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Lasche di Sant’Ercolano in pasta di mandorle e la nonna di Rosa!

Food Guest
Written by Food Guest

Aloha, sono di nuovo io, Rosalinda, come va? Spero che abbiate trascorso delle festività serene il mese passato, in compagnia di persone speciali.Come si dice: “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”!

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Tra gli adagi più famosi c’é anche Dietro un grande uomo c’é sempre una grande donna.Non vorrei sembrarvi troppo femminista, ma io dico che dietro ogni grande donna, c’é un’altra donna altrettanto grande. Quindi, parlando di Feste e di Donne, vi confesso che  avrei voluto tanto trascorrere questa giornata con una persona che non c’é più: mia nonna materna.

Quest’anno la Domenica di Pasqua è coincisa con il Primo Aprile, scatenando tante memorie e ricordi. Per fortuna ci sono le fotografie!

Il giorno del Pesce d’Aprile è infatti anche il compleanno di mia Nonna Faliera. Purtroppo lei se ne è andata alla veneranda etá di 94 anni, spegnendosi nel sonno e lasciando un grande vuoto.

Era una donna coriacea fisicamente ma emozionalmente piena d’amore. Resilient direbbero oggi.

Resilient: un termine che ora il Gianluca Vacchi nazionale, ha reso popolare. Il Milionario danzante infatti, usa il termine con nonchalance, anche se credo ne sappia meno di mia nonna sul suo significato.

La Faliera, come la chiamavamo tutti, nacque nel 1913 in Toscana, dove tra Firenze e Città della Pieve ha trascorso la sua vita. È sopravvissuta a due guerre, la seconda delle quali trascorsa con mia madre in fasce. Sposata con un Maresciallo ferito di guerra, ha preso le redini della famiglia. Insegnava, faceva da infermiera al nonno, allevava tre figli e cucinava. Eccome cucinava! Il suo sugo coi ciccioli era incredibile. Quindi quando si parla di resilienza, lei ne era un’esperta. Sono sicura che in ogni famiglia ci sono state donne cosí. Bisogna cercare di imitarle, ed allevarne di nuove.

Mia nonna, come me, un debole per i dolci. Mia madre ne ordinava alcuni a forma di pesce, proprio come una sorta di scherzo commestibile.  La Faliera amava anche la pasta di mandorle, quindi come non farle onore con un dolcetto scherzoso che unisce il primo aprile, giorno dei pesci e del suo compleanno, un tocco delle mie Hawai, del loro oceano, il sapore delle mandorle che la Faliera amava tanto, le mie origini umbre dove le Lasche di San Ercolano sono un dolce tipico, nonché un pesce del Lago Trasimeno? 

LASCHE DI SANT’ERCOLANO e la STORIA DEL PIATTO

Esiste una leggenda popolare in Umbria datata fine del 1300, che narra dell’incarico dato a  Buonamico di Cristoforo, detto Buffalmacco, chiamato a dipingere l’immagine di Sant’Ercolano su una parete che si affacciava su una piazza di Perugia. Tale era la lentezza del pittore che ogni giorno, di continuo, qualcuno passava e lo scherniva, chiedendogli quanto ancora gli rimanesse per finire il dipinto. Stanco della loro insistenza, Buffalmacco decise di prendersi gioco di tutti i perugini, realizzando per il santo patrono una corona «non d’alloro, come i poeti, non di diadema, come i santi, non d’oro, come i re, ma d’una corona o ghirlanda di lasche», pesce tipico del lago Trasimeno e importante risorsa economica per tutta la città. Da qui l’idea di proporre un dolce a forma di lasca, sia per caratterizzare la festa del santo, che per ricordare il simpatico episodio di vicendevole dileggio. S.Ercolano, Vescovo e Patrono protettore di Perugia, viene celebrato due volte. Il 7 Novembre e’ l’anniversario della sua morte nel 549AD per le mani di Totila. (decapitato) mentre in Marzo si celebra la traslazione delle spoglie. In entrambe le occasioni, questi dolcetti vengono preparati per tradizione.

PERCHE’ IL PESCE D’APRILE:

Come si sa, il Calendario Gregoriano fu adottato nel 1582. Prima di allora, ci si basava sul Calendario Giuliano, guidato dalle Stagioni. Con il calendario Giuliano, infatti, il Capodanno coincideva con l’equinozio di Primavera. Quindi tra il 21 Marzo ed il Primo Aprile. Ora, invece tutti sanno quando è Capodanno!

Narra la tradizione che alcuni burloni di corte, in Francia, cominciarono a fare scherzi invitando a feste inesistenti in occasione della celebrazione di Capodanno il Primo Aprile. Inoltre, visto che in questo periodo i Pesci lasciano la Costellazione e che sono animali che amano “abboccare”, il Pesce d’Aprile è diventato sinonimo di scherzo bonario o di burla.

LASCHE DI SANT’ERCOLANO IN PASTA DI MANDORLE

per 8 pescetti/Laschine

500 gr di mandorle, Tostate, dopo averle bollite e spellate dalla buccia

275 gr di zucchero

2 albumi a temperatura ambiente

Scorza grattugiata di un agrume (io uso mezzo limone)

1 cucchiaino di essenza di mandorle

1 bustina di vanillina o meglio 1 cucchiaino di essenza di vaniglia

1 pizzico di sale

ESECUZIONE:

Riscaldate il forno a 160 gradi.

Preparate il vostro robot da cucina e mettete nella ciotola le mandorle, lo zucchero, la scorza d’agrume grattugiata, il sale. Azionate la lame fino a creare una farina. Ora aggiungete gli albumi e la vaniglia.

Continuate a tritare finchè l’impasto formerà una “palla” attaccandosi alle lame.

Trasferite il tutto su di una superficie da lavoro spolverata di zucchero a velo. Non preoccupatevi se l’impasto è morbido, si indurirà in cottura. Formate dei pesci a vostro piacimento.

Infornateli  su leccarda ricoperta da carta antiaderente, per circa 15/20 minuti. Non si dovranno scurire.

Una volta cotti, spennellateli con della marmellata di albicocche ed attaccateci l’occhietto: potete trovarlo già confezionato, oppure potete usare delle mentine sulle quali disegnerete un puntino nero (con colori commestibili).

Ecco fatte le vostre Lasche! 

Fino alla prossima volta, Buon Appetito, Mahalo ed Enjoy!

Rosa, Hawaii

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Questa rubrica nasce dalla curiosità culinaria insita in ogni italiano: vivere all'estero vuol dire voler ricreare i sapori della tradizione e le ricette dell'infanzia per non dimenticare le proprie radici ma anche scoprire nuovi ingredienti e ricette sperimentandoli con la nostra capacità di trasformare semplici piatti in delizie. Ecco quindi una selezione di ricette della tradizione italiana e altre invece etniche presentate proprio dalle expat Italiane sparse nel mondo, raccontandoci anche la storie dietro a questi piatti.

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