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8 cose delle Germania a cui non mi abituerò mai di Silvia

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Quando espatriamo è possibile che abbiamo scelto il Paese che ci ospita oppure ci “è capitato” ma sicuramente ci saranno delle cose che ameremo immensamente e delle cose invece a cui sarà difficile abituarsi: oggi ospitiamo Silvia di Mammabook che non solo ci riporta le sue riguardanti la Germania ma ci regala consigli su come superarle con molta ironia.

Malgrado siano ormai quattro anni che vivo in Germania, con tanto di marito autoctono e bambini che non sono capaci di pronunciare correttamente la parola “quattro”, ci sono delle cose a cui non riesco proprio ad abituarmi. Non me ne vogliano i tedeschi, ma a questo punto credo che proprio non ce la farò mai, non posso. E questo non per mancanza di affetto o di ammirazione, mi sa è che proprio una questione di patrimonio genetico. Per questo ho deciso di accettare l’invito della mia amica Valentina: dopotutto una risata è la cura migliore a ogni forma di incomprensione, giusto?

1 – La temibile Kasse

Ci sono delle cose fantastiche che ti succedono quando vai a vivere in Germania, cose da non credere. Tipo andare alle poste, uscire, e scoprire che hai ancora tutta la mattina davanti a te (non ti illudere: la prima volta la passerai camminando intorno all’ufficio postale in preda alla sindrome dell’abbandono). Questo succede in qualunque ufficio, dottore o istituzione pubblica, al punto da permetterti di diventare temeraria e fissare perfino tre appuntamenti nello stesso giorno!

Ma non sono tutte rose e fiori: la stessa tempistica è prevista nei negozi, e quel che è peggio, nei supermercati. Per aumentare la produzione, addirittura i direttori hanno previsto un bonus per gli impiegati che riescono a passare sotto lo scanner più merce nell’arco del mese. In preda al panico, i cassieri tedeschi hanno sviluppato una rapidità incredibile, tanto che a mio parere andrebbe proposta come disciplina olimpica. Inutile sottolineare che per noi, abituati a pranzare e giocare a carte in fila per poi chiacchierare venti minuti con la cassiera, si tratta di un vero shock.

COME SOPRAVVIVERE: per evitare di farvi colpire con quello che state comprando (non c’è nessuna pietà neanche se siete anziano o avete bambini piccoli) ricordatevi la semplice regola per cui la rapidità è direttamente proporzionata al prezzo. Vi consiglio quindi di evitare i discount, almeno nei mesi di adattamento. Nel caso non aveste il tempo di adattarvi (magari perché siete in Germania solo per vacanza) tenete a mente che in ogni supermercato c’è sempre il banco degli sfigati: dei banconi vicino alla porta d’uscita dove avrete tutto il tempo, insieme agli ultracentenari, di riempire le vostre borse con le cose che avete lanciato alla rinfusa nel carrello.

2 – La sindrome del disco rotto

Il tedesco medio vi ascolta molto cortesemente quando parlate, vi fissa negli occhi in maniera quasi imbarazzante, e a volte prende persino appunti. Ma non si sente in dovere di rispondere, a meno che non abbiate finito la frase con una domanda. E non solo non risponde, ma non farà nemmeno nessun cenno di assenso. Non muoverà neanche un sopracciglio. Niente.

Ora mettete voi una popolazione di poveracci che è cresciuta alzando la voce per poter finire una frase e che si aspetta almeno cinque paragrafi di risposta a ogni genere di osservazione (tipo ‘oggi piove’) accompagnato da ampia gestualità. Cosa fa l’italiano medio davanti al tedesco immobile? L’italiano, prima ancora di riuscire a formularlo come pensiero cosciente, comincia a ripetersi. E si ripete ancora e ancora, alla ricerca disperata di un segno di assenso che dimostri che l’interlocutore ha capito, mentre il tedesco nel frattempo controlla i suoi appunti, verifica che tutto è già stato detto, e si chiede silenziosamente se non sia il caso di chiamare aiuto.

COME SOPRAVVIVERE: non c’è soluzione, e la cosa peggiore è che dopo anni di lotta diventa una malattia cronica (Valentina sa di cosa parlo). Forse solo un soggiorno prolungato in Italia con persone che ti mandano a quel paese quando diventi ripetitivo potrebbe funzionare. Ma ne dubito. Questo è anche un ottimo metodo per riconoscere di primo acchito un expat del Nord Europa.

