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5 personaggi da non ascoltare quando si espatria

5 personaggi da non ascoltare quando si espatria
Written by Serena Scozia

Prima di partire ero euforica più che spaventata.
Incosciente e piena di fantasie per quel cambiamento che avevo tanto coccolato.
Dopotutto lasciar l’Italia è stato il mio piccolo parto, ne parlavamo da tanto e l’abbiamo progettato ed immaginato per un anno intero prima di salire su quel volo verso Melbourne.
Nel primo anno all’estero, penso ora guardandomi indietro, ero forse più fragile di adesso anche se forte come non mai.

Avevo preso la decisione di lasciare molte cose per andare dall’altra parte del mondo ed avevo avuto da subito chiaro cosa avrei dovuto fare.
Iniziare da capo non mi importava, anzi poi è stato catartico e bellissimo e non c’è cosa che non rifarei, sempre con lo stesso entusiasmo.

Ovviamente sapevo che, mentre noi camminavamo fieri e beati per le strade illuminate di Melbourne, alcune persone avevano di noi una ben determinata opinione. Dopotutto alcuni personaggi son fatti per guardare la pagliuzza nell’altro ed ignorare la propria trave e condanna.
Scommetto che in tanti avranno detto:”Eh, vabbè, vanno in Australia  per far la cameriera ed il pizzaiolo”, che si sa, prima e dopo di noi si emigrava solo per colonizzare nuovi regni, chiavi in mano consegnate dal Sindaco in persona.

Sì, forse alcune frasi vengono pronunciate quando si ha poco e niente da dire di sé, nell’intento di voler spostare l’attenzione, volendo ridimensionare e sminuire un atto, quello di lasciar tutto, che altri invece possono considerare importante.
Ho deciso di accettare tutto questo e farmene una ragione.
Ho imparato a parlare di passato, presente e futuro.
Il mio!

Certe frasi però le ho sentite arrivare e dentro di me ero divisa.
Già di mio!
Perché sentivo di iniziare a conquistare il mondo, di integrarmi dove avevo sognato e di aver trovato tutto quello che andavo cercando.
E di contro, certo, stavo facendo la cameriera per mantenermi.
Passavo dall’orgoglio di lavorare a Melbourne (!) in inglese (!) al chiedermi quanto ci sarebbe voluto per trovare altro.

Arrivata a questo punto, due espatri dopo, ho cambiato lavoro e ripreso a studiare ma di certo non sono ancora arrivata da nessuna parte.
Sono ancora ai piedi della montagna, ma la cima la vedo ed ho tutti i mezzi per affrontare la salita.
Certi commenti e certe insinuazioni di gente annoiata, non mi toccano più, ma non voglio dimenticarmi neanche una delle idiozie ascoltate.
Non dimenticare mi è da monito per imprimermi nella mente la persona che non sono e che non vorrò mai diventare!

Ecco a voi quindi, le cinque personalità che tenteranno di farvi perder la pazienza prima e durante il vostro espatrio, nella speranza che possiate riconoscerle e trattarle come meritano.

IL NEGATIVO

Ne ho incontrati tanti ma voglio raccontarvi solo il più recente.
Un sito di Italiani all’estero ha ripubblicato il video che avevo montato per “Amiche di fuso” per parlare della possibilità di studiare qui in Scozia.
In molti, infatti, non sanno che studiare qui è gratuito e personalmente trovo che possa essere una bella possibilità,  da prendere in considerazione o perlomeno qualcosa che i giovani diplomandi dovrebbero sapere prima di decidere per vie più tradizionali.
Dalla pubblicazione di quel video ricevo, quasi quotidianamente, richieste private da parte di sognatori e di adolescenti pronti a mettersi in gioco ed è per me un piacere rispondere a tutti, anche a quelli che forse non partiranno mai ma hanno, in quel momento, bisogno di chiedere e raccontarsi.
Non mi pesa per nulla prestarmi a quelle confidenze.

Ma tornando al Negativo.
Su quel sito, quel giorno, in mezzo alle numerose richieste di informazioni, un commento mi colpì, quello di uno sconosciuto che ci teneva a dire: “Non partite! Impossibile che una cosa del genere duri ancora a lungo”.
Si riferiva alla possibilità di non pagare l’Università per noi cittadini dell’Unione Europea e posso assicurarvi che non scriveva così perché la sapeva lunga sul Brexit o perché fosse particolarmente informato sulla politica locale. Parlava così perché voleva frenare gli altri.
Non sembrava esserci alcuna consapevolezza in lui, solo quel pensiero personale, un veto che aveva il bisogno di imporre.
La motivazione mi è ignota ma la cosa mi colpì!

