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Barcellona, il mio posto nel mondo, di Martina

Written by Guest

Il 2006 fu l’anno decisivo, l’anno che mi fece capire che prima o poi a Barcellona mi sarei trasferita.

Non ero mai stata a Barcellona prima, non ero mai stata in Spagna in verità.

Non avevo mai studiato spagnolo e fino a quel momento la città che più desideravo visitare e conoscere era Berlino, perché amavo la sua storia e la sua lingua, avendo studiato tedesco per cinque anni. 

Nell’estate del 2005 andai a Berlino e lì trascorsi qualche mese lavorando in una gelateria.

Quell’estate conobbi un ragazzo catalano, di Barcellona, un amico con la A maiuscola che a distanza di tredici anni continua ad essere uno dei migliori amici di sempre.

Mi ripeteva continuamente Vai a Barcellona, ti piacerà tantissimo, ne sono sicuro! Devi andare a Barcellona!. E così l’estate successiva decisi di fare la valigia e andare a scoprire la famosa capitale catalana.

Fu una delle estati più belle di sempre. Avevo ventun anni ed un’estrema voglia di conoscere il mondo intero. Nuove culture, nuovi stili di vita, parlare altre lingue. In quei tre mesi estivi conobbi più persone di quante ne avessi conosciute in tutti i miei anni di vita precedenti! 

Avevo deciso, fin da subito, che Barcellona sarebbe stata la mia città. Il mio posto nel mondo.

In quel periodo stavo facendo l’università e dovevo rientrare a casa per terminare gli ultimi esami e laurearmi. Nella mia testa, dopo la laurea c’era Barcellona, il trasferimento immediato…ma le cose non vanno sempre come pensi debbano andare e di fatto. Dopo la laurea per una serie di motivi, rimasi in Italia per diversi anni, fino a quando nel 2014, presi una decisione. Mollo tutto e vado nella città dove sempre avrei dovuto stare.

Io di fatto Barcellona non l’avevo mai lasciata, perché dopo quella famosa estate ci tornavo in vacanza ogni anno. 

E così, nel 2014, sotto gli occhi increduli di tutti perché stavo lasciando un lavoro a tempo indeterminato in Italia, ho fatto la valigia e mi sono trasferita.

Perché Barcellona?

Barcellona mi fa stare bene, si potrebbe racchiudere tutto in queste quattro parole. Mi fa stare bene.

A Barcellona c’è sempre il cielo azzurro, il sole e quell’atmosfera felice che si respira per le strade, che ti fa tornare a casa con il sorriso anche nelle giornate più storte.

È una città grande, frenetica e piena di turisti ma chi ci vive sa dove andare, per rilassarsi e godersi la pace con il vento tra i capelli.

Perché si, essendo sul mare, a Barcellona c’è sempre quella brezza che ti accompagna ogni giorno.

Amo il mare perché mi tranquillizza, l’acqua ha su di me un potere rilassante. È bellissimo passeggiare sul lungomare in inverno e godersi il sole in estate, lontano però dalle spiagge affollate di turisti. Io raggiungo sempre le spiagge di Bogatell, Mar Bella e Poble Nou, evitando quindi la Barceloneta, piena di inglesi e tedeschi ustionati!

A Barcellona si va al lavoro in pattini o con lo skateboard ed io lo adoro. 

Io non sono molto pratica, ho cercato di imparare ma ho serie difficoltà, per cui mi limito a vedere tutti gli skaters che girano per le strade della città, che ti sfrecciano vicino mentre tu sei alla fermata dell’autobus o che arrivano in ufficio con lo skateboard sotto braccio.

Amo questa libertà, questo stile di vita che ti permette di fare ciò che vuoi.

Per non parlare poi della birretta dopo il lavoro! È d’obbligo. Se non tutti i giorni, quasi.

Con i colleghi del lavoro, si va nel baretto di quartiere, due chiacchiere ed una birra fresca per rilassarsi, in estate ci sta sempre anche una clarita, una birra più leggera con un tocco di limone.

Gli spagnoli sono così, sono rilassati. La vita quotidiana qui è spesso scandita da momenti di puro relax, quelle piccole cose della vita che ti fanno stare bene.

E quando parlo di birra, parlo semplicemente di una birra o due, non parlo né di feste o serate in discoteca. Quelle le ho abbandonate da un po’, quelle le lascio ai turisti che vengono qua per godersi la fiesta.

Non dimentichiamoci il vermut! Da tradizione catalana il vermut va bevuto rigorosamente la domenica, prima di pranzo, ma io di fatto lo bevo tutte le volte che mi va! In questi anni ho scoperto tanti localini che offrono un “vermut casero” (della casa) buonissimo!

Qualche nome? Il Bormuth, nel quartiere del Born, Casa Admirall nel Raval o il bar Sincopa nel Gotico.

Ovviamente anche Barcellona ha i suoi aspetti negativi. Non è sempre tutto oro quello che luccica.

Negli ultimi anni sono aumentati tantissimo gli affitti delle stanze, la città è diventata più cara e non è facile trovare lavoro e soprattutto, per i nuovissimi arrivati, non è facile ottenere i documenti necessari per lavorare.

È una giungla, è una grande città dove bisogna avere pazienza e tanta energia. Però è una città che da tante opportunità, per chi ci crede davvero, per chi si impegna davvero.

Lo scrittore Zafón dice: “Barcellona è una città stregata, ti entra sotto la pelle e ti ruba l’anima prima che tu possa rendertene conto”.

Ed è proprio così. Io non so se riuscirò mai a lasciare Barcellona.

O meglio, posso lasciarla perché l’ho già fatto, ma so che sempre qui tornerò.

Io sono una viaggiatrice incallita, ho sempre la valigia pronta ed un biglietto aereo tra le mani. Però quando sono lontano, Barcellona mi manca.

L’anno scorso ho trascorso sette mesi tra Sud Est Asiatico ed Australia ed ammetto che quando sono tornata nella capitale catalana ero un po’ destabilizzata.

Avevo visto e visitato tantissimi posti incredibili e non sapevo più se Barcellona sarebbe stato di nuovo il mio posto. Avevo la sensazione (e ce l’ho tutt’ora) che potevo vivere a Barcellona, così come il qualsiasi altro posto del mondo.

Mi sento a casa ovunque nel mondo.

Però ora sono qui, nella mia stanza, nella mia casetta mentre vi scrivo questo post… So che Barcellona mi tiene stretta e sempre lo farà.

Martina, Barcellona

(potete seguire le avventure di Martina sul suo blog, Photographer of Dreams)

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