Viaggi

Expat in viaggio: 7 esperienze da Mal d’Africa

Viaggio in Africa - Amiche di Fuso
Written by Cristina Angola

Ho sempre amato viaggiare, chiunque mi conosce lo sa. Quel che forse tanti non sanno è che da piccola avevo la passione per gli USA, alle superiori ho avuto una fissa per l’Australia, all’università sognavo un giorno l’Asia e l’altro il Sudamerica. Manca qualcosa? Eh già. L’Africa non è mai, MAI, rientrata nei miei piani. Vittima io stessa di quegli stereotipi che oggi ritengo assurdi, guardavo con aria di sufficienza chi ne tornava con occhi sognanti, pieni di bellezza.

Tanto che all’idea di trasferirci in Africa, la mia reazione, e la ricordo bene, è stata ‘Coooosa?!? Per andare in Congo non alzo nemmeno il sedere dalla sedia’. E invece.

Invece, quattro anni dopo, non solo sono ancora nello stesso continente, ma soffro di quel mal d’Africa che un tempo trovavo così inspiegabile.

E ho capito una cosa: il mal d’Africa ti assale e non ti molla più solo quando sei qui. Allora – e solo allora – puoi renderti conto di cosa significhi davvero, di quanto esso sia struggente, devastante. Quando vedi un leone balzare sulla preda, quando la sabbia del deserto ti entra nelle scarpe, quando osservi il sole scendere nella savana. Ciò che provi a casa è un’altra cosa, chiamiamola nostalgia, malinconia, voglia di ripartire. Ma non è mal d’Africa.

Non so se e quanto conoscete questo continente. In questi quasi quattro anni, io un pochino l’ho girato e, proprio come Federica che ci aveva regalato le sue perle del Sud Est Asiatico, qui di seguito vi presento le mete e le esperienze che più mi hanno emozionato in terra africana. Quelle che mi hanno provocato una stretta al cuore e che, a distanza di tempo, continuo a ricordare con un sorriso.

Seguire la grande migrazione in Tanzania
Immaginate di vedere 2 milioni tra gnu, zebre, gazzelle e impala che si spostano tutti insieme. Cercano l’acqua, cercano i prati più verdi e per trovarli attraversano Kenya e Tanzania. È uno spettacolo drammatico la grande migrazione, di pura vita: a seconda del periodo dell’anno vedrete gli animali accoppiarsi, dare alla luce i loro piccoli, sfuggire ai pericoli, attraversare pianure infangate e terreni polverosi, formare lunghissime file nere ed irruente, guadare fiumi e soccombere tra le grinfie dei predatori. Perché, è chiaro, dove le prede abbondano, i predatori non mancano. Leoni, ghepardi, leopardi, iene e sciacalli spesso seguono le ghiotte orme della migrazione, mentre nei fiumi si appostano famelici i coccodrilli.

Salire sulle dune più alte del mondo in Namibia
Per i suoi colori, il deserto del Namib è stato paragonato a Marte: sinuose impennate di sabbia si stendono per decine e decine di chilometri, dominatrici incontrastate di quel mondo surreale che è la lunga striscia polverosa che, dall’Angola al Sudafrica, si srotola lungo la costa africana. Le dune di Sossusvlei non solo sono le più antiche del mondo, sono anche le più alte: superano facilmente i 400 metri e scalarle è un’emozione unica. Un piede dopo l’altro, puntando bene il tallone per non affondare. Basta un piccolo alito di vento e la sabbia ti entra dappertutto: preparati a ritrovartela ovunque, anche dopo una serie di lavatrici!

Fare snorkeling alle Seychelles
Quando si parla di paradisi tropicali, spesso l’immaginazione non va oltre il binomio stereotipato spiaggia bianca/mare azzurro. E invece La Digue è molto, molto di più. In soli 10 km quadrati, racchiude alcune tra le migliori spiagge del pianeta: incontaminate, selvagge, talvolta persino difficili da raggiungere. I fondali poi, pullulano di ricci di mare, stelle marine e pesci variopinti: lo snorkeling è fantastico, ma se preferisci rimanere a terra… puoi sempre cercare le tartarughe giganti!

