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I miti da sfatare su Dubai

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Written by Elena Dubai

20 mesi a Dubai.
Ho sempre un sentimento altalenante riguardo a questa città. Spesso la detesto e altrettanto sovente rimango incantata e sempre incuriosita dal fascino di questa metropoli così bramata, così osannata e diversa dalle altre.

Quando torno in Italia è sempre interessante (e a volte ridicolo) osservare come gli altri percepiscono la notizia che vivi a Dubai. E’ sorprendente l’idea che spesso ci si fa di questa parte del mondo.
Spesso sono ancora presenti un po’ di confusione geografica, di credenze antiche e di (pre)giudizi infondati riguardo la vita a Dubai. Una vita che è diversa dagli altri Emirati, ma soprattutto una vita che è diversa dal resto del Medio Oriente. 

Una vita che anche io devo ancora totalmente imparare a conoscere anche se ormai sono ben consapevole di molti miti che si sono creati intorno a questa città. 

Miti da sfatare per farvi conoscere un pezzetto in più di questa Golden City.

1. Dubai è la Las Vegas mediorientale, o meglio, la “Disneyland” degli adulti. 
Las Vegas nel senso che è tutto nuovo, spesso finto e costruito e va da sé che non lo è per ciò che riguarda il lato più irriverente di Sin City. 

Sì è vero, Dubai è una città che ha 45 anni e quindi è nata dal nulla in mezzo al deserto. E’ stata costruita a tavolino e appare pertanto un po’ “finta”. Fontane, parchi giochi, piste da sci… tutto costruito ad hoc per intrattenere il turista e l’expat. Però dietro al suo luccichio esuberante, esiste tutto un movimento culturale e soprattutto artistico in pieno fiorire. 

Sono moltissime le rassegne culturali e gli eventi artistici organizzati in città. Uno dei miei posti preferiti è ad Arsekal, un quartiere creato dall’unione di magazzini con gallerie d’arte meravigliose. Artisti da tutto il mondo arrivano qui e gli eventi sono davvero numerosi. E poi esistono rassegne come la Design Week Dubai e ART DUBAI che ogni anno portano artisti e workshop a tutte le ore.
Inoltre quest’anno, proprio a settembre, è stata inaugurata l’OPERA di Dubai. Un edificio architettonicamente spettacolare che ospiterà molti celebri artisti. 

La città inoltre offre spazi per incontri e conferenze uniche.  Quindi qui a Dubai non siamo solo “tutto divertimento, spiaggia e sole”. La cultura qui è una cosa seria ma soprattutto, come tutto il resto, d’avanguardia. 

fonte img: Times Out Dubai

fonte img: Times Out Dubai

2. La situazione della donna a Dubai è svantaggiata.
La posizione della donna in questa cultura è diversa da come siamo abituati noi in molti paesi (in certe zone in Italia siamo molto simili).
Però non è proprio esatto dire che le donne sono considerate di “serie B” o vengono addirittura maltrattate. E’ molto difficile riuscire a spiegare e comprendere il ruolo della donna in questi Paesi. Ma Dubai è diversa dagli altri Paesi nel Medio Oriente anche in questo.
Qui possiamo girare tranquillamente, possiamo lavorare, possiamo guidare, possiamo uscire da sole, possiamo divorziare ecc. Certo permangono alcune regole e comunque la condizione della donna occidentale qui è diversa da quella locale. Anche per quel che riguarda l’obbligo di indossare l’abaya (l’abito nero che copre tutto il corpo della donna) qui non esiste. Vedrete comunque donne completamente coperte e altre no, è una scelta dettata dalla famiglia. 

Essere donna qui sotto certi aspetti può anche tornare utile: si saltano le code negli uffici, si esce tranquillamente senza venir molestate, abbiamo il vagone riservato in Metropolitana, ci sono serate solo per le donne con sconti vantaggiosi oppure esistono palestre o beauty center solo per donne…
E’ comunque sempre una scelta. Non un’imposizione. 

I problemi spesso subentrano in questioni legali per via della legge della sharia ove diritti della donna sono diversi da quelli dell’uomo. 

E’ una questione molto combattuta e molto discutibile ma mi sento di sfatare il mito di Dubai come città misogina. In quanto donna non mi sono mai sentita mancare di rispetto e non mi sono mai sentita a disagio.

