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Home is where your heart is di Francesca

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Written by Guest

“Home is where your heart is” così finisce il suo post e così è giusto che inizi perché in tutte le avventure che Francesca ha vissuto questo è un punto fondamentale. Scegliere di vivere bene, di vivere la propria famiglia, di avere il proprio tempo, di smettere di litigare con ciò che non ti piace del tuo Paese, scegliere di avere una vita e un futuro diverso: tutto questo richiede una grande forza mentale e equilibrio e sapere di avere accanto la persona giusta con cui affrontare tutto è una ricchezza inestimabile.

Sono Francesca, ho 37 anni e da quasi un anno vivo con la mia famigliola ad Eindhoven, Olanda. Come sono finita qui? Beh, ecco la mia storia…

Sono nata e cresciuta a Chioggia, in provincia di Venezia.

Sin da piccola ho dimostrato un forte interesse per le lingue ed i viaggi. I miei mi hanno sempre incoraggiata a seguire questo interesse e così, quando ho cominciato ad essere un po’ più grandicella, mi hanno, fortunatamente, sempre appoggiato nelle mie scelte “di viaggiatrice”.
Ho cominciato a fare le prime esperienze all’estero da sola a 14 anni. I miei erano entrambi dipendenti statali ed ai figli dei dipendenti statali una volta venivano offerte delle borse di studio per passare dei periodi all’estero d’estate: così ho cominciato a scoprire cosa c’era al di là delle frontiere.

Prima tappa Limerick, Irlanda!

Non appena compiuti 18 anni, mi sono organizzata per andare a fare la ragazza alla pari a Dublino durante le vacanze scolastiche estive; ho trovato la famiglia e poi ho detto ai miei: “Quest’estate me ne vado in Irlanda!”.
Ovviamente non è che abbiano sprizzato di gioia, anche perchè a quel tempo non c’erano le possibilità che ci sono adesso per restare facilmente in contatto. Soprattutto dovevo finire la scuola e loro avevano paura che non tornassi, ma dopo tre mesi sono tornata ed ho finito la scuola.
A quel punto però bisognava decidere cosa fare con l’università e lì non sono partita (i miei non potevano permettersi di mantenermi all’estero) ma ho deciso di studiare Scienze Internazionali e Diplomatiche; per la serie ‘non parto adesso ma partirò in futuro’.

Durante l’università ho sempre cercato quando possibile di andarmene all’estero ad agosto, appena terminavano gli esami. La mia passione era il tedesco e così ho passato un paio di estati in Germania.

Poi finita l’università dovevo decidere cosa fare ed ecco che arriva l’ennesima borsa di studio per figli di dipendenti statali: un’esperienza di lavoro in Germania, quasi tutto pagato. Perchè no? Discuto la mia tesi e dieci giorni dopo mi ritrovo a Frankfurt!

 

Era il 2014 e qui comincia la mia esperienza da expat.
In teoria parto per due mesi ma a casa poi non sono più tornata.
Poco dopo essere arrivata a Frankfurt, cupido mi lancia la freccia e mi innamoro di un bellissimo messicano, che si trovava a Frankfurt per un anno di scambio universitario.
I due mesi di borsa stanno per finire ma io voglio assolutamente rimanere lì: a casa non mi aspetta niente e lì invece avevo trovato l’amore.
Dove sto facendo il tirocinio mi chiedono se voglio rimanere ed io accetto: organizzo training per ingegneri, niente a che fare con la mia laurea, ma va bene lo stesso, da qualche parte bisogna pur cominciare! Il mio tedesco migliora subito, mi godo il mio nuovo amore e aspetto…

Passa un anno ed è ora per Ruben di tornare in Messico… ed io cosa faccio ora?

Decidiamo che proviamo a vedere se la nostra storia va avanti anche a distanza, lui torna in Messico, io mi trasferisco a Bruxelles per fare un corso di specializazione in finanziamenti europei (nel frattempo avevo scoperto che questa cosa mi piaceva ed è diventato il mio lavoro).

