Vivere all'estero

Trasferirsi in Thailandia con la famiglia: cosa valutare

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Written by Federica Italia

Ricevo sempre tante richieste di informazioni riguardo il trasferirsi in Thailandia con la famiglia ed ho pensato di mettere insieme in un post le cose più importanti da valutare prima di decidere definitivamente. Perché trasferirsi con dei figli al seguito è certamente molto diverso dal farlo da soli o in coppia. Ci sono infatti aspetti come le scuole e l’assistenza sanitaria che incidono parecchio nella scelta. Soprattutto dal punto di vista economico. Ed è proprio di costi che mi trovo spesso a parlare con chi mi chiede di aiutarlo a valutare un’offerta di lavoro nella terra dei sorrisi.

Costi da valutare prima di trasferirsi in Thailandia con la famiglia

Scuola

Questo è un aspetto fondamentale da valutare. Se il trasferimento avviene in seguito ad un contratto da expat con un’azienda è molto probabile che fra i benefit offerti ci siano anche le spese per la scuola. Se così non fosse, tenete presente che nelle scuole pubbliche thailandesi sono sì presenti lezioni d’inglese, ma tutte le altre materie vengono insegnate in thailandese e si segue il curriculum Thai. Se il trasferimento in Thailandia non è definitivo, e comunque valuterei anche in quel caso, considerate che il thailandese non è una lingua spendibile altrove e servirà ai vostri figli solo per vivere in Thailandia o lavorare in qualche azienda che commercia con essa. Se non vorrete “buttare via” quegli anni di scuola, occorrerà rivolgersi quindi almeno ad una scuola bilingue thai/inglese o, sicuramente meglio, ad una scuola internazionale.
I costi di quest’ultima non sono così abbordabili e dovrete affrontare una spesa di almeno 8/9.000 euro  annui a bambino nelle località principali (Bangkok, Pattaya, Phuket). Per le scuole più quotate si parla di almeno 13.000/15.000 euro annui. A cui aggiungere tassa d’iscrizione, costo delle divise ed eventuale trasporto casa-scuola. Oltre al costo del sostegno speciale almeno nel primo anno per chi non è madrelingua inglese, necessario nelle scuole più quotate.
Le scuole cosiddette bilingue costano un po’ meno ma la lingua primaria è sempre il thai e l’inglese è presente in percentuale minore, a volte anche solo del 30%. I costi saranno diversi anche se gli insegnanti sono inglesi madrelingua o meno.
Le scuole italiane non esistono e si trovano solo alcune organizzazioni private in cui si può fare qualche lezione in italiano al di fuori dell’orario scolastico.

Sanità

Trasferirsi con i bimbi in Thailandia vuol dire avere a che fare, soprattutto nei primi mesi di adattamento, con continue infezioni alle vie respiratorie e all’apparato digerente. I bimbi nati altrove mancano infatti di molti anticorpi che si sviluppano dopo un certo periodo in Thai. I continui passaggi dal caldo esterno al gelo dei locali con aria condizionata (scuola compresa) li fanno ammalare spesso. Il caldo dei mesi più umidi aumenta inoltre la proliferazione di tanti virus e batteri che contaminano i cibi non cucinati al momento.
Non dimentichiamo inoltre le tante malattie infettive tropicali, come la Dengue, che si contraggono abbastanza frequentemente. Tutto ciò per dire che avrete spesso bisogno di un dottore.
Il medico di base o il pediatra non esistono e, da stranieri, bisogna rivolgersi all’ospedale anche per piccole influenze. La sanità per noi espatriati è a pagamento e le strutture più affidabili sono quelle più grandi interamente private. Le tariffe sono inoltre diverse per i nativi e per gli espatriati: a parità di prestazione privata gli stranieri pagano di più dei Thai.
Confrontate con quelle del privato in Italia, le tariffe non sono così costose, ma doversene servire per qualsiasi cosa, anche un’influenza di un bambino, a lungo andare diventa costoso. Questi ospedali inoltre, appurato che il paziente sia in possesso di una carta di credito (senza la quale difficilmente si occuperanno di voi), o ancora meglio, di un’assicurazione sanitaria, saranno molto scrupolosi nel farvi fare qualsiasi esame necessario ad escludere patologie varie. Esami che faranno lievitare il conto finale. Se poi fosse necessario un ricovero il conto aumenterà notevolmente.
Noi fortunatamente eravamo coperti da un’ottima assicurazione pagata dall’azienda di mio marito. Con tutto quello che ci è successo in Thailandia per la salute, avremmo dovuto altrimenti spendere svariate migliaia di euro… Quindi se l’azienda non prevede una copertura sanitaria, dovrete stipulare voi un’assicurazione per tutta la famiglia.