Cercare i big five nel Delta dell’Okavango in Botswana
Ci siamo arrivati a bordo di un aereo piccolissimo, forse il più piccolo su cui sia mai salita. Aveva appena 12 posti e, da dove ero seduta, vedevo distintamente i monitor della cabina di pilotaggio. Ma quel che c’era fuori dal finestrino era ben più interessante. Il Delta dell’Okavango è un ecosistema unico al mondo: è un intricatissimo reticolato di affluenti, che creano paludi, laghetti e isole prima di morire nelle sabbie del deserto del Kalahari. A bordo di stretti mokoro, le piroghe tradizionali, è possibile solcare le acque del fiume alla ricerca di elefanti che fanno il bagno, leoni sornioni e ippopotami che si sollazzano in acqua.

Sorvolare in elicottero le Cascate Vittoria in Zimbabwe
Gli indigeni le chiamano Mosy oa Tunya, ‘fumo tonante’. A cavallo tra Zambia e Zimbabwe, le Cascate Vittoria sono uno spettacolo disarmante, specie se visto dall’alto, con un giro in elicottero. Ecco il fiume Zambesi con le sue tante isolette che affiorano a pelo d’acqua e poi, finalmente, il salto. Una voragine di su per giù cento metri: due volte le cascate del Niagara. Una pesante cortina d’acqua, lunga più di un chilometro e mezzo, sulla quale brilla un arcobaleno.

Vedere i gorilla in Congo
Il Congo Brazzaville vanta una delle foreste pluviali più estese al mondo, ed è qui che vivono i gorilla: non quelli di montagna, col pelo lungo e folto (loro li trovate in Uganda e Ruanda), ma quelli di pianura, bestioni con il pelo corto e la caratteristica testa color ruggine. Come i loro ‘cugini di montagna’ anch’essi appartengono a una specie in pericolo: sono vittime della caccia, del bracconaggio e della stregoneria. In Congo ho avuto l’occasione di visitare un sanctuary, un centro di recupero per gorilla orfani e malati: lo sguardo incredibilmente ‘umano’ di questi animali lo ricordo ancora.

Visitare Cape Town in Sudafrica
La Mother City è una delle città più belle del mondo. Ci sono stata più volte e sarei pronta a tornare anche domani. Cosa fare? C’è solo l’imbarazzo della scelta: se ami lo sport puoi fare trekking sulla Lion’s Head o sulla Table Mountain, fare surf o prendere il sole in spiagge alla moda, metterti sulle tracce di balene e pinguini, assaporare l’ottima cucina locale dall’influenza malay, ascoltare l’oceano ruggire al Capo di Buona Speranza o, ancora, salire sulle dolci colline di Constancia, punto di partenza per un weekend all’insegna del wine tasting lungo la Strada dei Vini più lunga del mondo. Ah, Cape Town, se ti adoro!

E quanto altro ci sarebbe ancora da scoprire: i colori del Marocco, il mistero delle Piramidi, la Valle dell’Omo in Etiopia…

E voi? Quali esperienze avete fatto e quali aggiungereste a questa lista?

Cristina, Angola

Loading...

Author

Cristina Angola

Expat da ormai 7 anni, prima a Londra, poi in Congo e ora in Angola. Gli altri 30 nella Pianura Padana. Viaggio con il marito, un labrador nero, uno gnomo di pezza. Durante i miei anni africani sono riuscita a finire una volta in TV e un'altra in una (specie di) prigione. Ma non per lo stesso motivo.
Parlo (quasi) 5 lingue, il film che amo di più è Lost in Translation, spendo decisamente troppo in libri, non disdegno la pizza hawaii e - tenetevi forte - adoro, ma proprio ADORO stirare. Il mio sogno? Tornare alla base, che non è l'Italia ma è Londra, l'unico posto dove mi sento veramente a casa. Il resto di me su Drive-mycar.com, il mio travel blog.

2 Comments

  • Ciao. Pensando ai viaggi ma anche alla generazione cui appartengo, ritengo di essere stata fortunata perché ho visitato/vissuto in tanti posti diversi anche da giovane (genitori intelligenti e lungimiranti). Ma…quando leggo i tuoi post, quanta nostalgia e quanta …ahimè si, invidia ( sana pura semplice e buona invidia). Ciao e grazie

Dicci cosa ne pensi!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

/* ]]> */