Se io cerco di stare bene attenta nei rapporti più informali, ed ancora di più quando parlo a degli sconosciuti su internet, a non fomentare l’altro spingendolo a partire o a rimanere, mi ha stupito questo voler fermare a tutti i costi chi potrebbe prendere in considerazione un’idea che non mi sembra folle: studiare all’estero dove l’Università è gratuita e la qualità della vita not so bad.

QUELLO DEI SENSI DI COLPA.

“Ma cosa dicono i tuoi nonni??”
“E se i tuoi genitori si ammalassero?”
“E se i tuoi parenti avessero bisogno di te?”
“Non pensi ai tuoi nipoti?!”
Non so se queste persone abbiano davvero rinunciato, per star vicino ai propri affetti, anche ad uscire di casa per comprare il latte, ma commenti del genere non possono che far scattare il mio istinto omicida.
Ora.
Oggi.
Perché all’inizio mi ostinavo a spiegare quanto io invece ami i miei affetti e quanto fossi devastata per quella lontananza che si andava palesando.
Ma ora è passato del tempo dalla mia partenza ed ho deciso di non sprecare più parole con chi pecca di sensibilità, tatto o altro che non sto qui a dire.
Una persona che ti pone certe domande in modo recriminatorio, sottolineando il male che fai e che farai – perché sì, i tuoi cari moriranno prima o poi e tu potresti non esserci per davvero – vuole solo giudicare, no matter what.
Delle tue risposte non se ne farà mai nulla, rimarrai sempre e solo un disgraziato che emigra all’estero per i propri vizi, per assecondare un desiderio che dopotutto poteva mettere a tacere.

Rimango una figlia, una nipote ed una zia anche dall’altra parte del mondo perché se c’è l’interesse per i proprio cari, c’è tutto, anche se in un modo dolorosamente diverso.
Con la differenza che io so che tra 10 anni non starò a rinfacciare agli altri di avermi fermata, legata come si fa ad un palloncino ad elio, stretta ad un albero, per non farmi volare via e permettermi di provare a vivere la mia vita.

IL TROLL

Questo c’è solo su internet ed è quello che deve sempre commentare a mezza bocca e mettere in dubbio, vomitando mediocrità e giudizi un po’ cretini.
E’ un personaggio che vive nei forum e nei gruppi di Facebook.
Di solito ha piacere a sporcare le cose belle ed i suoi commenti sono distruttivi ed inutili.
Don’t feed the troll!
Non lasciarti infastidire perché non credo di aver mai conosciuto un troll che, incontrato di persona, mi desse l’impressione di valer qualcosa o di esser anche lontanamente interessante.
Su internet tutti possiamo scrivere e sembrar forti, leoni.
La vita fuori è un’altra cosa e sta a noi argomentarla.

Se invece nella tua comitiva, o tra i tuoi affetti, c’è qualcuno che deve sempre rimarcare su una tua ferita, di proposito, se questo qualcuno deve sempre ficcare il dito nella piaga, consapevolmente e con una risata idiota sul viso…
Beh, lo sai, quello si chiama stronzo e non vale comunque la pena di starlo a sentire.
L’hai frequentato fin troppo.

IL BEATI VOI

Questo personaggio può sembrare meno diretto degli altri, ma il suo unico scopo è quello di non riconoscerti nulla e di innalzarsi rispetto a te, quasi fosse una competizione a cui sei stato iscritto assieme a lui, tuo malgrado.
Se tu hai ottenuto qualcosa è perché tu hai potuto.
Lui no.

Gli tagliaron le ali che era un cucciolo.

Lui non può partire, in primis.
Che a lui pare che servano solo i soldi e che questi tu li abbia trovati sugli alberi e senza rinunciare a nulla.
E se non sono i soldi, ecco che solo lui ha una famiglia e solo lui ci tiene.
Se raggiungi un piccolo obiettivo è perché sei fortunata e mai per aver lavorato sodo o magari semplicemente agito, rimboccandoti le maniche e facendo qualcosa in più.
Che può essere aver compilato una semplice applicazione online, esserti informato o esserti messo in gioco con traduzioni certificate o chissà cos’altro.
No, tutto nella tua vita all’estero ti è stato regalato e per questo hai potuto vedere realizzarsi i tuoi sogni.
Vale la pena di dar confidenza ad una persona di questo tipo?

