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Figli: Sesso, alcool e… rock and roll? Seconda parte

Claudia Wisconsin
Written by Claudia Wisconsin

 

Come avete guardato i vostri figli ieri sera, quando avete rimboccato loro le coperte e dato il bacio della buona notte? Siete riusciti a dormire dopo aver letto la prima parte del post? Siete pronti a leggere di ormoni impazziti e sesso?

Che rispondiate di sì  o no, non potrete cambiare gli eventi. Succederà: con il primo pelo di barba o con il primo accenno di seno. O anche prima…

  • Gli adolescenti ed il sesso

Non so per certo l’età in cui iniziano i primi impulsi sessuali, ma mi ricordo la mia settenne fare la ruota come un pavone intorno ad un ragazzino ben più alto di lei e sospirare come una diva dei film muti.

Mi ricordo il primo ragazzino che le ha chiesto di diventare la sua ragazza: era in prima media.

Mi ricordo anche che si era ficcata nei pasticci in terza media. Con il ragazzino di turno, si erano baciati sul marciapiede della scuola. Premetto, perché forse non lo sapete, che negli USA sono vietati tutti i contatti fisici a scuola, anche gli abbracci tra amici o fratelli.

Ecco la versione dei fatti ufficiale. Quella arrivata alle nostre orecchie tra le lacrime e la vergogna di nostra figlia:

Erano stati beccati a baciarsi da uno di quei genitori che fuori delle scuole, controllano che i ragazzi prendano gli autobus e non vengano portati via da sconosciuti.  Li aveva presi ( per l’orecchio?) e portati in direzione. Si erano beccati una bella ramanzina dal preside. Noi eravamo stati avvisati e ci era stato detto che alla seconda infrazione sarebbe rimasto scritto qualcosa nei loro “record scolastici” . Si erano anche dovuti fare 2 ore di detenzione doposcuola: le stesse inflitte ad un ragazzino beccato con la droga nello zaino.

Questa appunto la versione ufficiale.

Se ripenso adesso a questa storia, mi viene da ridere. Sempre di più la condanna mi sembra assurda e sproporzionata. Visto che sono diventata più furba e sgamata di quanto non fossi allora, mi domando se i baci e qualcos’altro non fossero stati nel ben più intimo armadio delle scope e non sul marciapiedi.

La condanna e la minaccia erano stati comunque sufficienti a rimetterli in carreggiata e nei casini a scuola, mia figlia e il ragazzino, non si sono mai più trovati.

Non sto a dire che la storia tra di loro non durò molto di più della fine della detenzione e che di essa rimane solo una lettera di N. a noi genitori, in cui si scusava di aver messo nostra figlia, a cui dichiarava amore eterno, nei guai; lettera che aveva fatto incavolare mio marito ancora di più del fattaccio.

Il minimo storico della reciproca sopportazione l’avevamo proprio toccato alla fine della terza media: di buono c’era che allora non aveva ancora la macchina o amici che guidavano, quindi era ancora molto sotto controllo.

Se di armadio della scuola si era trattato era perché altre occasioni non ne aveva.

A quel punto però è già tardi per il “discorsetto” su sesso, alcool e responsabilità. Cominciate a parlarne molto prima dello sviluppo.
Rilassatevi, non li scioccherete. Sanno tutto da un po’, più di voi alla loro età o anche più vecchi!!! Se mai ad essere scioccati potreste essere voi.

Qui negli USA dalle nostre parti si fa educazione sessuale a scuola già alle elementari. Nel nostro distretto scolastico si fa anche un corso obbligatorio che si chiama D.A.R.E (acronimo di Drug Abuse Resistance Education). Il verbo “dare” in inglese però significa “osare” e ai ragazzi alla fine del corso viene data una maglietta con la scritta “Dare to resist drugs and violence” (Osa resistere a droghe e violenza).  Il corso prende anche in considerazione il bullismo e il peer pressure che potrebbero indurre i ragazzini a fare cose di cui pentirsi , come bere o fare sesso, solo perché tutti lo fanno, o provare droghe.
Come dicevo prima, alle medie di mia figlia, scuola in un ottimo distretto scolastico e con famiglie benestanti, le droghe giravano.

