Novità dal mondo

La cultura dell’arte a Dubai

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Written by Mimma Kuwait

Dubai, ma gli Emirati in genere, costituiscono per me fonte di ammirazione e ispirazione continua.
Soprattutto se li paragono al paese da dove vengo.

Un aspetto che ultimamente ha attirato la mia curiosità è l’attenzione alla cultura e all’arte che si respira da queste parti. Per me assoluta novitá in questa parte di mondo.

Ho iniziato a farci caso dopo che è stato annunciato che, tra i possibili fruitori della cittadinanza, ci potevano essere artisti .
Non solo investitori e professionisti, ma anche artisti.

Oggi pertanto ho deciso di portare alla vostra attenzione questa aspetto: la cultura dell’arte a Dubai.

Approfitto della grande opportunità di intervistare Giuseppe Moscatello, presidente di Evolve, agenzia culturale che facilita i progetti artistici e le iniziative della comunità artistiche, che ha oltre 15 anni di esperienza negli Emirati Arabi Uniti e mi aiuterà a raccontarvi l’arte a Dubai.


Ciao Giuseppe, grazie di questa intervista.
Dal vostro sito si evince che Evolve è un’agenzia culturale che facilita progetti artistici e iniziative delle comunità artistiche. Create strategie artistiche e culturali e progettate abbellimenti urbani. Nonché producete mostre d’arte e progetti artistici.
Ci spieghi meglio chi siete e come siete nati? 

Dopo oltre 15 anni di esperienza come dipendente di diversi governi qui negli Emirati, sempre per progetti in ambito culturale e artistico, nel 2019 ho deciso di mettere a frutto l’esperienza maturata soprattutto in ambito di conoscenza nel territorio, insieme al mio mio background italiano e ho fondato Evolve.


Siete diffusi su tutto il territorio degli Uae. L’ultimo vostro progetto è Foundry.
Ci spieghi la filosofia di questo spazio? 

E’ vero è l’ultimo dei miei progetti, ma è quello su cui ho lavorato di più, sin dall’inizio. Questo spazio nasce in collaborazione con Emaar per dare visibilità a nuovi progetti, esposizioni e artisti. Un progetto importante ed unico. Si tratta dell’unico spazio culturale e artistico a down town, vicino al Burj Kalifa, al Dubai Mall. Una posizione strategica. Uno spazio perfetto per incontrarsi, lavorare, scambiare idee, registrare podcast, art conversation.
Oltre che appunto uno spazio espositivo di opere. Uno spazio di cui la città aveva bisogno.

Sappiamo che l’arte islamica è sicuramente influenzata dalla religione e dall’interpretazione del corano. Normalmente si utilizzano solo elementi astratti e stilizzati anche per rappresentare gli essere viventi, mentre si evita il naturalismo alla maniera occidentale, cioè l’uso dello spazio tridimensionale, della prospettiva e della modellistica della figura umana. 
L’arte islamica è tipicamente focalizzata sulla riproduzione della calligrafia araba.
E’ ancora cosi? O è davvero in atto un rinascimento arabo, come ho letto da qualche parte?
Com’è la cultura dell’arte a Dubai?

Negli Emirati si respira sicuramente un’ atmosfera internazionale, che condiziona e coinvolge tutti gli artisti, locali e non. E’ una comunità molto attiva e molto proiettata al futuro, alla contaminazione, all’interazione. D’altro canto questa è una delle poche città in cui alla sera esci e intorno al tuo tavolo puoi confrontarti con 20 nazionalità diverse. Questo costituisce sicuramente un arricchimento. Ho visto in questi anni decisamente un crescendo e un evolversi dell’arte locale che è diventata sempre più sofisticata ed interessante. Pertanto sicuramente rivestono un posto importante le arti calligrafiche, ma ormai si cimentano anche su altre strade.
Basta anche vedere le opere esibite al Louvre ad Abudabhi che si dimostrano molto progressiste.
Ci sono infatti anche statue e corpi.