3 – Sto scherzando, anzi no

Malgrado quel che si pensa comunemente, i tedeschi sono dei gran burloni. Solo che noi non ce ne accorgiamo. Questo per via di quel piccolo problemino cui ho accennato sopra: non si muovono. Non cambiano nemmeno il tono di voce. Se sorridono, siete stati fortunati.

A giustificazione dei tedeschi, bisogna però ammettere che l’umorismo è da sempre la cosa più difficile da cogliere quando si ha a che fare con gente nuova. Dopotutto anche mio marito ci ha messo anni per capire che io e mia madre al telefono non ci stiamo scannando, ma che al contrario ci stiamo facendo delle grasse risate. Pensate a quanto potremmo divertirci alle loro spalle…

COME SOPRAVVIVERE: Birra. Per lui, perché non ci crederete ma il tedesco alticcio diventa improvvisamente più mediterraneo. E per voi – intanto perché non è carino bere da soli – e poi perché alla seconda birra scoprirete di ricordarvi parole di tedesco che avete imparato ai tempi delle medie, il che non guasta. (Ricordatevi di fermare il tedesco dopo la terza birra.)

4 – Il tedesco dopo la terza birra

È sorprendente come una popolazione di gente misurata e silenziosa come questa riesca a dare il peggio di sé quando si avvicina a una botte. Probabilmente hanno bisogno più di noi caciaroni di sfogarsi, oppure anche questo rientra nel modello dell’efficienza tedesca (se bevi, fallo come si deve) – non l’ho ancora capito. Fatto sta che fanno cose, con la giustificazione dell’alcool, che voi umani non potete neanche immaginare.

Il fenomeno ha anche dei lati positivi, lo ammetto: tanto per cominciare è transgenerazionale, per cui i nipoti bevono allegramente con i nonni, e per niente sessista. Oltre alla birra sono molto in uso gli Schnaps (ricordatevi che finisce per –s anche al singolare), i digestivi da mandare giù in un sorso. Sono buonissimi, e poi con il tempo si fa pratica…

COME SOPRAVVIVERE: Portate via gli infanti prima che cali il sole. E se volete rimanere, procuratevi un’ottima baby-sitter e il numero del taxi.

5 – La vecchiette impiccione

So cosa mi direte, che le vecchiette impiccione ci sono anche in Italia. Voi non avete idea. La vecchietta impicciona italiana coglie al volo qualunque occasione per raccontarvi dei suoi cinque figli e ventiquattro nipoti e vi tormenta per ore mentre voi avete l’auto in doppia fila. Oppure c’è anche quella che sa tutto di tutti e racconta a tutti di tutto. Quella che vi controlla quando vostro marito è fuori casa. Bene. Niente del genere.

La vecchietta impicciona tedesca colpisce in un attimo, vi impartisce un ordine a gran voce e si dilegua nel nulla. Qualunque cosa voi stiate facendo c’è sempre una vecchietta meschina pronta a impartirvi una lezione di vita. L’unico punto in comune con le rompiscatole italiane, è che non si tratta di un problema culturale: sono insopportabili per tutti, stranieri e non.

COME SOPRAVVIVERE: Le vecchiette impiccione sono particolarmente attratte dai giovani e dalle mamme con bambini. Siccome non potete rinchiudervi in casa finché i vostri figli non hanno compiuto i trent’anni, cercate di non dimenticarvi mai a casa i cappellini e non lasciate mai che la prole mangiucchi sui mezzi pubblici. Se mai doveste incontrarne una, lasciate perdere e non cercate lo scontro. La vecchietta se ne andrà subito, tutta contenta per essere riuscita ad aiutare la comunità.

6 – Le parole di quattro righe

Le parole tedesche lunghissime, una volta che hai capito che per pronunciarle devi respirare tra le parole che le compongono e che i tedeschi non hanno polmoni più grandi dei nostri, sono quasi divertenti. Alla fin fine seguono semplicemente la logica dei mattoncini, dove ogni parola definisce quella che segue. È affascinante vedere cosa i tedeschi si sentono in dovere di specificare. Prendete per esempio l’impronunciabile parola ‘Streichholzschachtelchen’: in pratica c’è una scatolina, piccola, e dentro ci sono dei pezzettini di legno da strusciare. Potevano semplicemente chiamarla ‘scatola di fiammiferi’, ma poi non avreste mai saputo come funziona.

Se scoprire che quelle non sono parole ma libretti d’istruzioni è divertente quando state leggendo e avete tempo da perdere, non è poi così divertente in una conversazione orale: intanto perché, visto che respirano nel mezzo, non sapete bene come raggruppare le parole, e poi perché mentre siete lì che rimontate i pezzi magari vi siete pure scordati il soggetto (detto all’inizio) del verbo (che comparirà solo alla fine della frase).