Mi raccomando però: non lasciate alla scuola tutta la responsabilità sull’educazione dei vostri figli!

Siate comprensivi, cercate di capirli, ma rimanete genitori!

Siamo stati tutti adolescenti e quella è una brutta età, in cui non si sa cosa si è e si provano i propri limiti.
Noi però siamo i loro genitori, non i loro amici.

Abbiamo delle responsabilità grandi nei loro confronti, che gli amici non hanno. Non possiamo metterci al loro livello. I nostri figli stanno toccando tutte le corde della nostra pazienza e resistenza, per sapere fin dove possono arrivare!!! Non dimentichiamocelo, mai.

Siamo sotto esame come genitori, specialmente nel periodo dell’adolescenza: io ho ascoltato tanto, ma ho detto tanti NO.  Credetemi se dico che ora che ha 21 anni, i no detti non le hanno lasciato cicatrici o risentimento nei miei/nostri confronti, ma forse le hanno evitato errori più grandi. E ci vogliamo bene.

Per esempio sull’argomento sesso, pur non nascondendoci la possibilità che potesse succedere, non lo abbiamo mai favorito a casa nostra. Neanche a casa del ragazzo, con cui è poi stata 4 anni e mezzo, era facile rimanere da soli e anzi, tutti e quattro i genitori, senza parlarne eravamo sulla stessa lunghezza d’onda. Lasciare la casa libera e telefonare per avvertire che si torna, ma magari no! Senza criticare chi lo fa, noi non abbiamo mai avuto questo atteggiamento così generoso.

Negli anni del liceo, i fine settimana mia figlia e J. li passavano nella nostra tavernetta, ma a porta aperta e con noi in casa e con la possibilità di andare sotto a prendere qualcosa. Non li ho mai trovati in situazioni imbarazzanti!
Se andavano a casa di lui c’erano o i genitori o i fratelli.

Gli USA sono un paese molto puritano.  La legge dice che se un ragazzo/a maggiorenne fa sesso con un/una minore (fosse anche minore di 1 giorno)  può essere portato in tribunale, anche se si tratta di sesso consenziente. Per la legge, infatti, un minorenne può o non capire le conseguenze dell’atto o essere comunque stato spinto ad accettare il rapporto  per senso di inferiorità. Ad iniziare la procedura giudiziaria possono essere i genitori dell’altra parte o il minore, per ripicca o per qualsiasi ragione.  Il motivo non è importante. Quello che succede è che chi viene accusato verrà condannato, farà carcere e poi sarà iscritto al registro degli stupratori.

Se pensate che non succeda, sbagliate.

È successo al liceo di mia figlia. Coppietta di liceali beccati a fare sesso a scuola sui tavoli della mensa! Beata gioventù: fa freddo in macchina qui, ma forse in mensa su un tavolo è un po’ impossibile non essere visti? Che ne dite? Lui maggiorenne, all’ultimo anno possono esserlo, lei non ancora. I genitori erano stati avvertiti come era successo a noi, ma a differenza della nostra più innocua avventura, la storia era finita sui giornali locali. Per salvaguardare la figlia minorenne, i genitori di lei avevano accusato il fidanzatino di stupro. Vita rovinata per quel ragazzo: addio a buone università, addio a borse di studio e per tutta la vita sarà  macchiato dall’onta terribile di essere uno stupratore.

Questa storia sembra assurda, ma è vera.

I genitori sono anche legalmente responsabili di ciò che capita sotto il loro tetto.

Credo che a questo punto sia chiaro il  motivo delle regole dettate sia da noi che dai genitori di J.   È  un modo per tutelare tutti: i figli in prima battuta, ma anche se stessi.

