Family&Kids

Cellulare in prima media: sì o no?

Written by Federica Italia

Da circa due anni, mio figlio ha iniziato a chiedermi quando avrebbe potuto avere un telefono cellulare. Ovviamente lui l’avrebbe voluto subito, ma davanti al mio no deciso, ha cercato di patteggiare dicendo che avrebbe aspettato di avere il cellulare in prima media. Io non gli ho mai dato questa certezza però.

Per fortuna nella sua classe solo poche bimbe erano in possesso di un cellulare e quindi non mi pressava più di tanto. Poi, tanti suoi compagni l’hanno ricevuto l’anno scorso come regalo di promozione per la quinta elementare e le richieste sono diventate più incalzanti. Qualche settimana fa, è invece arrivata l’affermazione da me più temuta: “Mamma quando posso avere un cellulare? Nella mia classe siamo solo in due a non averlo!” E da quel momento le richieste sono praticamente giornaliere.

Ora, io sono sicura che a mio figlio non serva più di tanto avere un cellulare e che sia un bene per lui non averlo, ma davanti alla consapevolezza che lui sia ormai una mosca bianca, ammetto che le mie certezze hanno un po’ vacillato.
Come chi mi conosce sa, non prendo mai nessuna decisione alla leggera, tanto più quando hanno a che fare con i miei figli. Mi sono presa quindi un po’ di tempo per leggere, informarmi e confrontarmi.

Ora, se tutti gli esperti, pediatri e psicologi, concordano sul fatto che prima delle medie un bambino non dovrebbe assolutamente possedere un cellulare suo, quando si passa oltre i 10/11 anni di età iniziano i se e i ma. Se si parla solo di età anagrafica molti fissano come momento giusto l’inizio delle superiori. Prima, non c’entrano solo gli anni effettivi, ma la maturità del singolo bambino.

I rischi dell’uso del cellulare, o meglio dello smartphone con accesso ad internet, perché il vecchio uso del cellulare solo per telefonare non nuocerebbe a nessuno, ormai li sappiamo tutti. In breve:

  • Accesso a siti inadeguati per l’età, violenti, pornografici o anche solo che utilizzano un linguaggio non adeguato all’età e che creano confusione rispetto a temi molto importanti.
  • Aumento degli scambi tramite messaggi anziché viso a viso che porta a rendere più difficile il riconoscimento emotivo perché si fa più fatica a capire i bisogni dell’altro con conseguente scarso sviluppo dell’intelligenza emotiva fondamentale per gli adulti di domani. Ed anche un aumento della solitudine.
  • Perdita di interesse per il mondo senza schermi con conseguente e consistente calo della curiosità di conoscere il mondo reale e le persone che ne fanno parte.
  • Il cyberbullismo, dove il valore è dato dall’aver postato e quindi dal farsi vedere piuttosto che al cosa si posta e alle sue possibili conseguenze.
  • L’averlo sempre a disposizione toglie spazio ai compiti, alla lettura e allo studio, fondamentali per il loro successo scolastico.
  • Eccessiva sedentarietà con conseguenti problemi di peso per chi passa molte ore davanti a qualsiasi schermo.
  • Perdita della capacità di concentrarsi su ciò che è più importante lasciando da parte il resto, una caratteristica fondamentale per il pensiero profondo e il “problem solving”, necessaria per il futuro.
  • Diminuzione del sonno sia perché stare davanti ad uno schermo lo fa passare sia perché si continuano ad inviare messaggi anche dal letto.

Appurato che al giorno d’oggi non è possibile tenere a lungo i bambini/ragazzi lontano da questi rischi, qual è però il momento giusto per mettere loro in mano un rischio così molteplice?

Come dicevamo prima, non dovrebbe essere legato all’età anagrafica, ma alla maturazione del proprio figlio. Ci sono una serie di domande da porsi sia secondo Fran Walfish che secondo Alberto Pellai, entrambi medici, psicoterapeuti ed autori di libri sull’adolescenza. Vediamole insieme seguendo le loro indicazioni:

  • Mio figlio è in grado di distinguere ciò che è adatto a lui da ciò che non lo è?
  • È capace di difendersi da possibili aggressioni verbali che potrebbe ricevere dai suoi amici su whatsApp o Messanger?
  • Sarebbe in grado di gestire la ricezione di messaggi contenenti parolacce, offese, richieste di incontri, invio di materiale pornografico? Sarebbe in grado di rispondere di non inviare più tali messaggi pena l’eliminazione del contatto? Lo segnalerebbe a noi genitori?
  • Mio figlio sa spegnere il telefono nei luoghi dove non si può usare (scuola, chiesa etc)? Spegnerlo o silenziarlo e metterlo in un’altra stanza quando deve fare i compiti? O quando è a tavola con la famiglia? È in grado di farlo senza che siamo noi ad obbligarlo?
  • Sa giocare fisicamente con gli amici ad altro quando ha un cellulare in tasca o tende a giocare ai videogiochi anche con loro e il cellulare è sempre al centro della sua attenzione?
  • È in grado di darsi da solo un tempo limite di gioco con i videogiochi scaricati sullo smartphone o dobbiamo sempre intervenire per farlo smettere di giocare?
  • Si prende cura delle sue cose o è distratto e le perde con facilità?
  • Ha un reale bisogno di possedere un telefono perché passa già del tempo da solo fuori dalla scuola o da casa? Non potrebbe bastargli un telefono in prestito con sola funzione per telefonare o inviare sms durante gite o nel trasporto sui mezzi pubblici?