La mia vecchia vita non mi andava bene per troppi motivi.
Se fossi stata come loro sarei ancora lì, ferma a commiserarmi e mai al mondo me lo sarei perdonato.

IL RICORDATI CHE DEVI MORIRE

Vive nella paura che tu faccia qualcosa e per ogni scenario ha in mente tre catastrofi diverse e ne parla non come possibilità ma come eventi certi.
Non lasciarti impaurire!
Sì, è vero, si può cadere, ma tutti possono rialzarsi. Anche chi crede di esser paralizzato a terra può ritrovare la motivazione per andare avanti.

Questi personaggi vivono aspettando di poter dire: “Te l’avevo detto” e, previsione negativa per previsione negativa… potrebbe anche succedere che ci prendano!
Ma nel frattempo tu starai vivendo la vita che vuoi e questa sottile differenza non ha prezzo.

Con questo post non voglio assolutamente dire che ogni parere contrario al nostro provenga da un soggetto non degno di attenzione e di rispetto.
Ho avuto bisogno di parlare, di sfogarmi e di sentirmi porre delle domande che, dopotutto, mi ero posta io stessa.
Domande delle quali avevo bisogno e da persone che hanno fatto di tutto per farmi sentire libera di esprimere le mie paure, le mie aspettative ed i miei sogni.
Si sono posti con ben altri modi ed in loro non ho riconosciuto solo l’intento di giudicare, piegare o infangare.

La differenza c’è, eccome, e queste persone, quelle da ascoltare e quelle da lasciare alle tue spalle, lo sai che ti sono attorno, lo sai chi sono.

Hai mai conosciuto uno di questi personaggi?
Se sì, non lasciarti intimidire o schiacciare.
La vita è tua e non vale veramente la pena di circondarsi di persone così.
Prendi il meglio da chi ti circonda e ricordati di chi c’è stato per te, quando le cose andavano male e quando invece andavano bene.

Se invece sei stato o sei uno dei personaggi di cui sopra: ne valeva veramente la pena di rivolgersi con queste modalità alla persona che avevi davanti?
Cosa volevi ottenere?

Serena, Scozia

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Author

Serena Scozia

Trentenne, expat per sfinimento, un po’ sfigata ma anche determinata e forte. Dopo aver letto troppi libri di Fabio Volo ha deciso di partire alla ricerca del Suo Posto nel Mondo. Poi Fabio Volo ha iniziato a stufarla ma lei ha continuato a viaggiare ed e’ arrivata a Melbourne assieme alla sua Metà. Una sola certezza: questo è solo l’Inizio!
Infatti ora e' in Scozia.

42 Comments

  • Gentile sig. Serena, io credo che in ogni questione importante le domande a cui rispondere siano solo due. Primo: sto facendo del male a qualcuno (e per far male non intendo mancare al pranzone domenicale coi parenti…)? Secondo: sono contento io? se la risposta e’ no alla prima domanda e si’ alla seconda, gli altri che fanno commenti si possono tranquillamente mandare a pigliar sorci. Si goda la Scozia, e ogni altro Paese in cui decidera’ di andare

  • ciao ,sono una mamma di due figli ,uno in germania , uno a milano (sono del sud ) ed ho sempre detto “andate dove volete ,non pensate a noi,ma solo a quello che volete davvero .Mio figlio in germania sta benissimo e penso proprio che rimarra li (ha solo 26 anni e da 8 fuori) .
    L,altro di anni 34 a milano, (1 anno in germania) ma ancora sembra non aver trovato il suo posto ,quando mi dice o meglio mi chiede “che dici vado in australia oppure in spagna ,oppure da qualche altra parte ,io rispondo “vai, vuol dire che visiteremo un altro paese.
    ed io sono sola qui nn ho nessuno ,ne fratelli ne sorelle,ne padre ne madre.
    Auguri!!!

  • E aggiungerei un altro tipo. Quello che ti dice “Invece di cambiare le cose qua tu scappi e prendi la via facile”. Ed e’ il tipico individuo che si lamenta dalla mattina alla sera e non fa niente per cambiare la sua situazione. Me lo sono sentito dire qualche volta. E cerco di spiegare ogni volta, che prima di tutto espatriare non e’ per niente facile. Se vai in Australia ti pensano tutto il giorno in spiaggia a sorseggiare cocktail con i canguri che ti saltellano in giro. E poi non riescono a concepire che uno va all’estero perche’ puo’ avere ragioni personali, vuole fare esperienza, vedere il mondo.