Quando è andata all’università le cose sono sicuramente cambiate, ma credo che l’idea del proteggersi comunque da situazioni pericolose fosse ormai entrata in lei (e per ora tutto bene!).

Alla fine gli anni della sperimentazione e dei pericoli sono quelli delle superiori.  Negli USA il numero di gravidanze in minori stava crescendo a dismisura negli ultimi decenni.

Fonte informazione: Guttmacher Institute

Le misure prese, sia nell’educare che nel reprimere con leggi che appaiono così esagerate, alla fine hanno sortito il risultato voluto. Il numero di gravidanze nelle minorenni è sceso sotto i livelli di guardia. Rimangono differenze comunque notevoli tra i vari stati degli USA, su cui sarebbe troppo lungo discutere qui. Vi allego comunque il link dell’articolo da cui ho tratto queste informazioni, se vi interessa leggerlo: ecco.

Nelle università americane, vengono distruibiti gratuitamente preservativi. Questo serve a sensibilizzare i ragazzi. Li invita a proteggersi, non solo da gravidanze indesiderate, ma anche da malattie.

Vedremo cosa succederà con la nuova amministrazione. Ho paura niente di buono: si parla di molte limitazioni che porterebbero i diritti delle donne indietro di decenni. Si parla della chiusura di Planned parenthood, visto unicamente come un luogo di assassini abortisti da chi è prolife. In realtà questa associazione tanto ha fatto per diminuire la piaga delle gravidanze nelle minorenni e per la salute delle donne.

Per concludere: vi trasformerete in sentinelle, sarete degli stronzi (a loro detta), ma lo farete per il loro bene.
E darete dei limiti, che mostrino che anche voi volete essere rispettati e non calpestati.

Altro che Rock and Roll stile Elvis!  Negli anni dell’adolescenza dei vostri figli vi sembrerà di passare la vita ascoltando musica heavy metal o da discoteca.  

Sarà una musica assordante e continua che vi rimboberà in testa e vi renderà un po’ rincoglioniti.

Vi domanderete chi ve lo ha fatto fare di mettere al mondo dei figli.  Vivrete con costanti e brutti mal di testa.

Coraggio, è un  rito di passaggio. Ricordatevi com’erano e vi garantisco che verrà il giorno in cui ritorneranno umani. A quel punto saranno adulti .

Voi allora potrete tirare un sospiro di sollievo. Ma quanto sudore ad arrivare fin lì!

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Claudia Wisconsin

Claudia Wisconsin

Una parola che mi definisce è matura. Di testa? No, d’età. Piemontese di nascita, sono da più di 20 anni negli USA. Ho una figlia ormai all’università, un marito, niente animali in casa, ma uno zoo in giardino. Mi sono ritrovata da questa parte dell’oceano per seguire mio marito per il suo lavoro e siamo ancora qui insieme. Amo leggere, camminare nella natura e sono in un certo senso creativa. Anche se faccio tutto senza essere brava a fare niente. Insegno la nostra bella lingua e cultura all’università e parlo della mia vita negli USA nel mio blog personale Un'alessandrina in America.

6 Comments

  • Ciao! non ho figli, ma ho insegnato per quasi quarant’anni nelle scuole superiori, accompagnando (e mi permetto di dire anche aiutando …la modestia non è una delle mie virtù) gli adolescenti negli anni del cambiamento e della crescita. Sono stata felice a scuola dal primo all’ultimo giorno e mi reputo davvero fortunata per questo, ma quello che ho appena detto non significa che ogni giorno sia stato felice e che non ci siano stati problemi anche molto grossi da affrontare con i ragazzi e con le famiglie, perciò ho apprezzato tantissimo il tuo scritto di oggi e quello di ieri. purtroppo da noi questa generazione di genitori, spazzaneve prima e avvocati d’ufficio poi, sta rendendo molto difficile la vita di ancora lavora nella scuola e non passa per nulla il discorso che le regole e certe limitazioni sono date per il bene dei ragazzi, per cui la collaborazione che io ho avuto con quasi tutti i genitori (e quegli altri me li ricordo tutti molto bene) si sta trasformando in antagonismo costante, con risultati molto negativi sugli individui e sulla società.

