Interviews Reinventarsi

Lascio tutto e vado a vivere alle Maldive!

Monica India
Written by Monica India

Ho incontrato Francesco durante il nostro ultimo viaggio alle Maldive, sull’isola di Thulusdoo.

Questa volta vista la numerosità della nostra famiglia abbiamo optato per la soluzione Guest House,  una soluzione nuova che permette di poter vivere le Maldive senza i lussi dei resort ma forse nella loro essenza più vera.
Francesco gestisce ben due Guest House su questa isola (Samura e Canopy) e chiacchierando mi ha raccontato un po’ la sua storia. Non ho resistito e ho dovuto fargli una vera e propria intervista!
Eccola le domande che gli ho fatto e cosa ci ha risposto…

Grazie Francesco per aver dedicato po’ di tempo alle Amiche di Fuso e per raccontare la tua storia coraggiosa a chi magari sogna di fare come te lasciare tutto e andare a vivere su un’isola semi deserta, ma tiene ancora quel sogno chiuso in un cassetto!

1) Qual è stata la molla che ti ha spinto a partire e come mai proprio le Maldive ?

È stata sopratutto quella della noia della mia routine giornaliera in Italia. Avevo un buon lavoro ma che, per fortuna o sfortuna, non mi impegnava la giornata e quindi non avendo tanto da fare passavo le mie giornate tra centri commerciali, amici, pranzi e cene fuori. Per alcuni potevo sembrare fortunato, in realtà ero insoddisfatto.

La scelta del trasferimento è venuta quando ho capito che vivere in Asia in vacanza mi costava meno che vivere in Italia e che quindi guadagnavo vivendo in vacanza più che stando in Italia a fare sempre le stesse cose. La scelta poi è ricaduta sulle Maldive proprio perché è un paese che ti permette di vivere con poco, ti fa capire cosa significa vivere con lo stretto necessario e di staccare con il mondo se sei stanco della vita che si fa nelle società moderne.

2) Che ti hanno detto parenti ed amici quando hai detto loro “io parto” ?

Diciamo che erano abituati a vedermi sempre in giro per il mondo, quindi non sono stati sorpresi, la vera sorpresa è stata dire che andavo alle Maldive… la domanda era sempre “ma non ti annoi alle Maldive?”. La mia risposta era sempre no, anche se un po’ di paura l’avevo! Ma come detto in precedenza la mia idea era di farmi una casa dove andare sei mesi l’anno durante i quali non spendendo avrei potuto mettere da parte i soldi per altri viaggi.

3) Chi si trova come te a vivere in queste mete dorate, seppur a gestire un business,  viene spesso immaginato da tanti in un paradiso terrestre con una vita fatta solo di mare  e relax. Ma è proprio così?  
Così doveva essere in partenza ma poi il vile denaro ha cambiato la mia routine giornaliera che doveva essere fatta di bagni al mare, surf e sole. Il business delle guest house ci è scoppiato fra le mani e dall’idea di casa siamo passati all idea di casa con due camere da affittare ai turisti, poi da due a sei, poi dodici, diciotto e alla fine… trenta!
Il business è cresciuto a livello esponenziale in soli tre anni quindi sono stati anni di duro lavoro e di pochi bagni al mare!
4) Descrivici una tua giornata tipo!
La mia giornata tipo inizia alle 8:30, apro gli occhi e finalmente dopo ben cinque traslochi (proprio perché ci ingrandivamo sempre di più e quindi cambiavo camera per affittare anche la nostra) ho una casa meravigliosa con vista sulla laguna dove quasi tutte le mattine passano i delfini.

Quindi risveglio bellissimo che purtroppo dura poco però perché alle 8:45 sono a colazione con gli ospiti e da lì no stop fino alle 23 di sera. La giornata passa velocemente tra le varie strutture, lo stare con gli ospiti e il controllare i vari ordini da fare.

5) Quali le sfide che non ti aspettavi?
Sfide nessuna, non sono uno che ama le sfide, se faccio una cosa è perché l’ho pensata bene e sono convinto di come andrà e per fortuna non mi sbaglio mai (fino ad oggi!).

6) Che cosa hai imparato su di te in questi quattro anni?

Ho imparato la pazienza e la perseveranza, due cose che in Italia non avevo assolutamente. Ma vivendo su una piccola isola sperduta nell’Oceano Indiano non puoi farne a meno!

7) Che cosa hai imparato del popolo che ti ospita?

Ho imparato che come tutto il mondo è fatto di buoni e di cattivi, ma i cattivi sono meno cattivi e i buoni più buoni.

Ho imparato che la religione islamica non è brutta come vogliono farci credere ma è molto facile interpretarla nel modo sbagliato. Purtroppo la poca conoscenza del mondo che hanno popoli come questo spesso viene usata dai poteri forti per far sì che si possano controllare meglio le persone.

8) C’è qualcosa che ti manca dell’Italia?

Il cibo! L’unica cosa che mi manca anche se amo l’Italia e amo venirci in vacanza due volte l’anno. Sto scoprendo e girando più l’Italia ora che vivo lontano che quando ero a Roma.

9) Quali i tuoi prossimi obiettivi?

Due anni fa abbiamo aperto u’altra struttura a Bali e proprio adesso mentre rispondo a questa intervista sono qui per un nuovo progetto bellissimo. Questa volta non si tratta di hotel ma di un concetto nuovo a metà tra una Spa e un luogo di culto religioso.

Ho capito che la gente non ha più bisogno di posti belli ma di posti emozionanti. Non si vende più il lusso inteso come cosa materiale, il lusso vero ormai è provare un’ emozione. Ed io sto cercando la chiave per creare un luogo qui a Bali dove far emozionare la gente. È difficile da spiegare in realtà ma se ci riuscirò ne sentirete parlare!

10) Quali consigli daresti a chi sta pensando di partire per aprire un nuovo business all’estero? 

Che la maggior parte delle volte è più dirlo che farlo. La vera vita comincia dove finisce la zona di comfort.

Monica, India
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Monica India

Monica India

In giro per il mondo da 13 anni, l’età esatta della nostra prima bimba! Mamma di 3 bimbi ora. Da workaholic a viaggiatrice seriale! Abbiamo vissuto a Londra, Delhi, San Francisco, Pittsburgh, Chennai e ora Pune! Dal primo al terzo mondo e ritorno! Genovese di nascita, ma ho vissuto tutta la mia vita lavorativa a Milano. Con l’India ho un rapporto particolare, ne ero terrorizzata, ora è casa e trovo familiari i suoi usi e costumi! Adoro avere amiche da tutto il mondo perché la diversità culturale riempe da sempre il mio bagaglio di vita! Mi occupo di intercultural training e executives coaching.

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