3. Quante volte in Italia mi sono sentita dire “certo che loro però festeggiano solo l’Islam e non rispettano le altre religioni”.
Questione complessa, ma non così radicale. A parte la mia personale opinione riguardo l’argomento, che considera la coesistenza pacifica di diverse religioni, ma con il rispetto soprattutto verso il paese che ci accoglie, qui a Dubai è possibile praticare qualsiasi religione.
Esiste una zona dove si trovano tutte le diverse Chiese, vari Templi ed altri edifici religiosi. Certo è tutto lì, mentre le moschee sono ovunque, ma è comunque possibile frequentare una Chiesa come anche frequentare la comunità cristiana che è molto viva soprattutto fra gli italiani.
Recentemente sono andata ad una Prima Comunione con Messa in italiano con canti, chitarre (non so da quanto non sentivo suonare “Camminerò camminerò…”) e non mi sembrava nemmeno di stare qui!

I festeggiamenti di Natale e Pasqua si fanno anche qui, certo più come occasione commerciale che religiosa (come anche in molti altri paesi ormai). I negozi sotto Natale si riempiono di decorazioni, neve, elfi e Babbo Natale arriva… su un cammello 😀

Naturalmente gli expat sono invitati a festeggiare le feste dell’Islam e il calendario scolastico rispetta le festività locali come anche quelle Europee o Americane. Esperienza incredibile è essere invitati in periodo di Ramadan ad un Iftar (la cena dopo il tramonto che segna la fine del digiuno giornaliero). 

Quindi mi sento di dire che qui si festeggia tutto nel totale rispetto della religione locale. 

fonte: newyearseveblog.com

fonte img: newyearseveblog.com

4. Se vivi a Dubai sei ricco sfondato.
La prima cosa che ho imparato qui a Dubai è l’esistenza della ricchezza esagerata. Quella che non riesci neanche ad immaginare, a comprendere. Ferrari, Lamborghini, Porsche sono auto che vedi in giro come se fossero le Polo a Milano. 

Il costo della vita è elevato, le scuole (tutte private) sono molto care, come anche le case.
La ricchezza vera è tangibile qui.

Questo però non vuol dire che chiunque arrivi qui… ZAAAC… diventa ricco. Non piovono soldi dal cielo (magari!) e si fa pure fatica considerando le alte spese da affrontare.

Trovare un lavoro non è la cosa più semplice del mondo. E’ probabilmente più facile che trovarlo in Italia in questo momento, ma solitamente chi arriva a Dubai ci arriva con un lavoro già in tasca oppure con un progetto e un’azienda alle spalle.
Ho anche conosciuto persone che hanno iniziato il loro business qui e sicuramente c’è più spazio, più opportunità. Non si diventa magari milionari…

Però qui non tutti vivono da nababbi. Non tutti hanno la Porsche. Dubai è una città molto cara. Tutto ha un prezzo e solitamente è più alto di quello che trovi a casa tua. Non tutti hanno un contratto da expat con viaggi, scuola e casa pagate.
Ci sono anche persone e famiglie che vivono normalmente. 

Nonostante ciò, se c’è la possibilità, sono sempre favorevole a provare un’esperienza qui. Questa città è in continua evoluzione e sicuramente per certe categorie c’è lavoro. Se poi diventate ricchi sfondati… beh qui vi sanno anche dire come spenderli 😀

5. Sono finiti i tempi in cui Dubai era sulla cresta dell’onda…
A me non pare proprio. La città sembra esplodere e continua a costruire all’impazzata soprattuto in vista dell’EXPO 2020. E’ una città proiettata verso il futuro. Un futuro che noi non ci immaginiamo neanche, ma che loro hanno ben in mente. 

Continuano a fiorire nuovi quartieri e nuovi spazi.
Il progetto fatto di edifici e aree del Jumeirah Corniche project (un lungomare meraviglioso di 14 km), la Dubai Opera House (appena inaugurata) e l’ Aladdin City nella vecchia Dubai  sono solo alcuni dei progetti stratosferici in programma.
Lo skyline è in continua evoluzione e le gru continuano a dominare l’orizzonte. 