    • Claudia, ho molti amici insegnanti in Italia e tutti si lamentano di come i genitori oggi abbiano fondamentalmente paura a dire di no ai figli e li difendano sempre a spada tratta, anche se hanno torto marcio. Qui molto meno, anche se certe regole sono un po’ assurde. Eppure sono regole e vanno rispettate. ( gli americani sono in generale cosi` un po’ in tutto). Le conseguenze sono quelle di cui parli tu e lo si vede purtroppo quotidianamente guardando i TG italiani o leggendo i quotidiani. Discorso lunghissimo e complesso. Essere genitori e` il lavoro piu` difficile nella nostra vita, ma non possiamo pensare che a 14 anni un adolescente sia gia` in grado di ragionare come un adulto..altrimenti perche` la maggiore eta` si raggiunge solo ai diciotto? Ci sara` un motivo ? Grazie del tuo commento e sono contenta che tu sia d’accordo con me.

  • Ciao, in USA non è proprio che finisci in prigione se sei da poco diventato maggiorenne e lei non lo è ancora, mai sentito parlare di Statutory Rape?

  • Ciao Claudia! Mi sono trasferita negli USA da meno di tre annI, in California, e devo dire che sono ancora sconcertata dal pessimo rapporto con l’alcol che hanno. In Italia beviamo senza dubbio anche noi, ma senza il bisogno di finire rovinati, perfino davanti ai figli piccoli.
    Mia figlia ha solo 6 anni ma dubito che la lascerò avvicinarsi all’adolescenza qui.
    Ho sentito storie orribili di 12enni coinvolte in sesso e droga (se penso che io alla stessa età passavo ancora un sacco di tempo a giocare con le mie amiche!).
    La scarsità di valori, anche familiari, mi hanno lasciato un po’ di amarezza- e non sono proprio una bacchettona!
    Oltre a tutto quello che dici, infatti, aggiungerei anche che la difficoltà a connettersi profondamente tra le persone e di poter esprimere il proprio disagio senza essere messi in croce, è probabilmente una delle cause di tutto quell’alcol/droga/peer pressure di cui parli.

    • Elisa, capisco le tue paure e devo dire che crescere i figli, ovunque, non e` facile. Non lo e` in Italia e non lo e` negli USA dove noi “stranieri” ci troviamo anche a confrontarci con una vita che non ci appartiene per gli usi e costumi diversi. Cio` detto, io molte delle persone che conosco qui hanno gli stessi valori che ho io e molte famiglie hanno bei dialoghi con i figli, quindi non si puo` generalizzare. Ho conosciuto belle persone, come ho conosciuto anche persone che mettevano la vodka nel bicchiere di coca cola per poterla portare con se` in posti dove non era permesso. Ho tenuto come amici i primi e mollato quelli che non mi andavano bene. Alla fine siamo noi genitori che dobbiamo dare l’esempio ai figli, anche perche` prima che abbiano 16 anni e la macchina, avranno avuto anni di rodaggio a frequentare i nostri di amici. Per quanto riguarda invece i rapporti umani e le amicizie quelle si` ti do` ragione, sono un po’ usa e getta, molto meno profonde di quelle che avevamo/abbiamo noi in Italia. Solo per come e` strutturata la scuola, dove si cambiano i compagni tutti gli anni e poi dalle medie in poi anche tutte le ore, non si riescono a costruire amicizie solide che si possono mantenere negli anni. Bene pero` se gli amici di un anno non ti vanno bene, l’anno dopo puoi anche non vederli piu`…

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