#expatimbruttito Vivere all'estero

Quello strano fenomeno chiamato fuso orario

fuso orario
Written by Alessia Louisiana

Non so voi, ma io sono piagata da 12 anni da un problema che sono sicura affligge una buona fetta dei genitori di noi immigrati di oltreoceano: l’insormontabile difficoltà del calcolare la differenza di fuso orario.

Già rompe le palle quando dobbiamo viaggiare, che quando partivo per l’Italia dovevo farmi delle flebo di melatonina giorni e giorni prima, per poi sperare di riuscire a dormire di notte e non di essere in cucina a preparare il risotto alle 3 del mattino per la fame. Già scassa i 3/4 di… quando vorremo parlare al telefono per sfogarci con i nostri cari o amici a casa, di una cosa appena successa e invece te la tieni perché là o è notte fonda oppure è mattina e sono già tutti a lavoro…

Non bastavano queste piccole cose odiose. NO. Lui, il fuso, deve proprio spaccare le palle fino in fondo, e quindi, anche una volta superati i livelli di frustrazione qui sopra descritti, con allenamento alla dura vita da expat, ecco che il fuso decide di attaccare quella parte della nostra vita la quale non riuscirà MAI ad uscirne: uno o entrambi i genitori.

Prima abitavo a 9 ore di differenza dall’Italia, all’indietro. Ci sono vissuta per due anni e mezzo. Ogni giorno un leone si svegliava e sapeva che doveva correre più veloce della gazzella per riuscire a cibarsi e ogni giorno Alessia si svegliava sapendo che sua madre l’avrebbe chiamata ad un’ora alla cazzo perché ancora non aveva capito che ora fosse dove lei viveva.

Siamo andate avanti così per settimane, mesi, anni.

Siamo ancora a questi livelli dopo oltre un decennio. Con la sola differenza che ora sto a -7 ore dal fuso orario italiano, quindi ho complicato la situazione, perché, appena trasferita qui, mia madre ormai non calcolava più guardando il suo orologio in cucina – 7, ma faceva: ora sua – 9 = ora di dove stavo prima + 2 = ora di dove sto adesso. In questo passaggio extra, a volte faceva + 2 a volte -2, o forse estraeva radici quadrate, non lo so, comunque ogni volta ha avuto il dono di chiamarmi mentre ero ancora a lavoro o dormivo.

In questi ultimissimi anni ha anche poi preso la mania di farmi chiamate a sorpresa quando qui sono le 8 di sera che mi fanno regolarmente partire l’infarto d’ufficio, pensando che magari è morto qualcuno o che uno dei due sia in fin di vita. Invece poi era solo che non si era resa conto che in Italia fossero tipo le 3 del mattino ora in cui lei avrebbe dovuto dormire e voleva chiedermi come andava.

Ora mi domando: siete anche voi afflitti da un genitore o un amico che proprio non riesce a comprendere la differenza oraria tra i continenti? Oppure siete stati graziati?
Fatemi sapere e se avete aneddoti da ictus istantaneo, condivideteli, almeno mi consolo.

Alessia, Louisiana

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Author

Alessia Louisiana

Pigra e sarcastica, ma piena d’ironia e con un cuore enorme.
Travolta dal destino (e non nell’azzurro mare di agosto), sono finita a vivere nella città che sognavo, patria di Jazz, Bayous e alligatori.
Tra uno shot whiskey e un crawfish boil, vivo avventure strambe in compagnia di personaggi improbabili.

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