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Il mio mare a Ostende, di Manuela dal Benelux

Written by Guest

Sono Manuela, ho 42 anni, un marito, un figlio di 5 anni e un cane. Sono expat ormai da quasi dodici anni. Vivo a Steinfort, un bellissimo e verdissimo paese situato nell’ovest del Lussemburgo. 

Oggi vi faccio conoscere il luogo dove pochi mesi fa, con mio marito, ho acquistato un piccolo appartamento che, a pieno titolo, è diventato la nostra “Isola Felice”. Dove fuggiamo appena possiamo: Ostende, nelle Fiandre Occidentali, affacciato sul Mare del Nord.  

Rispetto a tante altre Amiche di Fuso che abitano in luoghi lontani ed esotici, io non ho mai visto l’oceano, quello vero, quello che viene raccontato nei film o nei documentari sugli squali o sulle balene, ma ho sempre sognato di assaporarne colori, profumi e suoni. Una specie di compromesso tra questo desiderio e l’impossibilità attuale di realizzarlo lo trovo appunto quando vado Ostende, sulla costa belga.

Da dove abito non è poi così lontano, almeno per i miei standard di durata dei viaggi in auto: solo all’incirca tre ore. Si, lo so, chi ha la fortuna di avere il mare a due passi penserà che io sia matta, ma vi assicuro che tre ore non sono poi un tempo così lungo, soprattutto se si ha una voglia matta di riempirsi gli occhi di onde e le orecchie del canto dei gabbiani.

Ostende, il primo centro abitato che si raggiunge da Lussemburgo alla costa belga, non è la classica città di mare che possiamo immaginare noi italiani abituati a vedere i paesi di pescatori delle coste del Mediterraneo.  È un vero e proprio centro urbano, con piazze e alti palazzi a più piani. Non da neppure troppo l’idea di essere un luogo di villeggiatura, seppure in ogni stagione dell’anno sia raggiunto da centinaia di persone alla ricerca di sole e vitamina D.

Nonostante questo però, gode, almeno dal mio punto di vista, di un enorme fascino. E buona parte di questo fascino è dovuto al suo mare: una lunga striscia d’acqua che divide il Belgio e l’Europa continentale dall’Inghilterra.

No, scordatevi il blu abbagliante dei nostri mari del sud o la vegetazione mediterranea fatta di palme e fichi d’india arrampicati su scogli a strapiombo sull’acqua. Immaginate immense spiagge dalla sabbia a metà tra il grigio e l’ocra. Un mare che riflette il cuore plumbeo e cangiante dei cieli del Nord Europa, sempre pieni di nuvole gonfie d’acqua. 

Immaginate di guardare una vecchia foto dei primi del 900, un po’ ingiallita dal tempo, o una moderna istantanea elaborata al Photoshop col filtro seppia. Ecco, questo è il Mare del Nord, un mare che profuma tanto d’oceano, quell’oceano Atlantico che è , a due passi, oltre l’isola britannica.

Un mare sempre un po’ nervoso, che va avanti e indietro con le sue maree mangiando o sputando pezzi più o meno grandi di spiaggia. Un mare che sprigiona il suo odore salmastro man mano che ti avvicini all’acqua, calpestando tappeti immensi di conchiglie e sprofondando ad ogni passo nella sabbia fine e perennemente in movimento.

Può capitare di vederlo azzurro, ma raramente e solo se il cielo capriccioso del Belgio volge al bel tempo. Ma non sarà mai l’azzurro sfacciato e profondo del Mediterraneo. Le sue acque saranno cristalline e trasparenti come quelle dei mari tropicali.

Il fondale non si vede, è basso, sfuocato, sfuggente. Eppure è tutto così maledettamente affascinante, tanto da rapirti il cuore e la mente. Soprattutto d’estate quando le giornate nel profondo Nord sembrano non finire mai e puoi vedere la palla arancione del sole tuffarsi nell’acqua ben oltre le dieci di sera.

Tra cielo e mare e tra mare e cielo: tutto sembra dilatato, più grande e tu infinitamente piccolo. Guardi il cielo specchiarsi nell’acqua e l’acqua specchiarsi nel cielo, senza soluzione di continuità. Lo so, l’oceano, quello vero, sarà ancora più ipnotico e totalizzante, ma un assaggio si può avere pure qui, a Ostende. Soprattutto se si ha la pazienza di lasciarsi andare. Chiudere gli occhi e sentire solo il profumo di salsedine che il vento incessante ti sbatte sulla faccia in mille minuscole goccioline salate. Perché in fondo, come diceva lo scrittore francese Jean-Claude Izzo: di fronte al mare la felicità è un’idea semplice.

Spero, con questo breve racconto, di aver reso giustizia ad un luogo, forse a torto, considerato da noi italiani come freddo ed inospitale, ma che in realtà ha tanto da offrire sia come bellezza che come divertimento. Insomma, vi aspetto a Ostende!

Manuela, Benelux

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