COME SOPRAVVIVERE: Inginocchiatevi e chiedete pietà. E poi evitate quella persona per i mesi a venire.

7 – Le informazioni non necessarie non sono necessarie

Trovo molto riposante il fatto che i tedeschi sappiano farsi gli affari loro (almeno in confronto a noi): è difficile che qualcuno commenti il tuo stile di vita, le tue scelte o come sei vestito. Saranno anche più sciatti, ma io penso che siano una dimostrazione di libertà tutte queste donne senza trucco e vestite come i loro amici.

Purtroppo anche in questo campo si arriva all’estremo opposto: mentre noi abbiamo la simpatica abitudine di condividere le nostre esperienze di vita, fare qualche battuta simpatica al vicino di carrello (vedi sopra), e via dicendo, qui accade molto di rado. Rassegnatevi: al tedesco medio non gliene frega niente del perché siete in ritardo, perché avete scelto quelle scarpe e perché vostro figlio è vestito da Batman. Condividere storie è solo (sigh) una perdita di tempo.

COME SOPRAVVIVERE: Onestamente? In questo caso mi comporto da perfetta italiana. E se l’interlocutore non lo trova divertente, peggio per lui: siccome è silenzioso e educato, non oserà mai dirvelo. E voi potrete godervelo mentre frigge e vendicarvi di tutte le parole di quattro righe che vi ha inflitto fino a quel momento.

8 – Si esce con QUALSIASI tempo

Una cosa che bisogna assolutamente capire dei popoli nordici è che loro non possono permettersi il lusso di aspettare una giornata di sole. Per cui si esce subito, sempre, e con qualsiasi situazione meteorologica. Vi ritroverete a passeggiare con venti centimetri di neve e a spingere i vostri bambini sull’altalena in mezzo alla bufera. In una giornata di pioggia scrosciante potreste essere l’unica asociale a non uscire di casa. Per giunta da queste parti hanno anche la sadica abitudine di tenere la finestra aperta mentre dormono, con qualsiasi temperatura. E quelli sono proprio i momenti in cui ho più nostalgia dell’Italia.

COME SOPRAVVIVERE: i popoli nordici per vincere la sfida contro il clima avverso hanno creato una lunga serie di indumenti sottili e caldissimi, per non parlare dei fantastici Matschhosen, i pantaloni antipioggia per bambini. È davvero il caso di procurarsi tutto: i Matschhosen sono una delle più grosse invenzioni dell’umanità e, quanto agli indumenti caldi, possono sempre tornare utili nelle sere in cui perdete la disputa per la finestra con il marito tedesco…

Silvia, Germania.

Ps: in questo post prendo in giro tedeschi e italiani. Non ho bisogno di premettere che sto scherzando e che non intendo offendere né gli uni né gli altri, vero?

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Se anche tu sei come noi una #adieffina per il mondo, alle prese con nuove abitudini, costumi, lingua e fusi sei la persona che fa per noi. Raccontaci la tua storia, chiacchiera con noi, allarga i nostri orizzonti. Questo spazio è tutto per te .

14 Comments

  • Ahahah, mi hai fatta morire! Io (triestina, quindi già ben integrata in una mentalità austroungarica che l’italiano medio mal digerisce) sposata ad un germanofilo che appena può mi porta a nord sognando di vivere in Baviera: premetto che adoro i paesi di lingua tedesca e che in Germania si sta da favola e che comunque apprezzo i tedeschi in quanto mi ci sono sempre sentita a mio agio, ma la lingua mi fa impazzire! Mi piace, ha un suono bellissimo (sono matta da legare secondo i più) e non la trovo affatto dura, ma la sto imparando solo ad orecchio poiché ai corsi di grammatica non ho mai combinato una cippa… ecco, è un popolo carinissimo perché appena vedono che ce la metti tutta ti aiutano rallentando e anche passando volentieri anche all’inglese. Con buona pace di mio marito che parla un tedesco perfetto, che è biondissimo e ha gli occhi chiari ma al quale rispondono sempre in inglese sperando di fargli un favore e che io puntualmente traduco perché lui non ne conosce una parola 🙂
    E tutto il resto del paese lo adoro, perché le cose funzionano e le regole sono inderogabili, perché anche nelle metropoli la vita è più rilassante e la gente non si affanna, cammina tanto e nessuno è nervoso… diciamo che mi mancherebbe tanto il mio mare e la musicalità della mia lingua, ma per tutto il resto appena ne ho l’occasione questo paese me lo godo tutto! Tedeschi (strambi) compresi…
    Un caro saluto!