    • Dario io aggiungerei a queste persone che di sicuro l’Italia non la cambia una persona rimanendo a sacrificare la propria vita qui…le cose cambieranno solo se mandiamo a fare il proprio lavoro delle persone competenti, cosa che finora, ma da 30 anni a sta parte, non si è verificata.
      Non la butto sulla politica perché è proprio l’ultima cosa che vorrei fare, ma a ste persone risponderei: “e tu in che modo stai contribuendo al tuo paese?”

    • Poi, a parte votare e comportarmi civilmente non mi e’ chiaro cosa altro avrei dovuto fare il Patria. 🙂

    • Quanto condivido! Come se fosse il partire la cosa più difficile e poi il percorso fosse tutto in discesa.
      Io non so dove sarò tra dieci anni, ma se dovessi ritornare credo che il mio Paese possa beneficiare più di una persona con un po’ di esperienza alle spalle che di una che non riesce a fare qualcosa che le assomigli e che ha smesso di mettersi in gioco (come stava succedendo a me).

  • Mi rendo sempre più conto che il mondo purtroppo è pieno di gente pronta a sparare a 0 sugli altri, con quel sottile piacere, che può provare solo un essere piccolo, nel sminuire o ancor peggio nel tentare di distruggere i sogni di chi per fortuna sua ancora ai sogni crede.
    Non ho mai pensato di espatriare e, nonostante i mille problemi che trovo qui in Italia, continuo a pensare che non faccia per me allontanarmi dagli affetti e dalle mie radici. Ma mai e poi mai mi permetterei di giudicare (o invidiare) chi prende questa decisione. Si sta perdendo il significato della parola rispetto. E io rispetto invece immensamente chi per inseguire il suo sogno sceglie di ripartire da 0. Odio al contrario sempre più chi spara sentenze o fa la vittima. Quel che abbiamo è frutto di quel che costruiamo e se anche i risultati tardano ad arrivare sempre meglio vivere una vita inseguendo il proprio sogno che passare la propria esistenza a criticare sterilmente quella degli altri. Credo che queste categorie di persone siano da evitare sempre e dovunque. Grazie per la tua riflessione e in bocca al lupo per la realizzazione del tuo sogno!! Elena.

  • Serena grazie!! La lista è talmente realistica… purtroppo…
    A me quello che fa imbestialire di più è il “beati voi”, soprattutto se pronunciato da qualcuno in carne ed ossa e non da un troll virtuale: il troll è facile evitarlo, mentre un essere umano che se ne esce con questa frase davanti a te hai solo voglia di ucciderlo! 😀

  • Tutto vero, sempre a dirti: “Bella la vita lì, eh? Ma c’è lavoro, tanto! Eh, ma ci vogliono i soldi!” e altre cavolate varie. E tu sei stanca di dare sempre ragioni e spiegazioni a chi tanto vive di pregiudizi.
    Il tuo post mi ha fatto venire in mente un’idea: scriverne uno sul mio blog sulle persone che si incontrano nel Paese ospitante. Ne ho piene le bip di connazionali che si lamentano di nuove usanze e cibo e che non vogliono adattarsi, nativi che credono fermamente nei stereotipi sugli italiani…

  • Buongiorno, il tuo post mi ha fatto sentire meno sola, spesso mi sento come proveniente da un altro mondo, le persone di cui te parli ne sono circondata tutte pronte a dirti quello che è giusto o non lo è per te senza che nessuno le abbia interpellate.
    La cosa che trovo più raccapricciante è che
    sembra quasi scontato che la propria vita non appartenga solo a noi stessi con i relativi pro e contro ma che si debba necessariamente avere il nulla osta da parte di qualcuno.
    grazie mille

    Credo nella libertà di pensiero e dell’individuo,’

    • Non sai quanto mi faccian indignare i commenti che iniziano con “mi sento meno sola!”, mi sembra sia la prova che il sostegno uno se lo debba andar a cercare… purtroppo!
      In bocca al lupo per tutto. 🙂 Di cuore!