Vedendo queste domande nero su bianco devo ammettere che mio figlio non sarebbe ancora in grado di fare tante di queste cose. Quindi sulla carta forse non è sicuramente pronto per avere un cellulare. Così come, sinceramente, molti dei suoi compagni che conosco.

Ce la farò a resistere a non comprargli il cellulare in prima media e a non subire i suoi commenti circa il fatto che lui è l’unico a non averlo? Forse dovrei proprio stampargli questa lista e farlo riflettere…

Si accettano ogni sorta di consiglio, strategia o racconto della propria esperienza nei commenti! È un argomento per il quale ho grande interesse…

Federica, Italia

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Author

Federica Italia

Sei anni vissuti fra Cina e Thailandia al seguito di mio marito. Con noi i nostri due bimbi dei quali uno è nato in Cina, luogo che rimarrà per questo sempre a noi caro. Il mio amore per l'Oriente continua, ma ora stiamo affrontando con energia la nostra nuova vita italiana. Appena posso continuo a guardare il mondo con occhi curiosi, di solito dietro all’obbiettivo della mia Canon. Adoro leggere, scrivere e condividere il mio mondo attraverso il mio blog personale mammainoriente.com e le mie fotografie.

9 Comments

  • Mia figlia frequenta la V elementare ed è una delle poche a non averlo, in quanto molte delle sue compagne l’hanno ricevuto…come regalo di prima comunione, in IV!!! Poi è chiaro che non sanno gestirlo, combinano casini incredibili e rischiano veramente di fare danni seri. Io insegno alle medie ed organizziamo tutti gli anni una “visita” della polizia postale che spiega in maniera chiara ma autorevole i rischi dell’uso improprio della tecnologia, tenendo presente che molto dipende dai genitori! Ci sono madri che postano sui vari social foto con le tette e il lato B di fuori, ovvio che i figli imiteranno prima o poi.
    Per tagliare corto: a mia figlia prenderò un cellulare da pochi soldi per l’inizio della prima, controllerò e monitorerò spesso, le ho già spiegato che se usato male può diventare molto pericoloso….e poi speriamo bene. FINGERS CROSSED!

    • Hai toccato un altro aspetto molto importante: l’uso che ne facciamo noi adulti del cellulare. Noi siamo un esempio per i nostri figli nel bene e nel male e dovremmo sempre tenerne conto. Grazie per avermi raccontato la tua esperienza.

  • Argomento decisamente interessante!
    Grazie per la sintesi delle tue ricerche e per i riferimenti per ulteriori approfondimenti.
    L’idea di stampare le domande non è male, ma forse andrebbe girata prima ai genitori
    I miei figli sono piccoli (il maggiore ha 6 anni), ma già ogni tanto mi chiede quando potrà avere un videogioco. Su questi temi mio marito e io siamo intenzionati a ritardare il più possibile, ma temo anch’io il momento in cui ci scontreremo con “ce l’hanno tutti tranne me”.
    Non so come si potrebbe agire…parlare col ragazzo sicuramente, ma non so quanto si riesca a far comprendere…noi al loro posto lo avremmo fatto?
    Forse un criterio da usare potrebbe essere: può nuocergli ora o in futuro? Con questa “bussola” penso si possano sostenere anche le decisioni più faticose.

    • Grazie per esserti presa un po’ di tempo per rispondere! Io con lui ne ho già parlato lungamente, ma mentre in quinta elementare era stato ragionevole e d’accordo ad aspettare, ora molto meno. È questa una fase molto delicata dove, purtroppo, si cerca sempre l’accettazione degli altri e sempre di più questa avviene attraverso ciò che si possiede piuttosto che quello che si è realmente. Quando tutti i compagni ce l’hanno è difficile sostenere le proprie posizioni. A qualsiasi cena di gruppo, scuola o calcio che sia, li vedo tutti con il cellulare in mano e colgo lo sguardo di mio figlio che mi sfida e mi dice: “Hai visto?”. Continuerò a cercare il dialogo e rimanderò il più possibile anche se lui pressa per Natale…

