#expatimbruttito

“Fa che non si sieda vicino a me”, ovvero i passeggeri più odiati in aereo

compagni di viaggio odiosi
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Written by Cristina Angola

Premetto che a me volare proprio piace. Mi piacciono gli aeroporti, mi piace stare sospesa per ore, rannicchiata nella copertina. E mi piace pure il cibo che servono, toh. A scanso di equivoci, ci tengo a dire che volo praticamente sempre in economy (perché facile dire amo volare se TAAC – il sedile si allunga e diventa praticamente un letto; TAAC – arriva lo champagnino di benvenuto;  TAAC – hai uno schermo 50 pollici etc.)
No, a me piace viaggiare in aereo. Punto.

Solo che poi… c’è la gente. Quello che veramente invidio ai passeggeri della business class non è il legroom, non sono le bollicine. E’ il fatto di non avere vicini.

Perché se ti capita uno degli odiosi individui qui sotto, il viaggio potrebbe diventare lungo, mooolto lungo. E affatto piacevole. Di chi sto parlando? Ma di loro:

1. Il Divaricato
È l’espressione di quello che è ormai divenuto un fenomeno a tutti gli effetti, tanto da avere pure un nome: manspreading. Avete presente l’odiosissima abitudine di sedersi a gambe larghe (in metro, sui treni, sugli aerei, ovunque) condivisa dalla stragrande maggioranza della popolazione maschile? Ecco. Pensano di essere sul divano di casa, gli manca solo il rutto libero. Da piccola la mamma mi diceva ‘Cristina, stai composta e chiudi le gambe che non sta bene’. Ora mi rivolgo a voi, giovani madri: non sarebbe ora di insegnare questo stesso concetto anche ai maschietti?

2. La Cugina IT
Se pensavate che le chiome fluenti fossero una mera invenzione della pubblicità Pantene, ho una buona notizia per voi. Quelle chiome esistono. E si concentrano tutte sui miei voli. Capelli che svolazzano in ogni dove e a ogni minimo movimento e che, in quell’arco di 8/9 ore nei cieli, sono arrivate a lambire il mio poggiatesta, il mio ginocchio, il mio schermo nel momento clou degli Avengers, il caffè dentro al bicchiere del caffè, e – soprattutto – la mia faccia. Ma ‘na treccia, no?

3. Il Barefooter
In altre parole, quello che libera le fette. E non si limita alle scarpe, si leva anche le calze. Le calze, c@XX*. Masseiserio? Che poi, non gli fa un attimo schifo poggiare il piede nudo in aereo?

4. Il Contorsionista
Ossia, quelli che non si alzano per farti andare in bagno. Pur di non schiodare il culo si prodigano in mosse che pare stiano dentro una scatola cinese, si mettono le ginocchia in bocca, si appiattiscono furtivi contro lo schienale, si avvinghiano come scimmie al bracciolo. E ti lasciano nell’eterno dubbio: cosa gli metto in faccia mentre passo, il lato A o il lato B? Esci da quel sedile, ignavo!!!

5. Quello che si addormenta e…
… non spegne lo schermo o – peggio – la lucina per leggere, mannaggia a lui. Quella luce infingarda ti si infiltrerà inevitabilmente sotto la mascherina e sai già che il giorno dopo sarai un panda.

6. Il Divoratore
Sale con M&Ms formato famiglia, Mars in pacco grande, Coca Cola, Frappuccino di Starbucks con panna e caramello, Toblerone alla nocciola, Doritos al chilly, Pringles Onion & Sour Cream perchè ama gli odori delicati e panettone in offerta post-natalizia. Ha anche un’insalata di quinoa (che però non finirà mai) comprata in un guizzo di salutismo. Sgranocchia per tutta la durata del viaggio e, soprattutto, sbri-cio-la. Anche sulla tua gamba. E, manco a dirlo, non offre niente.

7. Il Genitore Menefreghista
Perché il problema non sono i bambini. Non ce l’ho con i piccolissimi: se piangono, che vuoi farci? Nulla, al più puoi metterti i tappi. Ma se un bambino di 4, 5, 6 anni continua a tirarti calci al sedile da 10 minuti e tu, madre o padre, non gli dici una beata mazza… allora il problema, SEI TU. E sei un gran cafone.

8. Il Perennemente Stravaccato
Non si è ancora nemmeno seduto che ha già reclinato il sedile, manco dovesse andare in camporella. Non riesce a vivere in posizione eretta e ha sempre bisogno della mammina (leggi: la hostess) che gli dica di raddrizzare lo schienale quando è il momento di decollare, quando è ora di fare la pappa e quando è ora di atterrare. E da bravo bambino dispettoso, lo stravaccato lo raddrizza giusto quel secondo per poi tirarlo subito giù appena l’assistente di volo passa oltre. Più che rabbia fa pena, poverino. È evidentemente un disadattato.