  • Ehhh come posso sentirlo mio questo post! Ti manca quello che alla notizia reagisce con un “Oh mi dispiace!”, mi e’ capitato pure quello 🙂

    • Hai ragione, Cinzia! Post azzeccatissimo di Serena!
      L’altro commento ricorrente con uno sguardo compassionevole: “Ma vi piace veramente? Ma come vi trovate? Certo che li dai voi fa sempre freddo…” oppure “Quanto tempo vi fermate? Ma pensate di tornare in Italia prima o poi?” (no, perche’ fare traslochi ogni due anni con tre figli e’ proprio divertente…oppure tornare in Italia, senza avere la certezza di un lavoro ma solo per motivi romantici e’ una cosa normale da fare…).

  • Io una cosa te la voglio dire. Beata te: hai avuto il coraggio che a me è mancato!
    Trovo molto utile tutto il lavoro di informazione che fai. Avessi avuto qualche info in più, forse il coraggio mi sarebbe venuto più facilmente.
    Quindi continua così è grazie… non si sa mai

  • Post molto molto veritiero! I più fastidiosi per me sono i “beati voi”, li hai descritti alla perfezione e purtroppo si muovono in folte schiere anche fra chi dovrebbe sostenerti di più, amici e familiari. Se c’è una cosa dell’Italia di cui non avevo per niente nostalgia (perché al momento sono rientrata per qualche mese) è questa lamentela molto comune sul Paese che va a rotoli affiancato da una molle rassegnazione “così è la vita”…mi cadono le braccia.
    E concordo con Lauryn, in che modo restare con sacrificio è esattamente un aiuto al Paese?!
    Il voto si può esercitare anche all’estero, quindi veramente rimane poco che giustifichi il non voler fare un’esperienza fuori dallo stivale 😉

    • Esatto, si puo’ votare anche da qui… e non siamo in guerra civile, quindi non credo di poter far piu’ di questo. 🙂

  • In bocca al lupo per tutto, complimenti e un grande sorriso!
    Grazie mille per la cartolina.
    Viola (e Francesca)

  • A me il commento più devastante è stato fatto da tutti a turno e senza nessun cattiveria: ‘ormai tu sei australiana e non torni più’. Devastante perché per 6 anni mi ha costretto a rispondere – o quanto meno a pensare – ‘No! Non sono australiana per niente! Sono passati 6 anni e ancora sono qui con visti provvisori e non ho ottenuto nulla, c’è la concreta possibilità che alla fine di questo visto mi deportino!’ Così quando ieri mi è arrivata la residenza permanente tutti hanno detto ‘ah ma avevi dubbi, dopo tutto questo tempo’. Come se la dessero per anzianità..20 mila dollari in meno, 6 anni dopo, 5 esami di inglese, uno skill visa dopo, ieri, 10 maggio 2016, ottengo il visto permanente e a casa mi dicono: ‘ma non lo avevi già? Beh, quando torni?’

    • Mister Frakkio, sono onorata di averla su questa pagina! *_*
      Si e’ meritato lo scozzese cadeau! *_*

      tvb

  • Il nostro Paese non cambia proprio perchè tanti individui si possono identificare nei personaggi ben descritti da te. Ricordo che alla mia partenza per la Cina uno dei miei migliori amici mi disse: “ma perchè lo fai? è vero che ti riempiono di soldi, ma io non riuscirei mai a lasciare xxx (posto in cui vivevamo), qui ho tutto, prima di tutto la mia famiglia”. In una frase c’erano tante inesattezze: non mi riempivano di soldi; che cosa significa “avere tutto”? Infine, non stavo abbandonando la mia famiglia, perchè mi sarei ricongiunto a loro dopo 3 anni. Salvo poi scoprire che questa stessa persona oggi è uno di quelli che scrive sul suo profilo Facebook contro tutti e tutto, inneggiando al grillismo. De gustibus…

  • Ciao Serena, volevo solo augurarti un in bocca al lupo per la tua avventura scozzese. Io purtroppo ho fallito ben 2 volte, a Londra e in Germania, e oltre alla delusione per non avercela fatta mi capita spesso di subire i giudizi dei personaggi che hai citato. Proprio per questo spero fortemente che i tuoi sacrifici vengano ripagati!! Ric

    • Ciao Riccardo e scusa per il ritardo, non avevo letto la notifica.
      Non lasciarti abbattere, io credo che tutte le esperienze abbiano un senso e sicuramente hai imparato tanto!
      Perde chi sta fermo a fare nulla, almeno secondo me!
      IN BOCCA AL LUPO!

Dicci cosa ne pensi!

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