A Bruxelles dovevo rimanere tre mesi… e ci sono rimasta sei anni! La città mi è piacuta fin da subito, dopo il corso mi hanno offerto un buon lavoro e quindi perchè andarmene?
Nel mentre la mia storia d’amore continuava sugli aerei: per il primo anno con collegamenti Belgio-Messico, poi nel 2006  Finmeccanica offre a Ruben un’opportunità in Italia e quindi lui decide di trasferirsi. Siamo sempre sugli aerei ma Roma-Bruxelles è decisamente più fattibile di Bruxelles-Monterrey!

Ognuno rimane a “casa” propria per un po’ di anni, nel frattempo Ruben viene trasferito a Genova e tutto si complica perché Genova è davvero difficile da raggiungere, soprattutto solo per il week-end e così nel 2010 decidiamo di sposarci! Siamo ancora uno di qua ed uno di là ma entrambi ci muoviamo e ci promettiamo che chi trova per primo lavoro tra Genova e Bruxelles si sposta.

Beh, è toccato a me!

Ad aprile 2011 faccio la valigia e mi trasferisco in Italia.
Tutti che mi dicono:”Che bello, torni a casa! Sole, mare, buon cibo, sarà uno spasso!”.
Beh, non è andata proprio così.
Per me il rientro in Italia dopo tanti anni fuori è stato un vero e proprio shock!!!

Ho passato i primi sei mesi a commiserarmi, a chiedermi perchè avessi lasciato la mia bella Bruxelles per Genova… certo, finalmente io e Ruben vivevamo sotto lo stesso tetto ma alla fin fine eravamo entrambi presi dal lavoro (lo shock lavorativo è stato probabilmente il più forte per me perché c’era zero flessibilità, zero meritocrazia, burocrazia inutile e a go go… stavo impazzendo!) che il tempo per noi era poco e poi la città non era poi così amichevole. Il fatto di non poter usare i mezzi pubblici ma di essere obbligata ad incastrarmi nel traffico, il mare lì a portata di mano ma in realtà così lontano, il traffico, il sali scendi, i parcheggi impossibili… insomma, non ne vedevo una di giusta!

Che si fa allora?

Beh, decidiamo che ormai siamo lì e che dobbiamo cercare di trovare un equilibrio nella nostra vita privata, i nostri lavori saranno solo degli accessori per farci vivere bene.
E così nel 2013 arriva il nostro angelo, Irene, e ci compriamo un appartamento da poter chiamare casa.

Ovviamente l’arrivo di un figlio ti sconvolge la vita, soprattutto quando lavori e non hai una famiglia che ti possa aiutare. Irene inoltre ha avuto grossi problemi di salute e quindi ci ha messo a dura prova, ma quest’esperienza ci ha anche aperto gli occhi sulla nostra vita: eravamo davvero felici a Genova? Era il posto giusto per far crescere Irene?

Io ero sì in Italia ma non a casa, Ruben nemmeno anche se ormai era da un po’ che viveva lì.

Mentre facciamo queste considerazioni, per caso, un cliente di Ruben gli dice che una società in Olanda sta cercando uno proprio come lui. Che si fa? Dopo tutto entrambi avevamo due buoni lavori, con buoni stipendi, una casa… insomma, non ci potevamo davvero lamentare. Ma noi decidiamo di provare! Ruben fa i vari colloqui e dopo un mese arriva il responso: se lo vuoi, il lavoro è tuo!

Ed adesso?!

Io non potevo partire subito causa alcune beghe burocratiche in sospeso ma decidiamo che per il nostro bene, lui deve partire e cominciare questa nuova avventura!

Ed è così che ad ottobre 2014 Ruben parte verso Eindhoven, io ed Irene restiamo a Genova fino a novembre 2015, tra mille difficoltà organizzative; poi crollo, facciamo la valigia ed andiamo tutti!

Eccoci qua.

Ora viviamo tutti e tre ad Eindhoven, una città che pensavo fredda e grigia e che invece da quando siamo qui ci ha davvero sorpreso. Mille cose da fare, tantissime iniziative, una rete expat incredibile!

