#expatimbruttito

Potere dell’accento (o forse erano feromoni?)

Written by Alessia Louisiana

Ormai si sarà capito che scrivo pochi post seri e profondi, infatti, anche oggi, ve ne propongo uno da rivista femminile della peggiore qualità.

Come citato in precedenza, già a 10 anni ero una craddle robber, avevo infatti una cotta per questo bambino, tale Marco, che era in terza elementare e che guardavo con gli occhi a cuore durante la ricreazione. Sfortunatamente, il mio status di alunna di quinta elementare mi impediva di coronare il mio sogno d’amore, e da lì, qualcosa è scattato e mi sono interessata solo a quelli più grandi. Molto più grandi.

Quindi ho speso dagli 8 anni ai 20 ad avere occhi solo per gli adolescenti e ventenni. Il problema sorse dopo i vent’anni, quando continuai a trovare attraenti solo i ventenni…
Insomma, io invecchiavo e i miei sbarbi no, anzi, diventavano sempre più giovani. Una sera mi resi conto di aver toccato il fondo quando baciai il ragazzetto che imbustava la spesa al supermercato dove lavoravo. Maggiorenne eh, ma comunque di 10 anni giusti più giovane…

Alla fine sono rimasta stazionaria sui 5 anni più giovane (il 1985 evidentemente è una buona annata per i miei gusti), stazionaria se non per due eccezioni, una più imbarazzante dell’altra.
Ma voglio concentrarmi su una, visto che è un X-Files, l’altra è stata una botta e via, più che altro dovuta alla rivalsa che non ad attrazione vera e propria (non giudicatemi, sono sicura avrete avuto anche voi periodi in cui la davate via come non fosse vostra).

Il caso X-Files invece è rimasto aperto ed insoluto da ben 8 anni. Era l’ottobre del 2009, ricordo di essere andata al sweet sixteen di quello che stava diventando la mia seconda casa, un pub irlandese del Quartiere Francese. All’epoca molto frequentato normalmente, per la festa di anniversario a tema, aveva attratto, oltre ai turisti, anche tutti i clienti abituali di vecchia data. Bardata con fiocco rosa di raso e coda di cavallo stile Lolita de na vorta, stavo appollaiata su uno sgabello in attesa del mio ordine. Ad un certo punto mi rendo conto che quello che è seduto accanto a me mi sta fissando con un sorrisetto. Ero ai tempi ancora poco socievole con gli sconosciuti, come tutti gli italiani… Però questo attacca a parlami e io, complice la musica e forse anche l’alcol, ricordo solo dei versi.

Il tizio, di cui non ho capito nemmeno il nome, si alza e va in bagno e arriva la mia amica che mi fa notare di aver fatto colpo. Lui torna e io decido di guardarlo meglio, sia mai che perdessi chissà quale occasione.
Quindi lo squadro e a dispetto delle nebbie dell’alcol e del fumo che mi circondava mi dico “ma chi è sto vecchio vestito da giovane che mi fa l’occhio da Kermit dei Muppets?! E perché non capisco una sega di quello che dice?”

Lui, capendo che non si batteva chiodo, si dilegua e io scopro, tramite la mia amica, che era un ex barista del pub, non che cliente abituale. Ah, non capivo niente perché, nonostante fosse negli Stati Uniti da vent’anni, aveva ancora il suo accento nord irlandese bello marcato.

Passano un paio di mesi e lo incontro al pub di nuovo. Era la prima volta in vita mia che andavo in un bar da sola, ma c’era un altro evento che pareva imperdibile e mi ero avventurata. Insomma, alla fine attacco bottone col tizio anziano di cui sopra (che sembrava più vecchio dei suoi anni, ad onor del vero) e finisce come nei migliori film e telefilm americani, con me che me lo porto a casa.
Nonostante la faccia da Kermit, la parlata incomprensibile e la panza da alcolizzato, decido che non posso più fare a meno di vederlo. Sarà l’accento irlandese o sarà che è alto 2 metri?! Cerco e ricerco una spiegazione logica, ma non la trovo. So solo che appena lo rivedo gliela dovrò mollare di nuovo di sicuro.

Da quella sera in poi vengo a conoscenza della sua fama di womanizer. TUTTE quelle che conosco, tranne due amiche, se lo sono fatte negli anni, e non solo, ne sono state perdutamente innamorate, robe da Uccelli di Rovo eh. Io ero ancora più esterrefatta.

Scopro che anche chi non se l’è fatto ne è incredibilmente attratta e quindi questo mi diventa proprio un X-Files in piena regola.

Insomma, mentre cerco di risolvere il mistero, che mi ha fatto pure incrinare due amicizie causa gelosia, ho continuato a frequentarlo per 5 anni. E per 5 anni mi sono chiesta perché non potessi fare a meno di dargliela. E poi la mia ipotesi più strampalata ha preso il sopravvento: questo tizio ha feromoni come gli animali, non ho altra spiegazione del perché abbia sempre dato buca a tutti gli australiani, britannici e nordici che incontravo al pub, molto più giovani e prestanti, per correre da lui tipo Lassie, ogni volta che varcava la soglia. Chiaramente non è un fatto di accento…

E voi come siete messe? Avete conosciuto qualche straniero dotato di feromoni? So che non posso essere stata l’unica.

Alessia, Louisiana

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Author

Alessia Louisiana

Pigra e sarcastica, ma piena d’ironia e con un cuore enorme.
Travolta dal destino (e non nell’azzurro mare di agosto), sono finita a vivere nella città che sognavo, patria di Jazz, Bayous e alligatori.
Tra uno shot whiskey e un crawfish boil, vivo avventure strambe in compagnia di personaggi improbabili.

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