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Di diete, cambiamenti e una figlia vegana

Claudia Wisconsin
Written by Claudia Wisconsin

Per prima cosa lasciatemi dire che non sono vegana.

Quindi per favore non mangiatemi viva se dico qualcosa che non corrisponde ai dettami etici che i vegani seguono.

Sono una donna e una mamma la cui figlia è diventata vegana, che rispetta le scelte di sua figlia e non le ostacola, anzi.

Quello che vi voglio raccontare è solo quello che è cambiato nella mia vita nell’ultimo anno anche grazie, ma non solo, alle scelte fatte da mia figlia.

Ma andiamo con ordine.

Mia figlia, se mi leggete lo sapete già, è all’università e non vive a casa. Le sue scelte potrebbero non impattare per niente la nostra vita lontani da lei.

Invece io e mio marito ci siamo fatti coinvolgere dalle sue scelte, io più di mio marito, e alla fine pur non essendo vegani, abbiamo cambiato la nostra dieta anche grazie a lei.

Tutto inizia per me ancora prima che mia figlia pensasse di abbracciare il veganesimo.

Inizia per motivi di salute.

E per un libro.

Ho un cognato medico, vegetariano da quando aveva fatto la specializzazione in chirurgia sperimentale e aveva lavorato sui maiali. Da allora non aveva più mangiato carne. Ma era diventato vegetariano, non vegano e per 20 anni ha continuato a mangiare formaggi e uova.

Poi l’anno scorso ha letto un libro “Tritacarne” di Giulia Innocenti.

Non so se il libro sia stato la goccia che ha fatto pendere la bilancia da vegetarianesimo e veganesimo, ma è diventato vegano.

E mi ha regalato quel libro, facendosi promettere che lo avrei letto.

E così ho fatto, ma dopo 20 pagine ero già convinta di una cosa. Io la carne non l’avrei più mangiata.

Forse aveva sfondato una porta già socchiusa.

Ero pronta a quel passo e magari solo per motivi egoistici.

Il colesterolo stava salendo da un po’ e si sa che i prodotti animali hanno colesterolo, mentre  i prodotti vegetali non l’hanno.

Il peso pure stava salendo , anzi era già salito.

Otto kg in più sulla mia altezza stratosferica di un metro e cinquanta sono un’enormità.

Peso in più voleva anche dire fare più fatica a muoversi, poca energia, e una velata depressione (scusate la parola, di cui mi approprio pur sapendo che la depressione vera è ben altra cosa) anche davanti allo specchio e a non chiudere più un pantalone.

Stesso discorso per il consorte.

Invece di cambiare il guardaroba, abbiamo cambiato stile di vita.

A me per fortuna  la carne non piace particolarmente. Vivendo fuori dall’Italia, sono pure lontana dalle varie tentazioni gastronomiche che, se ancora fossi in Italia, mi farebbero tentennare di più che non di fronte ad un prosciutto a forma di parallelepipedo, come quello che si trova nei negozi qui.

Comunque carne addio.

Per me per sempre, per mio marito è diventata una eccezione, che mangia fuori casa o, rare volte, si cucina da solo.

Però  carne addio sì, ma bisogna pure sostituirla no? Non è che si vive d’aria.

E allora vai di verdure.

Tante, sempre.

Grandi minestroni alla sera, che intanto dopo cena si sta davanti alla TV.

Grandi insalate.  All’inizio io ci aggiungevo tocchetti di formaggio e altre volte un uovo sodo.  Ora le faccio con avocado, proteine vegetali (ceci o fagioli), noci e semi.

Le verdure sono diventate la base della nostra alimentazione. Ce ne sono così tante e diverse che il modo in cui si mangiano non è mai monotono.

Alla dieta abbiamo comunque associato un ritorno in palestra. Tutto ha cominciato a dare i suoi frutti.

Il peso ha cominciato a scendere. Su di me molto lentamente, su mio marito molto più velocemente (accidenti agli uomini che riescono a perdere i chili di troppo più facilmente di noi donne).

Comunque il peso è solo una delle misure da tenere in considerazione. Perderlo lentamente per non riprenderlo più,questo era uno dei miei scopi.

Sgonfiare di pancia e chiudere meglio i pantaloni è successo prima che la bilancia facesse vedere un qualsiasi movimento in discesa.

Psicologicamente la discesa del peso ed il vedersi meglio allo specchio porta anche a voler continuare uno stile di vita che dà i suoi frutti.

Mangiando tante verdure, la pancia è piena e le calorie sono comunque meno. Ci si sazia.

Perchè se c’ è una cosa delle diete che non va, è la fame.

La fame è quella che ti fa allungare la mano a prendere il biscotto o qualsiasi cosa capiti sotto gli occhi.

Ho continuato a mangiare carboidrati, ma ho diminuito le dosi. Per esempio: invece di un etto di pasta (o anche più) con poco sugo, ora prepariamo tanto, tanto sugo a base di verdure e poca pasta (50-60 grammi).

Perché la trasformazione è stata per me un’evoluzione, quindi non è avvenuta in un giorno.

Arrivando la bella stagione ho cominciato a camminare. Ed i chili sono scesi, ma sono soprattutto arrivati i muscoli.

Il mio peso è stabile da luglio, ma sono più magra che a luglio, perchè sono più muscolosa.

Poi a giugno sono andata a prendere mia figlia in Francia dopo il semestre all’estero.

Dopo pochi giorni mi ha comunicato di volere diventare vegana ed al ritorno negli USA, lo è diventata.

Lei completamente e da un giorno all’altro.

Per lei la trasformazione è stata completa, etica.

E non è una scelta facile perché i prodotti animali sono dappertutto e non solo quelli che si mettono in bocca. Pensate alla lana o alla seta, pensate alle scarpe e le borse di pelle, per farvi sono qualche esempio.