Ci siamo ripresi in mano la nostra vita
, una vita che qui è diventata facile perché i servizi funzionano. Perché puoi andare ovunque con un bambino di qualsiasi età. Perché gli spazi verdi abbondano e non devo camminare venti minuti per trovare un misero scivolo pieno di graffiti posto sopra del cemento con le macchine che sfrecciano a dieci metri di distanza. Perché gli asili non sono baby parking ma scuole dove i bambini diventano indipendenti, dove si possono anche sporcare di fango e chi se ne frega perché poi le maestre li cambiano. Perché qui ci si muove in bicicletta sempre, anche se l’aria è gelida ma questo ti dà un senso di libertà infinita. Perché qui al lavoro se sei bravo ti premiamo, non ti danno solo una pacca sulla spalla. Perché qui “family first” è davvero sulla bocca di tutti. Perché qui il part-time è una religione (faticaccia per avere una riduzione da 40 a 35 ore in Italia ed ovviamente senza riduzione di carico di lavoro!) così come l’home working e questo ti permette di vivere tutto con un maggior equilibrio.

Insomma, stiamo benissimo!

Certo, il cibo non è proprio il massimo e l’inverno è lungo, soprattutto le giornate sono corte, ma ho imparato a convivere con queste cose (forse è stato più facile perchè il Belgio non era molto diverso da questo punto di vista) e va bene così!

 Quest’estate siamo stati un mese in Italia, siamo anche ripassati da Genova.

Una sera siamo andati a cena fuori, faceva caldo, eravamo in un ristorante lungo il mare al tramonto assaporando dell’ottimo cibo…insomma un contesto perfetto per farti venire dubbi tipo “Avremo fatto la scelta giusta?” ma io ho detto:” Sai che? No regrets at all!!! Felicissima di Eindhoven e non vedo l’ora di tornare nella nostra nuova casa!”.

Certo, ammetto che a volte è difficile, ma non tornerei indietro per niente al mondo! 

Non so se l’Olanda sarà la nostra meta definitiva, chissà…

Prima pensavamo che Genova sarebbe stato il nostro porto sicuro dove mettere radici, ed invece non è stato così! quindi non mi stupirei se alla fin fine decidessimo di spostarci di nuovo, di sicuro qui siamo felici e questa è la cosa più importante!

Home is where your heart is! 

 

francesca olanda - amiche di fuso
Francesca, Olanda.
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Se anche tu sei come noi una #adieffina per il mondo, alle prese con nuove abitudini, costumi, lingua e fusi sei la persona che fa per noi. Raccontaci la tua storia, chiacchiera con noi, allarga i nostri orizzonti. Questo spazio è tutto per te .

4 Comments

  • Che bel post! Ci ho ritrovato tanto di quello che è successo anche a noi. All’estero non trovi la perfezione, ma sei facilitato in tante cose ed è un peccato dover rinunciare alla nostra bella Italia per andare a cercare altrove la serenità. Si, manca il sole, mancano i profumi, il buon cibo, ma hai a disposizione più tempo per te stesso e per gli altri e questa è una ricchezza impagabile.

  • Genova, una città molto chiusa, e te lo dice una che ci è nata e ci vive, ma ha amicizie “straniere”, dove per straniero sta per qualunque individuo non-genovese.
    Capisco benissimo la tua deludente esperienza a Genova e anche il vivere lontano da tuo marito.
    Noi siamo vicini ad un possibile trasferimento in svizzera… ma per ora la famiglia è spezzata in due.. lui è già su mentre la bambina ed io siamo giù… aspettiamo che arrivi il momento giusto per riunire la famiglia…..
    In bocca al lupo!

    • Crepi il lupo! Spero che anche tu riesca a trovare un equilibrio, vivere metà famiglia da una parte e metà dell’altra non è stato facile per noi… ed ora che siamo insieme è tutta un’altra storia! 🙂

  • E’ davvero un post meraviglioso! Carico di energia positiva! Io vivo vicino a Maastricht da qualche mese con la mia famiglia (mio marito e 2 bambini). Hai ragione su tutto!!! Mancano i profumi, il cibo e il sole dell’Italia ma tutto cio’ e’ compensato dalla straordinaria quotidianità che questo paese offre. Buon proseguimento !

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