Ubicazione

La città/isola dove vi installerete conta molto per un trasferimento in Thailandia. Città e località turistiche hanno infatti costi decisamente più alti che altri luoghi della nazione. Se in città anonime si può veramente vivere con molto meno di 1000 euro al mese (a testa), in luoghi come Bangkok o Pattaya diventa enormemente più costoso. A meno che i vostri bimbi non vadano alla scuola Thai, siano sempre sani e tutti vi accontentiate di mangiare thai sia in casa che al ristorante. Anche affittare un appartamento costa notevolmente di più in zone turistiche.
In compenso però nelle località più turistiche ci saranno sicuramente scuole bilingue ed internazionali, così come strutture ospedaliere internazionali. Un minimo di inglese lo parleranno tutti mentre uscendo dai luoghi turistici occorrerà imparare il thailandese. Troverete inoltre prodotti occidentali nei supermercati (a caro prezzo!), centri commerciali ed una vasta scelta di ristoranti di tutte le cucine del mondo, italiana compresa. A lungo andare, con dei bambini, tutto ciò ha un grandissimo valore.
Una volta scelta la città, anche all’interno di essa bisognerà valutare bene dove prendere casa. Intanto i prezzi sono estremamente variabili a seconda della dimensione e della vicinanza al mare o al centro.  Diversamente dall’Italia, a parità di metratura, vivere in Condo (condominio) costa di più che avere una villetta. Nella scelta della casa tenete anche presente che sarà estremamente utile avere una piscina condominiale. Nei periodi caldi quella ed i centri commerciali saranno gli unici luoghi dove potrete far sfogare un po’ i bimbi.
C’è poi da considerare anche l’aspetto trasporti. Per guidare in Thailandia la patente internazionale non è sufficiente e bisogna prendere la patente thailandese sostenendo l’esame. Inoltre i Thai guidano piuttosto male e la guida è a sinistra. Se non ci si sente di guidare è consigliabile per una mamma con bimbi prendere casa vicino ad un minimo di servizi per non dover sempre ricorrere ai taxi con cui spesso e volentieri occorre litigare per fargli azionare il tachimetro. Ci si può muovere anche con i tuk tuk fermandoli per strada ma è sempre difficile capire che giro facciano. Inoltre, se avete ancora bimbi nel passeggino, non sono certo comodi, soprattutto quando sono stipati di persone.

Lavoro

Il mio consiglio è sempre quello di partire dall’Italia solo dopo aver ottenuto un contratto in modo da valutare con calma se sia conveniente in base ai benefit compresi o no. Partire all’avventura con dei figli non è proprio consigliabile.
Tenete presente, sia nel caso che decidiate di partire all’avventura, sia che pensiate di aumentare il reddito famigliare lavorando in due, che in Thailandia molti lavori possono essere svolti solo dai Thai. Qui trovate la lista delle professioni proibite per gli stranieri. Inoltre qualsiasi azienda/attività può essere aperta solo in società con un thailandese.
Non ultimo per importanza, per lavorare in Thailandia è necessario entrare nel paese con un visto Non-Immigrant “B” (rilasciato se richiesto da un’azienda disposta ad assumervi) e poi richiedere lì un permesso di lavoro, che viene rilasciato solo se chiesto dal datore di lavoro. Questo visto permette di rimanere in Thailandia per 90 giorni, ma una volta avuto il permesso di lavoro può essere rinnovato ogni anno, ma assolutamente non oltre la data di scadenza del contratto di lavoro.
Direi di aver analizzato tutti i punti più importanti. Converrete con me che trasferirsi in Thailandia con la famiglia senza un buon contratto di lavoro non è assolutamente facile. A meno che la vostra non sia proprio una scelta di vita radicale che vi porti a vivere di poco e con poco in un luogo poco turistico.

Se avete altre domande o volete aggiungere qualcosa che ritenete importante, scrivete nei commenti. Cercherò di rispondervi!

Federica, Italia

 

 

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Federica Italia

Sei anni vissuti fra Cina e Thailandia al seguito di mio marito. Con noi i nostri due bimbi dei quali uno è nato in Cina, luogo che rimarrà per questo sempre a noi caro. Il mio amore per l'Oriente continua, ma ora stiamo affrontando con energia la nostra nuova vita italiana. Appena posso continuo a guardare il mondo con occhi curiosi, di solito dietro all’obbiettivo della mia Canon. Adoro leggere, scrivere e condividere il mio mondo attraverso il mio blog personale mammainoriente.com e le mie fotografie.

1 Comment

  • Ciao,sto’ valutando di trasferirmi inThailandia con moglie figioletta di 5 anni. Io dovrei comprare u ristorante,Ti vorrei chiedere come funziona per i visti di moglie e figlia,visto che ad avere il permesso di lavoro saro’ solo io. Al limite potrei con un investimento maggiore assumere mia moglie, ma per la bimba? Grazie Claudio

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