Certo le ho detto che le cose da vestirsi che possiede, non è che le buttiamo via perchè sono di lana o di pelle! Però tutto quello che da ora in poi viene comprato per lei sarà sintetico o a base vegetale.

Per il resto, riguardo la dieta, quello che essere vegani (o genitori di vegani) ti obbliga a fare è una attenzione estrema nel leggere le etichette, il che ti obbliga anche a fare un esame di coscienza sulla qualità del cibo che entra in casa e nel tuo corpo.

Cucinare vegano e non fare solo insalate e minestroni è un’altra sfida. Togli le uova, togli i formaggi e uno pensa:“ Che cosa posso fare?”, invece si scoprono tanti prodotti naturali che ti permettono di cucinare bene e sano. Sarà che è anche di moda, che sta cambiando la mentalità, ma c’è un’attenzione sempre maggiore ai cibi “plant based” e maggiori scelte nei supermercati.

All’inizio la tentazione è quella di comprare prodotti che scopiazzano gli orginali non vegani. Un esempio su tutti è un prodotto qui che hanno creato e che sembra in tutto un hamburger di carne, incredibile somiglianza. Credo che psicologicamente serva nella transizione. Poi se ne fa a meno e la cucina vegana assume una sua connotazione specifica.

Ora quando nostra figlia viene a casa, cuciniamo vegano. Quando andiamo a trovarla andiamo in ristoranti vegani.

Nel frigo ho ancora le uova per mio marito e qualche pezzo di parmigiano, che uso sempre di meno.

Io, che credevo che avrei potuto rinunciare a tutto, ma non al mio yogurt e al mio latte nel caffè….

Sono passata allo yogurt di cocco e al latte di piselli… e lì  vi lascio a ridere…

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Claudia Wisconsin

Claudia Wisconsin

Una parola che mi definisce è matura. Di testa? No, d’età. Piemontese di nascita, sono da più di 20 anni negli USA. Ho una figlia ormai all’università, un marito, niente animali in casa, ma uno zoo in giardino. Mi sono ritrovata da questa parte dell’oceano per seguire mio marito per il suo lavoro e siamo ancora qui insieme. Amo leggere, camminare nella natura e sono in un certo senso creativa. Anche se faccio tutto senza essere brava a fare niente. Insegno la nostra bella lingua e cultura all’università e parlo della mia vita negli USA nel mio blog personale Un'alessandrina in America.

6 Comments

  • Bravissima che supporti tua figlia e che fai uno stile di vita sano! Io sono diventata vegetariana tantissimi anni fa quando ancora non lo era nessuno (beccandomi pure un bel po’ di insulti perché c’era davvero tanta ignoranza) e mia mamma con me. Poi purtroppo però ho scoperto la celiachia e ho dovuto fare delle scelte, compreso smettere di essere vegetariana. La carne davvero non mi piace ma spesso non riesco a trovare cibo quando viaggio. Il pesce già ogni tanto lo mangiavo perché avendo vissuto in Giappone era quasi impossibile trovare opzioni davvero vegetariane. Ora c’è tanta consapevolezza e tante opzioni e secondo me è una cosa molto positiva.

    • In effetti immagino che di fronte a problemi di salute come la celiachia sia molto difficile mantenere la scelta vegana. Devo dire pero` che mia figlia di prodotti con glutine ne mangia pochi ed ora, con l’attenzione che c’e` sia alle allergie che ai problemi alimentari, ci sono effettivamente molte piu` opzioni anche rispetto a solo pochi anni fa perche` chi ha fatto una scelta etica possa mantenerla. Un abbraccio Giupi!

    • Giupy anche io sono celiaca e ho sempre avuto il blocco verso il veganesimo per questo. In realtà quando mi sono messa a cercare ho trovato tanto supporto e spunti, e sono diventata felicemente vegetariana. Certo, so bene che potranno esserci eccezioni (come ci sono già state anche sulla celiachia, non è che persa in mezzo al deserto argentino potessi fare altrimenti).

      Secondo me il punto è come ci comportiamo regolarmente, nella quotidianità. L’eccezione non fa che confermare la regola.

      Un abbraccio,
      Una celiaca 90% vegana, che quando viaggia cerca di fare del suo meglio 🙂

  • Io ho iniziato quel percorso di cambio abitudini con la nascita della mia prima figlia e la voglia di fare uno svezzamento naturale senza pappine e omogeneizzati, facendole mangiare quello che era nel nostro piatto. Ormai preparo la carne molto raramente, nel caso pollo e biologico; diverso è il discorso se andiamo a mangiare fuori (o se faccio il ragù, visto che qui in Italia è difficile trovare carne bio che non sia pollo).
    Ho pensato tante volte che potremmo tranquillamente diventare vegetariani completamente, ma in realtà sono abbastanza sicura che essere onnivori responsabilmente si possa e anzi dovrebbero tutti esserlo.
    Essere vegani invece, come dici tu, è un’altra storia, prende molte più sfere della vita ed è una scelta che va al di là del semplice non mangiare prodotti animali. Che si può fare, del resto è solo una questione di abitudini, ma per quanto mi riguarda non credo che potrei mai abbandonare totalmente formaggi, uova e soprattutto la pizza!!!
    Comunque in tutto questo è molto bello il voler assecondare le scelte alle volte radicali dei propri figli.

    • Sai, ormai mia figlia e` grande. Quando ci ha detto che diventava vegana, la nostra piu` grande preoccupazione e` stata che la sua dieta rimanesse sana e completa. PS: la pizza senza formaggio e` buona comunque perche` cio` che fa la pizza buona e` la pasta….certo stracchino e rucola e` migliore….

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