Fonte Img: Business Insider

Fonte Img: Business Insider

6. A Dubai non puoi andare in spiaggia in costume.
Falso. In spiaggia ci si può andare in bikini senza problemi. Questo tipo di credenza però necessita di chiarimento. Ci sono in effetti delle regole di decenza da seguire che onestamente non trovo così complicate o limitanti.
Ovvero:
– sì al bikini ma no al topless. Non lo considero proprio un grande problema…
– ci si può vestire un po’ come pare ma decentemente. Ho visto donnine con vestiti piuttosto scollati e succinti la sera in locali quindi non mi sembra che un minivestito crei problemi. Bisogna però coprirsi in determinati posti come gli uffici e anche andare a fare la spesa in minigonna magari non è il massimo.
Coprirsi braccia e gambe è richiesto in certi posti come il tribunale, uffici governativi ecc. 

7. A Dubai tutto è vietato e se sgarri ti cacciano dal paese
Vero e falso. Ci sono regole da rispettare. Regole sacrosante oserei dire. Come il bere (anche solo un bicchiere) e guidare. E’ ASSOLUTAMENTE vietato. Infatti se si esce a cena tutti si muovono in taxi. Il taxi è conveniente e ne esistono tantissimi.
Ti cacciano dal paese? Credo che in certi casi sì sia vero ma non ne sono sicura. So che l’espulsione dal Emirato non è cosa così impossibile.
Altra regole importanti:
-non ci si può baciare o scambiare effusioni in pubblico perché possono essere considerati offensivi per la popolazione locale. Non lo vedo come un grande problema, ma ormai io sono vecchia che vi devo dire.. Comunque potete venir arrestati per questo;
– è assolutamente vietato l’uso di droghe e sostanze illegali;
– l’alcool non può venir consumato per strada. Gli alcolici vanno consumati negli alberghi o locali con licenza;
– durante il Ramadan. Il Ramadan è un periodo molto speciale e particolare e ci sono poche ma semplici regole da rispettare visto che i musulmani digiunano tutto il giorno.
Non bere e mangiare di fronte a loro mi sembra il minimo.
I locali, i supermercati, bar ecc. sono comunque aperti anche se parzialmente coperti, ma i non-musulmani non devono seguire il digiuno.
Questo periodo dura un mese. 

7. A Dubai non si può bere e non puoi mangiare carne di maiale.
Falso. L’alcool si può bere in molti ristoranti e locali. Non si compra al supermercato, ma ci sono dei supermercatini apposta dove poterli comprare con licenza. La licenza si fa tranquillamente e ti permette di comprare alcool e fare feste dove servi dell’alcool senza problemi.
In moltissimi supermercati esiste la sezione a parte per le carni per i Non-Mussulmani e dove si possono trovare appunto tutti i nostri prosciutti.
E’ piuttosto facile trovare entrambi anche se ovviamente costano di più.

Dubai è una delle città più tolleranti e liberali di quest’area e la sua atmosfera vacanziera e stimolante la rende davvero unica. Sia che veniate in vacanza che a vivere, potrete rendervi conto di come si respiri un’aria positiva e stimolante.
Sarà il sole, sarà il mare o la sua continua trasformazione, ma per me Dubai è un esperienza in divenire!

Elena, Dubai

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Elena Dubai

Elena, piemontese di nascita, milanese di origine ed expat da più di 10 anni. Ho vissuto in Germania, Ecuador e poi in USA a New York, Las Vegas e San Francisco e dal dicembre 2014 sono a Dubai negli Emirati Arabi.
Sono mamma di Tommaso e Giulia e moglie di un ingegnere che mi ha trascinato in questa vita in giro per il mondo.
Dal 2012 lavoro come Grafica per Eventi e Feste nel mio shop WorldWideParty Design

9 Comments

  • Oh! Un bellissimo articolo su Dubai. Ho letto veramente troppi, troppi post di travel blogger famosi e non che “mi-bastano-due-giorni e ti so dire tutto su qualunque città dell’universo”, che però di Dubai non han capito niente. Io non ci ho vissuto ma ci sono stata un paio di volte e mi è sempre piaciuta: la cosa che più mi dà fastidio è sentirla etichettare cone città finta. Forse è artificiale (e il significato è ben diverso) ma mi sembra che dubai abbia una sua identità molto ben definita e, di conseguenza, finta è proprio l aggettivo meno adatto a descriverla…

