel 2020 quando all’improvviso chi poteva farlo si è smaterializzato ed è finito in quella finestra rettangolare o quadrato dove ora ci vediamo spesso tutti.

Ora è la norma. Chiaro, lo ripeto, per chi ha una professione che lo consente.

Vi racconto quindi i miei pro e contro del momento di questa vita lavorativa in full remote, e mi piacerebbe che mi raccontaste i vostri.

I pro per me sono che :

  • gestisco i miei tempi lavorativi e personali con flessibilità
  • non uso la macchina o altri mezzi di trasporto (ed in questo senso l’ambiente ringrazia)
  • ho azzerato i tempi e i costi delle trasferte
  • posso alzarmi nelle pause e fare due passi fuori o verso una lavatrice
  • sono già a casa se qualche figlio è in vacanza o malato
  • non perdo (quasi mai) pacchi in arrivo
  • lavoro nel silenzio
  • ho clienti in ogni parte del globo
  • non devo stare in piedi tutto il giorno

I contro:

  • consumo la mia energia di casa (elettricità, riscaldamento, internet oltre ad una quantità esagerata di caffè) essendoci nei fatti tutto il giorno (ma ci sono Aziende che pagano tutto, anche se non è il mio caso)
  • la flessibilità del lavoro a casa, ha ovviamente anche un prezzo da pagare, perché non avere una separazione fisica tra lavoro e casa fa si che sia inevitabile vivere il famoso detto “portarsi il lavoro a casa e viceversa” .Quindi ciò richiede tripla intenzionalità per staccare la testa e le mani della tastiera, a volte.
  • mi mancano gli altri in 3D. Sì, facciamo riunioni con i colleghi, e spesso. Alcuni, giuro, non li ho MAI visti in carne ed ossa. Non so nemmeno quanto siano alti, ma abbiamo comunque un rapporto di fiducia e collaborazione bellissimo, ma certo non è la stessa cosa…
  • si rischia a volte di non alzarsi mai dalla sedia, perché i colleghi saccheggiano la mia agenda e spesso anche io stessa esagero nel mettermi gli appuntamenti uno di fila all’altro.
  • mi manca andare in aula, perché fare formazione in presenza è diverso. C’è tutta un’altra energia, un altro livello di attenzione ed ingaggio, questo è innegabile.

Alla soglia dei cinquanta non mi mancano le trasferte continue, le partenze la domenica sera, il patema di avere un figlio dei tre a casa con la febbre ed essere a migliaia di kilometri di distanza, strozzata dal senso di colpa e d’impotenza. Però ogni tanto mi piacerebbe avere un ufficio dove andare. Per cambiare aria, incontrare tutti i colleghi in giro per il globo, anche solo per una riunione in presenza o una semplice pausa pranzo al bar.

La formazione in presenza in molte Aziende sta già tornando in essere ed è giusto che sia così, ma confesso che se la formazione fosse tutta in presenza io lavorerei un quarto rispetto ad ora, quindi per ora a me va ancora bene così.
Le sessioni individuali di coaching penso continueranno comunque on line, perché se puoi avere un coach a migliaia di chilometri con il background che vuoi, nella lingua che puoi sceglierti, non ha davvero senso cercartelo sotto casa. Anche perché una dinamica di fiducia ed affinità si crea lo stesso. E magari un’altra volta vi racconterò anche di questo.

Per il momento mi godo i pro senza negare i contro e sicuramente mi sono dimenticata di elencarne qualcuno … aspetto voi per integrare e completare le due liste.

Un abbraccio a distanza!

Monica, Italia

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Author

Monica Italia

In giro per il mondo da 15 anni.
Mamma di 3 ragazzi, veri cittadini del mondo
Abbiamo vissuto in UK, USA e INDIA.
Mi occupo di consulenza HR, formazione manageriale e insegno in programmi MBA.
Sono un Executive Coach and Mentor certificato con ICF (Federazione Internazionale Coaching) e ho un master in Neuroscience.
Credo nel life long Learning…perchè la vita ci plasma con ció che viviamo e ciò che studiamo

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