Vivere all'estero

Tra il dire e il fare…

Tra il dire e il fare - amiche di fuso
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Written by Alessia Louisiana

L’altro giorno riflettevo su una frase sentita in un telefilm piuttosto truce, dove uno dei personaggi diceva che erano passati molti anni da quando aveva commesso quell’orrendo crimine e che non era più la stessa persona, perché, ogni 5 anni, tutte le nostre cellule si sono rigenerate e quindi non siamo più gli stessi.

M’era parsa un po’ una cazzata, ma avevo già sentito che ogni tot di anni si cambiano gusti anche di cibo, per lo stesso motivo. Chiaro che se si è un pazzo omicida dubito che in 5 anni tu possa diventare sano di mente…

Dunque riflettevo e pensavo a quanto sono cambiata io e, nella fattispecie, a quanto abbia lasciato andare alcuni comportamenti e frustrazioni che avevo all’inizio di quest’avventura di immigrata con la valigia di cartone.

Una delle cose che mi faceva stare un po’ male era la seguente.
Quando mi preparavo a partire, tutti gli amici mi avevano detto che mi sarebbero venuti a trovare. TUTTI. Sono cose che si dicono e mi rendo conto ora che un viaggio dall’Italia agli Stati Uniti non è cosa da poco, anche se io lo facevo un paio di volte l’anno.

Io, dal canto mio, ci avevo voluto credere che mi sarebbero venuti a trovare ma, tornando ogni sei mesi, all’epoca non era così indispensabile, anche se sarei stata felicissima, e non volevo insistere troppo.

Circa un anno dopo il mio trasferimento, un caro amico della stessa compagnia, coronò il suo sogno di trasferirsi in Giappone. Ero molto felice per lui e, come di consueto, anche questa volta gli amici dissero che lo sarebbero andati a trovare. Sarebbe piaciuto anche a me andarci, ma sapevo che non ce l’avrei fatta facilmente dovendo già pagare due voli intercontinentali all’anno.
Passano alcuni mesi e gli amici cominciano ad andare in Giappone. Uno dopo l’altro.
Passano gli anni e da me non viene nessuno. Ormai ero in America da 4 anni quando la mia prima e unica amica italiana è venuta a trovarmi. Ricordo il soggiorno suo e di suo marito come uno dei periodi più belli della mia vita qui. Portarli a vedere tutti i posti di cui parlavo sempre al mio ritorno, fargli conoscere gli amici di qui, la cucina, la cultura del posto…

In questi undici anni ho avuto molti amici in visita, ma mai nessun altro dei miei amici italiani della compagnia con cui sono cresciuta. Dopo qualche anno che sono andata via dalla California, molte persone che conosco sono andate là in vacanza, cosa che mi aveva fatto un po’ arrabbiare, pareva avessero quasi aspettato che me ne andassi anche se so che non è così. Ora, invece, mi guardo indietro e penso a quanto fossi stata sciocca a prendermela. Le vacanze sono poche e costose, non c’è motivo di passarle in un posto solo perché ci sono io.

Quindi è vero, si cambia e parecchio. Ora ci sono ancora persone che mi dicono che verranno a trovarmi, ma io no rispondo che non c’è fretta e lascio volare via la frase e la promessa appena è stata pronunciata.

Alessia, Louisiana

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Alessia Louisiana

Pigra e sarcastica, ma piena d’ironia e con un cuore enorme.
Travolta dal destino (e non nell’azzurro mare di agosto), sono finita a vivere nella città che sognavo, patria di Jazz, Bayous e alligatori.
Tra uno shot whiskey e un crawfish boil, vivo avventure strambe in compagnia di personaggi improbabili.

9 Comments

  • Io ho tanti amici che vivono in posti lontani e mi piacerebbe andarli a trovare, ma da una parte come dici tu c’è il problema che le vacanze sono quelle che sono e bisogna fare una scelta su dove andare e come passarle (sia in termini economici che di tempo), ma devo dire che io non mi sentirei al 100% a mio agio ad invadere la vita di un’altra persona perché presumibilmente se io vengo a trovarti e sono in vacanza, tu continui con la tua vita di tutti i giorni e potrei diventare un “peso”.