Quanto è importante Art Dubai, la famosa fiera internazionale d’arte del Medio Oriente, dell’Africa e del Sud Asia, recentemente conclusa, in questa nuova attenzione verso la cultura artistica e nel desiderio di Dubai di essere riconosciuta come protagonista anche in questo ambito?

Ormai sono 14 anni che ArtDubai è un appuntamento fisso e importante nel panorama internazionale. Anche quest’anno è stato un successo e non era così scontato vista la situazione mondiale. Dubai ha gia un ruolo di leadership anche in questo ambito. Ma d’altro canto è abbastanza normale che dove c’è il business e l’economia che gira, l’arte e la cultura arrivino.
E’ sempre stato così. Dopo il boom degli anni ’60 a Dubai sono arrivati i fotografi, gli scrittori, i professori. L’economia attira l’arte e la cultura, ma l’arte e la cultura producono anche economia.
E da queste parti l’hanno capito.
Infatti la vera differenza tra Dubai e Abudabhi in tema artistico è essenzialmente questa. Dubai ha iniziato prima, ha una storia più consolidata.
Ma non dimentichiamoci anche di Sharjah, altro stato degli emirati molto attivo nello sviluppo dell’arte.
Ci sono, fra l’altro, interessanti scuole di arte qui negli Emirati.

Recentemente gli Emirati hanno affermato che concederanno la cittadinanza anche agli artisti. Mi sembra un importante riconoscimento .
Che ne pensi?

Sicuramente è un grande passo avanti che dimostra il grande interesse per la cultura e l’arte a Dubai. Ma già esistevano per loro le golden visa, il visto per 10 anni. La cittadinanza è l’ultimo tassello di un percorso di riconoscimento verso queste categorie.
Mi ritengo molto fortunato a vivere a Dubai. Le possibilità per chi si trova nel mondo dell’arte sono davvero interessanti .

Quali sono i vostri prossimi progetti? 

Foundry è nella fase di consolidamento ed è il nostro fiore all’occhiello. Abbiamo ancora tanto da offrire. Ma siamo impegnati anche per Sikka Art Fair e Nation 2.0. Quest’ultima è nata durante il Covid e il lavoro da casa.
In quel periodo molte sono state le attività che si sono sviluppate sul web e che hanno permesso di veicolare idee e ricerche in giro per il mondo, semplicemente rimanendo connessi davanti a uno schermo. La piattaforma Nation 2.0 con sede a Dubai negli Emirati Arabi ha chiesto ad alcuni curatori e critici internazionali, come il docente della School of Visual Arts RUFA Fabrizio Pizzuto, di segnalare artisti emergenti, ma già preparati a sfidare il mercato nel segno dell’innovazione. Ad inaugurare questo percorso il neolaureato in Pittura Giovanni Lo Castro che, grazie alla pubblicazione delle immagini di alcune sue opere, potrà valorizzare questo percorso globale.

 La “collezione” virtuale di opere è solo la prima parte del progetto. L’obiettivo, infatti, è quello di definire un nucleo di artisti che possa poi dare forma e sostanza alle iniziative online site-specific. L’auspicio, ovviamente, è che altri studenti e laureati RUFA possano seguire questo percorso che, come tutte le novità, è estremamente affascinante.

Grazie Giuseppe per questo bellissima intervista.

La cultura dell’arte a Dubai è sicuramente un pezzo importante.

arte a Dubai
spazi per arte a Dubai

Mimma, Dubai

 


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Mimma Kuwait

Giovane quarantenne, mamma di una very funny girl, partita per amore per Kuwait City al grido di “oh poverina” e “ma non ti annoi” sono riuscita a realizzare una grande impresa in mezzo al deserto: trovare il mio vero io. Terrona, comunicativa, pr, scrittrice, sostenitrice della forza del pensiero positivo e grande estimatrice dell’amicizia tra donne di tutte le razze, lingue ed età.

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