#expatimbruttito

Cose più o meno trash che ho fatto quest’estate in Italia

estate trash
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Written by Cristina Angola

Ammettiamolo. Noi expat – alcuni, per lo meno – facciamo tanto i fighi che ormai siamo cittadini del mondo, che nell’Italia ci riconosciamo ormai molto poco, che alcune parole addirittura ci vengono solo più in inglese e… Ma a chi vogliamo darla a bere? L’italiano che è in noi è solo sopito e non aspetta altro che le vacanze estive al paese per tornare allo scoperto. E farlo nel più trash dei modi.

Come ogni estate, anche in quella appena trascorsa non mi sono fatta mancare quelli che chiamo ‘i grandi classici’. Ad esempio…

Ho mangiato un sacco di merendine e gelati. Da piccola non ne ero grandissima fan. Ne mangiavo il giusto. Da adulta ho smesso. Questo fino a che non sono partita per l’Africa. Da 5 anni a questa parte, quando torno a casa mi vengono voglie da gestante: nello stesso giorno, posso partire con una Girella Motta e una Kinder 5 Cereali a colazione e poi fare merenda con una Fiesta o una Kinder Delice. Dopo cena, invece, subentra lui, il Granulato Sammontana. Quello con l’amarena dentro. Da sempre il mio gelato confezionato preferito – anche se, va detto, di amarena dentro ce n’è sempre meno, così pure come di granella fuori – è una pietra miliare delle mie estati. Il cornetto Algida? Nah, il suo cuore di panna non mi ha mai convinta.

In effetti, ho mangiato qualunque cosa. La casa di mamma diventa una specie di all-you-can-eat aperto h24. Roba che pare non tocchi cibo da mesi. Ingurgito la qualunque: pure i piatti che non ho mai amato quando vivevo in Italia, per magia diventano appetibili. Capite perché mi sono messa a correre seriamente?

Ho imparato il tormentone dell’estate. Ok, questa è trashissima lo so. Però i tormentoni li so tutti: da The rhythm of the night della Corona-meteora al Battito animale che c’ha un tiro micidiale di Raf, dall’orrenda www.mipiacitu a Portami giù dove non si tocca dove la vida è locca (le rime Baby-K, le rime!). Cioè, non è che perché sto in Africa mi perdo ‘ste perle.

Ho guardato Forum… Un’istituzione. Sin dai tempi delle vacanze scolastiche, lui c’è sempre stato. Prima il buon Santi Licheri: poi è morto e siamo passati a Tina Lagostena Bassi, poi è morta pure lei ed è arrivato Imposimato. Guess what? È morto pure lui (..) e ora c’è quel simpaticone del giudice Foti (che sta facendo gesti scaramantici, I know).

… e i comfort-movie. Se esiste il comfort-food, perché non possono esistere i comfort-movie? Bello e rassicurante fare zapping e trovare il Ciavarro dei tempi d’oro che ci prova con la Ferrari (Selvaggia, in Sapore di Mare), o Bud Spencer che canta nel Coro dei Pompieri!

Ho ricordato con nostalgia i tempi andati: quelli delle feste di paese… Ossia le feste patronali, dedicate al santo protettore insomma. Che per chi era teenager negli anni ’90 erano sinonimo di lividi sulle gambe – dopo l’autoscontro o il tagadà -, di banchi di noccioline caramellate e zucchero filato, del palco in piazza. E oggi? Oggi, per lo meno dalle mie parti, di questi eventi paesani non resta che un’immagine sbiadita e l’impressione è che non importino più a nessuno. Io le ricordo con affetto, però.

…e del Festivalbar. Ragazzi, avete mai provato a guardare un programma musicale tipo i Wind Music Awards o roba simile? Siete riuscite a resistere più di 5 minuti? Io mai. Perché noi che siamo cresciuti con Vittorio Salvetti, la compilation rossa e la compilation blu… ma siete seri? I Wind Music Awards?!?! Che è sta roba?

Mi sono gonfiata di EstaThe. Appurato che, in estate, dell’accumulo di zuccheri e calorie non me ne frega una cippa, arriva lui. Il mio primo amore.

Ho curiosato in edicola. Vi dico solo una cosa: Topojolly il Portatutto Dappertutto. Ve ne dico un’altra: Topowalkie. E poi, da più grandicella, ci sono state tutti le stuoie (le stuoie??!), le borse mare, le ciabatte in tre colori diversi e via dicendo. Il binomio edicola-estate era diabolico e significava solo una cosa: fare il pieno di gadget, per lo più inutili, naturalmente. A completare il Topojolly (un pezzo ad ogni nuovo numero) ci impiegavamo praticamente tutta l’estate ma, ciononostante, era una figata. Oggi? Continuo a sbirciare in questo mondo parallelo che sono le edicole per pure curiosità ma, da saggia che sono diventata [hahah] non compro più nulla.

Fortunatamente, le mie vacanze italiane non superano mai le due settimane. Ed è un bene altrimenti tornerei in Africa con 10kg in più (invece dei due canonici), la glicemia alle stelle, una valigia piena di gadget che non userò mai e Please don’t go nelle orecchie.
Ovviamente nella versione cantata da Fiorello.

Cristina, Angola

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Cristina Angola

Expat da ormai 7 anni, prima a Londra, poi in Congo e ora in Angola. Gli altri 30 nella Pianura Padana. Viaggio con il marito, un labrador nero, uno gnomo di pezza. Durante i miei anni africani sono riuscita a finire una volta in TV e un'altra in una (specie di) prigione. Ma non per lo stesso motivo.
Parlo (quasi) 5 lingue, il film che amo di più è Lost in Translation, spendo decisamente troppo in libri, non disdegno la pizza hawaii e - tenetevi forte - adoro, ma proprio ADORO stirare. Il mio sogno? Tornare alla base, che non è l'Italia ma è Londra, l'unico posto dove mi sento veramente a casa. Il resto di me su Drive-mycar.com, il mio travel blog.

2 Comments

  • Anche io in Italia mangio milioni di merendine, biscotti, dolci , caramelle!!!! Non so perché , forse la nostalgia!!! Non sapevo che i giudici di forum fossero morti! Grazie per la notizia!!! Poveri però!!! Beh.. visto che ora sei a Napoli mangia la pizza, il babà , la sfogliatella , il gelato, la spiga per strada, la mozzarella! Insomma mangia tutto anche per me!!! Ciao Cri!! A presto! ❤️

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