Vivere all'estero

Quello che non so (di questi giorni)…

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Written by Valentina Svizzera

Ne avrete già abbastanza di post sul Covid, cosa fare, cosa evitare, cosa pensare, come evitare di soffrire, come accogliere il dolore, come connettersi con gli altri, come disconnetterci perché sta connessione continua ci manda di fuori, come lavorare da casa, come impegnare il tempo, come fare a ricavarsi un po’ di tempo per sé e chi più ne ha più ne metta.

La verità è che tutti facciamo del nostro meglio, ma nessuno ha la ricetta pronta. La verità è che questa situazione è così assurda e terrificante e irreale, che quello che pensiamo possa valere un giorno, il giorno dopo non va più bene. e soprattutto quello che funziona per uno, non funziona per un altro.

Non sanno che pesci prendere i politici, le organizzazioni internazionali, i medici, i virologi, i ricercatori. Figurarsi noi. Navighiamo a vista. Cercando di fare e trarre il meglio da questo tempo frammentato e scomposto. Non credo che abbia più ragione chi canta, chi prega in silenzio, chi piange, chi corre, chi diventa adrenalitico o chi diventa letargico. Siamo umani, siamo tutti diversi, cerchiamo di farne un tempo di empatia, non di giudizio e rabbia. L’importante è rispettare le regole e pensare che se una cosa questo maledetto virus ci insegna è che siamo tutti interconnessi, che solo insieme, ora e poi, possiamo uscirne.

Noi italiani sparsi per il mondo abbiamo cominciato a preoccuparci, seguire avidamente notizie e aggiornamenti, a informarci da lontano prima degli altri, ovviamente. A temere per i nostri familiari lontani, per gli amici, per i genitori anziani, per i figli lontani. A preoccuparci quando i numeri crescevano e quelli ancora non se ne stavano buoni buoni a casa. Così col cuore già colmo di preoccupazione e la testa di dati, ci siamo accorti che nei nostri Paesi eravamo guardati come gli untori, ma nessuno si preoccupava effettivamente di cosa stesse accadendo.  Io personalmente dopo un primo periodo di bulimica ricerca di dati (ammetto che è uscito il mio lato un po’ nerd) ho mollato il colpo, lo ammetto. Mi sono resa conto che la cosa mi angosciava oltremisura. Per non parlare di video, bufale, presunte info che girano in rete. Informarsi sì certo, ma con misura, e proteggendomi da un eccesso dannoso.

La verità è che la Svizzera, dove vivo, è il Paese con più contagiati per milione di abitante, ma nessuno lo dice, nessuno sembra preoccuparsi, dentro e fuori dal Paese. The show must go on. Dove al posto di show bisognerebbe metter la parola business.

La verità è che viviamo in un tempo sospeso, eccezionale, che non abbiamo mai sperimentato e non sapremo dove ci condurrà.

La verità è che siamo umani, viviamo di paure, di rabbia, di fragilità, di malinconie, ma anche di desideri, di sogni, speranze e progetti. E in questo tempo interrotto e insicuro dobbiamo accettare gli stati d’animo che ci abitano, non possiamo nascondere le paure e le insicurezze e le lacrime che ogni tanto ci inondano gli occhi. Però allo stesso tempo non possiamo indulgere in questa tristezza e farcene travolgere…

Siamo equilibristi in questa terra inesplorata, dobbiamo accettarlo, respirare e cercare di stare in equilibrio su questa fune.

La verità è che davanti ai bambini che chiedono quando vedremo i nonni cerco di esser rassicurante, ma forse ancora di più accogliente. Di ascoltare la loro legittima tristezza e paura non sempre espressa a parole. Perché la vera verità è che devo ricacciare indietro le lacrime a pensare a quella tavolata che non ci sarà, al mare che non vedremo, agli abbracci che non daremo, alle uova che non apriranno. Proprio che io le odio le uova di Pasqua!

La verità è che mai come in questo mese mi son chiesta se questa è la mia casa. Lo ammetto, non ho uno spirito patriottico super sviluppato, ma vedere l’Italia così ferita, piegata, sofferente mi ha destabilizzata. Essere lontana. Vedere le frontiere chiudersi tutt’ìntorno, mi ha fatto sentire nel posto sbagliato al momento sbagliato. E se come il cuore expat è come un mosaico, che si arricchisce via via delle esperienze e dei posti in cui abbiamo vissuto, delle persone che abbiamo amato, in questo mese ci sono stati momenti in cui mi son sentita come se quel mosaico andasse in mille pezzi e l’unico posto in cui volessi e potessi ricomporlo fosse casa, quella dove si parla la mia lingua, sono i miei genitori, e i miei affetti più profondi e radicati.

La verità è che anche a me arriva come a onde quella malinconia, nonostante tutto, e cerco di accogliere anche lei, insieme alle lacrime o al nervosismo dei bambini (che peraltro devo dire che stanno reagendo benissimo). Che poi tornano a correre e a far baccano. Forse loro lo sanno già istintivamente che le emozioni vanno e vengono, sembrano immense montagne, ma, poi, lasciano spazio a emozioni nuove. E allora in questo tempo incerto in cui dobbiamo reimparare tutto, forse anche una gestione più equilibrata e umana delle nostre emozioni.

Mi piacerebbe che la verità fosse palese, che da questo immenso lutto collettivo imparassimo a essere persone migliori, comunità migliori, una intera umanità ripensata e migliorata, pronta ad accogliere il non dico il lato migliore di questa tragedia, perchè non c’è, ma quantomeno il suo insegnamento. Ma la veritá è che non sempre sono così ottimista da riuscire a crederci. Credo che chi vorrà utilizzerà questa possibilità di crescita, e tanti altri non lo faranno, purtroppo. Però mi piace pensare che qualcosa di bello ne uscirà, nonostante tutto: nuove visioni, nuove possibilità, nuovi orizzonti.

La verità è che una sola verità non esiste, non può, ora, forse mai. E´solo un complesso miscuglio che al momento disegna una mappa ancora non leggibile e guardo con un misto di stupore e diffidenza chi già dà spiegazioni e ricette sicure.

E´un viaggio che stiamo facendo all’interno delle nostre case e dei nostri cuori, e forse casa è proprio lì, nel cuore più profondo e nascosto di noi, dove troveremo le risposte, anche in questo tempo sospeso e scomposto.

Valentina, Svizzera

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Valentina Svizzera

Ciao, sono Valentina! Vivo all'estero dal 2006, trismamma e autrice di libri per bambini, aiuto le donne ovunque si trovino nel mondo, a ritrovare se stesse, riscoprire le loro passioni e i loro talenti e a realizzare business a misura dei loro sogni. Sogno un mondo più sostenibile per i miei figli e i figli dei miei figli!

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