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Vivere in un compound in Arabia Saudita di Valeria

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L’ Arabia Saudita è una realtà molto diversa rispetto a quella a cui siamo abituati in Italia, lo sa bene la nostra Drusilla che ci tiene aggiornate sulla sua avventura. Oggi ospitiamo Valeria che, dopo Abu Dhabi, rivive l’esperienza del compound ma in una nuova versione e potete seguirla sul suo blog Non guardo il mondo da un oblò

Al Khobar: fino a 2 metri di acqua – FUORI DAL COMPOUND.

Al Khobar: strade allagate e macchine in panne abbandonate alla meno peggio – FUORI DAL COMPOUND.

Al Khobar: tanta fatica a posizionare ordinatamente sacchi di sabbia per arginare l’acqua – FUORI DAL COMPOUND.

E io non mi sono accorta di nulla o meglio non ho patito tutto questo.

In questa occasione più che mai ho realizzato che vivo in una bolla di sapone che probabilmente non scoppierà mai nonostante la sua fragilità fatta di principalmente di servizi e persone che di buon grado convivono come in un paesino: IL COMPOUND.

Questa realtà sconosciuta fino a circa 5 mesi fa e mai incontrata nel mio peregrinare da expat di quasi 15 anni, è il paesino in cui, in tutta onesta, avevo sempre rifuggito dal vivere.

Vero è che anche ad Abu Dhabi ho vissuto in un “compound” di sole 15 ville, con un solo gate di entrata sempre aperto, le porte di casa sempre aperte, con un “finto ragazzino della security” spesso accovacciato su un motorino e intento a leggere chissà cosa sul suo cellulare..

Il compound qui ad Al khobar è pieno di regole ( e meno male!), tre security gate di entrata con tanto di addetti al controllo armati e non, con tanto di cancellata (bella vi assicuro), con tanto di palestra piena di attrezzi mai visti e mai usati, con tanto di piscine, ristorante, bowling, recreation center e la lista potrebbe continuare.
Tutto è costruito per farti vivere bene, DENTRO, e anche se solo da poco sono in pace con questa piccola, a volte soffocante realtà, proprio mentre fuori si annaspava in un lago di acqua, mi sono resa conto che in un compound puoi perfino sopravvivere alle intemperie meteorologiche.

Compound in Arabia Saudita

Vediamo se resisto…

Valeria, Al Khobar Saudia Arabia.

Photos: Abdullah Gumayjan

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Se anche tu sei come noi una #adieffina per il mondo, alle prese con nuove abitudini, costumi, lingua e fusi sei la persona che fa per noi. Raccontaci la tua storia, chiacchiera con noi, allarga i nostri orizzonti. Questo spazio è tutto per te .

2 Comments

  • Come hai ragione Valeria!!!
    Anche io vivo in un compound, la mia golden cage come lo chiamo, che mi salva da molte brutture dell’esterno, e qualche volta mi tiene lontana da ciò che mi piacerebbe invece conoscere meglio.
    Ma per le intemperie è vero: salva anche da quelle 😀

  • Gentili signore,
    scusate il commento politicamente scorretto di un cruschevole che non ha mai vissuto altro che nella propria citta’.
    L’ idea di “vivere dentro”, devo confessarlo, mi mette un poco a disagio, specialmente se alla porta ci sono guardie armate. Oziosamente, ho poi provato a immedesimarmi nei pensieri di coloro che, stando “fuori”, la alluvione se la sono presa tutta, e ho paura che fra loro la mia popolarita’, se io fossi di quelli “dentro”, non sarebbe elevatissima. Speriamo che questa situazione, certo non da voi voluta, non debba mai evolversi in senso antipatico. In questi casi, purtroppo, ci rimetterebbero solo i lavoratori.
    Buon proseguimento e ogni bene possibile.

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