  • Mio figlio è in quinta elementare e il problema del telefonino è sorto già lo scorso anno, quando molti compagni hanno iniziato a possederne uno. A confortarmi è il fatto che c’è qualche altra mamma della classe (pochissime a dire il vero) che la pensa come me ed è contraria a questo uso precoce degli smartphone.
    Le richieste lo scorso anno erano pressanti, adesso, non so se per rassegnazione o se perché in effetti quello del telefono è un bisogno indotto dai compagni e non veramente sentito da mio figlio, non ci sono più.
    Se dovessi guardare alla lista che proponi, comunque, direi che mio figlio non ha ancora l’età per possedere un telefono e, ai motivi che citi, tutti giustissimi, aggiungerei anche che i telefoni emanano radiazioni per cui sarebbe bene non eccedere con l’esposizione a questi strumenti.
    Aggiungo infine che proprio l’altro giorno mi sono trovata a passeggiare con mia cugina e la sua figlia dodicenne. Abbiamo incrociato degli amici di mia cugina con figlia coetanea al seguito. Le due ragazzine a stento si sono guardate, neanche un accenno di saluto, al che mia cugina ha sbottato dicendo che era assurdo che non si salutassero e poi fossero amiche sui social.
    Ecco, ho difficoltà a capire questo modo di relazionarsi che passa (solo) dai social ed esclude il mondo reale e ho paura di come i telefonini possano interferire sulle capacità di socializzazione di ragazzini così giovani.

    • Grazie per questo lungo commento pieno di spunti di riflessione. Nelle mie ricerche è proprio sull’aspetto sociale che molti psicologi ponevano l’attenzione. Si sta instaurando un nuovo modo di comunicare che lascia fuori le sensazioni e le emozioni del guardarsi negli occhi. E la crescita emotiva passa anche da questo. Probabilmente i risultati di questo nuovo modo di socializzare li vedremo negli adulti di domani. E temo che non saranno positivi…
      Quando usciamo a cena con famiglie con bimbi questi hanno ancora la capacità di divertirsi con poco ma, non appena compaiono uno o più cellulari, l’attenzione di tutti è catalizzata su quei piccoli schermi. Mi fa tristezza vedere addirittura gruppetti di bimbi intorno ad uno schermo così piccolo. Se non ci fossero i nostri figli di mezzo userei il termine ridicolo, ma purtroppo devo usare tristezza. Temo però che la lotta di noi genitori che cerchiamo di aspettare a comprarglielo sia inutile perché siamo sempre meno ed i nostri tentativi appaiono agli occhi dei bimbi sempre più ingiusti. E le nostre posizioni più difficili da tenere purtroppo.

  • Io ho avuto il cellulare a 18 anni. So che i tempi sono cambiati, ma ero una delle ultime ad averlo avuto, ho anche avuto internet in casa molto tardi, pur avendo un padre che lavorare alla Telecom. Non avevo quello che avevano tutti, quasi mai, avevo quello che serviva, al momento opportuno ed è uno degli insegnamenti migliori che mi siano stati dati. Avere tutto, subito, appena lo desidero è irreale, ti fa crescere pensando che il mondo sia ai tuoi piedi, quando invece nella vita devi ottenere le cose quasi sempre con i denti e con le unghie.
    Detto questo ammetto che al primo impatto penserei al telefonino più come al regalo di terza media, che di quinta elementare! Poi chi lo sa che succederà quando mi ritroverò ad avere mia figlia come mosca bianca…
    Magari puoi pensare di comprarglielo, ma come accordo una serie di regole, come non portarlo a scuola, usarlo solo nei momenti di svago come si fa con la televisione, avere la possibilità di visionarlo come e quando vuoi…forse questo potrebbe essere un compromesso.

  • Ciao Federica, grazie per l’interessante articolo!

    Mio figlio che ha solo 8 anni già mi ha chiesto a quale età potrà avere il cellulare, l’argomento è davvero attuale e la domanda potrebbe essere: perché i bambini sono così attratti dal telefono?

    Io credo che siano importanti alcuni punti oltre a quelli da te citati, fra i quali:
    – non essere gli unici a resistere, ma poter dire vedi che l’amico xx anche non ha ancora il cell
    – fare molta attenzione all’uso che ne facciamo noi (quanto ci stiamo attaccati? E quando siamo con loro? A tavola?)
    – proporre qualcosa di più interessante del cellulare, o meglio, proporre il reale piuttosto che il virtuale quando possibile (per es. giocare a palla invece che giocare al video gioco)
    – non sottovalutare il rischio che possano incorrere in contenuti pornografici che purtroppo è molto alto e può lasciare conseguenze devastanti
    Non so a che età si possa raggiungere una maturità che permetta di essere autonomi rispetto alla lista indicata, forse nel momento in cui si da un cellulare bisognerebbe stabilire anche delle regole di utilizzo. Io stessa ho smesso di tenere il cellulare accesso di notte di fianco al mio letto, ma per farlo consapevolmente l’ho deciso e mi sono data una regola (spegnerlo e metterlo in una altra stanza a caricare)
    Ciao
    Elisabetta

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