    • Avevo risposto qualche giorno fa, ma io mio commento non lo vedo più. Hai ragione, dipende da chi ti viene a trovare e come si comporta. Amici stretti per me non sono mai un problema, ma io ospitavo anche couch surfers e, gli unici che mi hanno dato parecchio noiai sono stati quelli che dipendevano totalmente da me perchè non avevano uno straccio di piano. Se uno è rispettoso e ha interessi e cose da vedere, per me ben venga l’ospite a casa 🙂

  • Io personalmente ho avuto l’esperienza opposta -tipo che devo dire dei no perché mi arrivano richieste pure da amici di amici. Come dice Gilda, sarà perché sperimento in prima persona la frustrazione di avere ospiti con cui non posso stare perché tra lavoro e commuting sono a casa pochissime ore al giorno, ma a volte mi imbarazza comprare biglietti e andare a invadere gli spazi di qualcuno.

    Quando avrò i soldi per andare in hotel spero di avere più serenità 😀

    • Elisa qualche anno fa ci è venuta a trovare una persona che, alla fine della fiera, si è fermata due settimane e andava anche bene, eh, però:
      -aveva paura dei cani in modo fobico (ne avevamo due);
      -noi lavoravamo, non eravamo in ferie con ritmi da turnisti;
      -non muoveva un passo senza di noi;
      -ci chiedeva continuamente di andarle a comprare questo o quell’altro al supermercato o altrove.

      Un’altra volte due ospiti, noi lavoravamo come sempre, ci chiamavano per andarli a prendere e a lasciare, praticamente ero sempre in macchina, non riuscivano a capire che se mi ero svegliata alle 5 e rincasata alle 5 di pomeriggio, se mi chiamavano alle 5.30 per riuscire e andarli a prendere morivo perchè i mezzi sia mai.

      Per carità bellissimo, ma io sono rimasta super turbata

    • Io sono stata couch surfers e ho ospitato a mia volta, si, andare in albergo è forse la situazione migliore, ma a me non spiace passare qualche giorno con i miei amici, specialmente se non stata invitata. Ho anche ospitato amici di conoscenti e molti sono state persone meravigliose.

  • nei miei 7 anni da expat solo i miei genitori sono venuti a trovarmi…e solo se vivevo in posti fighi…ahahhah tipo New York. Mallorca o le Canarie le snobbavano di brutto…

    • hahaha i miei ci hanno messo dieci anni e un parto imminente, mia madre mi aveva sempre detto che altrimenti non sarebbe venuta mai XD

  • Mentre girovagavo nel web in cerca di blog sull’amicizia sono incappata in questa interessante esperienza di amicizia web. Complimenti a tutte voi donne amiche! Mi ha colpito in particolare questo post di Alessia perché parlava proprio di amicizie reali, o che almeno lei considera tali. Una delle mie migliori amiche che vive in Belgio da 9 anni e da quando si è trasferita ho cercato sempre di trovare il modo e il tempo di andare a trovarla. Vero non è che debba fare un viaggio intercontinentale per passare del tempo con lei ma per me è vitale per la nostra amicizia conoscere il suo mondo dove continua a vivere, fa parte di lei e se è mia amica fa parte anche di me. Forse è da rivedere un po’ chi consideri amico, “Aristotele distingue tre categorie di amicizia, differenziandole gerarchicamente: amicizie per l´utile, amicizie per il piacere e amicizie per l´elevazione.” Ti auguro di conoscere delle amicizie per l’elevazione! (http://www.senzacolonnenews.it/il-blog-di-gianfranco-perri/item/4285-l-amicizia-ai-tempi-di-internet.html; te lo consiglio Alessia, fa parte della ricerca di stasera)

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