    • Io sono qui a due anni e devo dire che la sensazione di “finto” forse la puoi avere se arrivi nel resort di turno e stai li.
      Alla fine è una città fatta di fanta-strutture creata dal nulla…. ma è un errore madornale perdersi tutto il fermento culturale che si è sviluppato in questa città. Hanno i soldi e li usano sapientemente cercando di creare una città dai mille stimoli.
      Non avrà certo la storia che abbiamo noi, ma grazie a questo non sta sempre a guardare al passato ma punta al futuro. Chapeux per loro!

  • Ciao. A me piacciono molto i deserti e l’idea di una città costruita dal nulla in mezzo al deserto mi sembra bellissima.
    Grazie! Ci hai dato una bella immagine, direi abbastanza completa della vita a Dubai, in tanti aspetti diversi.
    Anche io penso che ci vivrei bene. E poi il fascino del deserto…..
    Ciao

  • Grazie per questo racconto di Dubai. Io devo essere sincera, non ne ho sentito parlare bene da chi ci ha lavorato, più per una questione legata alle pessime condizioni dei lavoratori dei grandi cantieri e alle ingiustizie che subiscono.
    Le cose che racconti sulla vita nella città sono molto interessanti e utili anche in caso di un viaggio: è sempre importante secondo me ampliare più che si può le informazioni su una città prima di poterne esprimere un giudizio consapevole.

  • Buongiorno signora, per favore una curiosita’: come e’ regolata a Dubai la presenza degli stranieri? immagino esista un equivalente del nostro permesso di soggiorno, ma come si ottiene? c’e’ un sistema di quote, come da noi, o a punteggio, tipo Australia, o la concessione e’ in sostanza discrezionale, come mi pare sia in Arabia Saudita? grazie e scusi il disturbo.

    • Per vivere a Dubai devi avere uno Sponsor che è solitamente il datore di lavoro. Quindi “semplicemente” per vivere qui devi avere un lavoro e qualcuno che ti sponsorizza.
      Senza non si può venire qui.

  • Dubai è una città che si fonda sulla schiavitù di migliaia di esseri umani provenienti da bangladesh, india, filippine, africa ecc., che lavorano in maniera disumana (specie nell’edilizia) e senza alcun diritto. Basterebbe solo questo per non volerci mettere piede. Che poi la vita dell’expat occidentale sia molto piacevole, questo è indubbio.
    Il divieto di darsi un bacio in pubblico è aberrante e medievale, anltro che “non è un grande problema”

    • Sì concordo. Sono rimasti per certi aspetti al Medioevo, ma ne stanno uscendo alla velocità della luce. Mentre anche l’Italia su certi aspetti è rimasta al Medioevo e non vedo grandi prospettive di cambio… perlomeno non immediate come qui.
      Ci sono sicuramente molti aspetti che facilitano la sua crescita ma c’è anche una grande volontà e sguardo puntato al futuro (mentre il nostro rimane ancorato al passato. pur sempre glorioso…ma passato). Pezzi di Medioevo rimangono appiccicata a qualsiasi cultura e mente, soprattutto a chi non ha la voglia di guardare anche gli aspetti positivi.
      Non amo questa città e se POTESSI scegliere tornerei a vivere negli Stati Uniti ma sono contenta di essere qui per poter fare questa esperienza e non posso che guardare il bello che mi viene offerto. E perchè no… magari contribuire a renderlo un posto meno schiavista (ci sono molte associazioni no profit per i diritti dei lavoratori).
      Credo che ogni paese abbia i suoi pro e contro e non credo esista il posto perfetto per tutti. Ovviamente capisco il tuo disinteresse nel non voler “metter piede” in questa città e nessuno ti invita a farlo, però io ci vivo e questa è la mia vita e oltre ad essere consapevole dei suoi aspetti più infimi mi piace poter condividere anche il bello che tutto ciò mi offre.

  • La mia compagna ha ricevuto un contratto di lavoro a Dubai con benifit un appartamento. Se volessi raggiungerla e cercare li un lavoro potrei avere difficoltà non essendo sposati.

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