    • Tatiana, la lingua è ostica! Per fortuna sono circondata da amiche pazienti che mi stanno facendo fare dei progressi enormi… e speriamo di farli in fretta, visto che i miei piccoletti cominciano ad avere l’età per correggermi!
      Scherzi a parte, in Germania si sta bene e adoro stare qui… basta ricordarsi di non prendersi troppo sul serio quando si resta ‘bloccati’ per via di un’incomprensione culturale.

      Un caro saluto a te, grazie per il commento!

  • Ahaha quanta verità! Ho vissuto per un periodo in Germania e devo dire che mi ritrovo in tutte le voci. Le vecchiette impiccione tedesche sono un’istituzione: una volta ero da DM mi aggiravo tra gli scaffali delle tisane cercandone una che mi facesse dormire. Prendo in mano una confezione e puntuale spunta una vecchietta dal nulla dicendomi: “Quella l’ho provata ma non funziona, prova quest’altra” indicando un’altra confezione. Per carità, gentilissima, ma dopo ho realizzato quanto fosse inquietante il fatto che stesse guardando nel mio carrello!

    • Ah ah ah, mi ricordo ancora la mia prima vecchietta… mio figlio era piccolissimo e dovevo fare tipo tre metri dalla macchina agli uffici del comune. Non gli avevo messo il cappellino anche se era inverno perché giuro che era questione di un minuto e mezzo… ricordo che rimasi ghiacciata nel sentire questa che manco mi conosceva o mi aveva mai vista urlarmi dietro che dovevo mettere un cappello a mio figlio!

      Piano piano capisci che è un fenomeno tipico, ma la prima volta è un vero shock : P

  • Silvia mi hai fatto ridere davvero tanto! 🙂
    Ho vissuto 3 anni in Germania e al “tedesco impassibile”, il “tedesco quando beve”, “le parole lunghiiiiisssime” e i “commenti sulla vita NON necessari”, sono morta! Quanto è vero. Cultura, differenze, stili di vita.
    Buon tutto! 😉

  • Bellissimo articolo! Io in Germania sono da poco e non sapendo la lingua (temendo un po’ pure di impararla per via delle paure lunghissime XD) non ho vissuto ancora molte di queste cose. Ma davvero i Tedeschi sono veloci? Qui per ora hanno una burocrazia che e’ moooooolto piu’ lenta di quella italiaca e soprattutto ti fa venir voglia di suicidarti (ora pero’ in compenso capisco perche’ Weber, che era tedesco, parli di “gabbia di ferro” quando descrive la burocrazia…). Ma magari sono io che sono sfigata (o non capisco il sistema…)

    • Ma dai! Da queste parti sono spaventosamente veloci… ma capisco che il paese è grande, e come noi sono stati a lungo divisi, dopotutto NON possono essere tutti uguali!

      Dove sei di… ehm… ‘bello’?

  • Non ho mai passato del tempo in Germania, ma alcune caratteristiche sono simili a quelli degli statunitensi, e mi hanno fatto ridere! L’ultima in particolare. (Vengo dal nord degli Stati Uniti) Lotto continuamente per poter uscire anche con la pioggia o vento o fresco, perché io sono cresciuta che si può sempre uscire, a meno che non ci sia un uragano in corso!
    Grazie per le risate! 🙂 Lisa

  • Non ho mai vissuto in Germania, l’ho solo attraversata da turista.
    Ricordo però ancora benissimo un collega tedesco alla Comunità Economica Europea (si chiamava così una volta: segno che non sono più una ragazzina) che puntualmente mi correggeva, quando io, su richiesta precisa di qualcuno, davo l’ora, non proprio corretta, arrotondandola un po’, all’italiana. Quindi le 2 e mezza, diventavano immediatamente le 2 e 27.
    Si chiamava, e si chiamerà ancora adesso, Gunther.

  • Chi di voi era in Germania nel 2006 in cui l’Italia calcio ha battuto i tedeschi e poi ha vinto il mondiale??? Un inferno! Continuavano a dire Scheisse Italiener, far battute idiote! Vedo che l’articolo è fresco e i tedeschi sono gli attuali campioni del mondo, quindi si sentono realizzati. Spero di non dover tornare in Germania! Qui in Austria sud non si sta tanto meglio: non si può scherzare, non capiscono le battute, fanno finta di non sapere niente, in realtà sanno tutto di tutti. Ridacchiano spesso e le donne urlano invece di parlare. Discorso a parte per Vienna, ci sono stata poco, ma sembrano più intelligenti e aperti di mentalità.

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