9. La Maestrina
Non è da confondersi con una mera chiacchierona: la Maestrina si spinge OLTRE. È un personaggio, oserei dire, dannoso. Ti scatena tutta la cattiveria che hai in corpo. È seduta dietro di te e trascorre buona parte del volo a enunciare tutto-ma-proprio-tutto il programma della vacanza al proprio compagno (Che poi, chiamala vacanza…).
Ma c’è anche di peggio: non scorderò la volta che sono in andata in Lapponia e c’era una Maestrina dietro di me che ha cominciato a far esercitare il suo ragazzo con l’inglese. Roba che ha preso il giornalino della Finnair e ha fatto leggere al povero cristo tutti gli articoli uno per uno, correggendolo sulla pronuncia e facendogli poi tradurre quanto letto. Amico, se ci leggi, sappi che hai tutta la mia solidarietà. Spero per te non fosse il viaggio di nozze.

10. Lo Zombie
Li ho lasciati per ultimi ma, forse, sono i più odiosi, insieme alla tizia dei capelli. Sono gli zombie che vegetano in corridoio. Che si siano appena conosciuti o che siano compagni di viaggio poco importa; stanno in piedi per un tempo indefinito e se la raccontano: dove vai / dove non vai / lavori qui / no io lavoro là / come si chiama il tuo cane / tua zia è ancora viva / il ficus bengiamino è morto etc. E il tutto dove? Sopra. La. Tua. Testa.

Qual è il vicino di posto che non augurereste nemmeno al vostro peggior nemico?
Vi sfido a raccontami di peggio!

Cristina, Angola

 

 

Photo credits: Unsplash

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Cristina Angola

Expat da ormai 7 anni, prima a Londra, poi in Congo e ora in Angola. Gli altri 30 nella Pianura Padana. Viaggio con il marito, un labrador nero, uno gnomo di pezza. Durante i miei anni africani sono riuscita a finire una volta in TV e un'altra in una (specie di) prigione. Ma non per lo stesso motivo.
Parlo (quasi) 5 lingue, il film che amo di più è Lost in Translation, spendo decisamente troppo in libri, non disdegno la pizza hawaii e - tenetevi forte - adoro, ma proprio ADORO stirare. Il mio sogno? Tornare alla base, che non è l'Italia ma è Londra, l'unico posto dove mi sento veramente a casa. Il resto di me su Drive-mycar.com, il mio travel blog.

13 Comments

  • Volo Alaska, San Francisco_ città del Messico: una vicina che mi sveglia, proprio mi sveglia, perché voleva parlare.

  • Ma questi son tutti svegli! e quello che russa no? volo Roma – Francoforte all’alba, tu con gli spilli negli occhi per il sonno e quello che russa cosi’ forte che ti vuoi strappare la pelle per la disperazione.
    PS: anche io adoro volare, gli aeroporti, e perdermi al duty free che poi ormai lo si sa che tanto econimico non è 🙂

  • Da evitare alla grande! L’omone che russa alla grande e strasborda da tutte le parti. E tu sei prigioniera lato finestrino. Ahimè! Neppure il bracciolo potevo usare. Ciao.

  • Io sono tendenzialmente una barefooter, ma a causa dell’aria condizionata polare mi sono convertita con successo all’uso dei calzini (ne ho un paio solo per questo scopo). I vicini di posto peggiori sono le famiglie rumorose. Una volta sono finita vicino a un padre così insopportabile che l’avrei volentieri buttato giù senza paracadute!!! La madre era vicino ai bambini e lui passava da parlare in arabo da solo ad alzarsi per dire qualcosa ai figli. Appena il volo è partito mi sono alzata a cercare un posto libero con tutta la comprensione delle hostess!

  • Non hai citato quelli che passano il loro tempo a guardare fuori dal finestrino (anche se stai volando sopra l’oceano!).
    Spero che le compagnie aeree passino tutte ai nuovi modelli con vetro che si oscura, così almeno quello che si diverte a sbirciare fuori è eliminato dalla lista! (^^)

  • Troppo divertente e purtroppo verissimo! La cugina capellona esiste sempre e dovunque, insopportabili! Io nelle mie numerose trasferte oltre oceano mi trovo sempre accanto ad una donna che di solito viaggia sola. Sempre non parla o capisce l’inglese ( asiatica, indiana, araba..mi sono capitate tutte, giuro) e non fa che armeggiare con lo schermo o il sedile o la cintura o tutti i pulsanti che esistono senza capirci una mazza! Io che sono pure un po’ imbranata finisco per passare metà del viaggio a cercare di decifrare i suoi gusti cinematografici per farle vedere un film( di cui di solito se ne frega) o a ricordarle di allacciare la cintura che non capisce come si fa o a spiegarle che si, può scegliere fra pollo e manzo! Aiuto!!!!

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